Narrativa straniera Romanzi La luna è tramontata
 

La luna è tramontata La luna è tramontata

La luna è tramontata

Letteratura straniera

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La resistenza del popolo norvegese, pacifico e fiero, di fronte all'occupazione tedesca. Il coraggio di un pugno di uomini destinati dalle circostanze a diventare eroi per proteggere le proprie tradizioni democratiche.

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La luna è tramontata 2017-10-07 18:00:34 annamariabalzano43
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annamariabalzano43 Opinione inserita da annamariabalzano43    07 Ottobre, 2017
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Il debito sarà pagato

“Ora ti dirò una cosa, e spero che la capirai. Tu non sei più un uomo. Sei un soldato. Le tue necessità di conforto non hanno alcuna importanza e, tenente, anche la tua vita non ha molta importanza. Se vivrai, ti resteranno dei ricordi: è tutto quello che avrai. Frattanto devi ricevere ordini ed eseguirli. La maggior parte degli ordini sarà spiacevole, ma questo non è affar tuo. […….] Avrebbero dovuto costruire la tua anima con la verità e non menarla a spasso con le bugie. [….] Ma tu hai accettato i tuoi doveri. Vuoi adempierli oppure no? Non possiamo prenderci cura della tua anima.” Nelle parole del colonnello Lanser la fredda logica che regola il comportamento dei militari in guerra. Non sono solo la contrapposizione oppressore/oppresso e l’antitesi efferatezza/pietà i temi principali di “La luna è tramontata” di John Steinbeck: vi è altresì una chiara e netta condanna della guerra e della follia in cui trascina gli uomini fino a causarne spesso una totale perdita di umanità .
Il dramma rappresentato nel romanzo investe vincitori e vinti, militari e civili, i primi prigionieri di un codice che impone loro di mettere a tacere ogni istinto di pietà, ogni debolezza umana, i secondi altrettanto condizionati da quel concetto di dignità che costituisce l’ultima possibilità di mantenere il rispetto di se stessi.
In questa prospettiva vanno considerate le due figure centrali del romanzo, il sindaco Orden e il Colonnello Lanser. Entrambi rispettano un personale codice d’onore, poco importa se vi credano oppure no.
Emblematico è il titolo del romanzo: siamo alla fine di una lunga giornata, sta per nascere un nuovo giorno. È la fine della vita che emblematicamente viene ricordata con le parole di Socrate pronunciate negli ultimi momenti dal sindaco Orden all’amico Winter: “ Critone, debbo un gallo ad Asclepiade” e Winter risponde con le parole di Critone: “Il debito sarà pagato”. La vita, dunque, così come viene rappresentata qui da Steinbeck, trova un riscontro nelle parole di Socrate così come vennero interpretate da Nietzsche: essa è una malattia, per guarirne bisogna sacrificare un gallo ad Asclepiade e con la morte arriverà la guarigione. Unico riscatto per un’umanità che ha perso ogni punto di riferimento che la riconduca sulla via della dignità e del rispetto.

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La luna è tramontata 2017-08-03 10:25:56 Mario Inisi
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Mario Inisi Opinione inserita da Mario Inisi    03 Agosto, 2017
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Ho sognato che il capo era pazzo

Che romanzo! Che lacuna non conoscere questo autore!
In un paese norvegese, durante la guerra arrivano gli invasori che si stabiliscono a casa del sindaco. Tra il sindaco Orden e il colonnello Lanser capo delle truppe nemiche si stabilisce un'intesa basata sulla comune intelligenza e limitata dalla consapevolezza che ognuno farà il suo dovere. Gli assedianti sono pochi e diventano da assedianti loro stessi assediati, più soli degli altri. Ogni volta che uno di loro si fa tentare da un sorriso o da una donna fa una brutta fine. Nel romanzo c'è tutto: ambizione che spinge al tradimento e intelligenza che fa da antidoto alla paura e intelligenza che rende spettatori del proprio ineludibile destino. Il romanzo è un inno alla libertà e l'inno alla libertà, la consapevolezza di voler 'essere spiriti liberi spinge a superare i limiti dell'umano, soprattutto la paura. Perciò il sindaco Orden, misero sindaco di un insignificante paese saluta il lettore con le parole di Socrate, le parole misteriose che Socrate disse al suo discepolo Critone in punto di morte:"Critone, debbo un gallo ad Asclepio".
E Critone, nella storia il medico Winter, risponde: "Il debito sarà pagato".
Nel romanzo il gallo da sacrificare è lo stesso medico, amico intelligente del sindaco, anche lui disposto a tutto pur di non rinunciare alla libertà di spirito. Il titolo del romanzo, la luna è tramontata, richiama al gallo, che non canterà. Ma l'alba arriverà lo stesso in punta di piedi senza essere chiassosamente annunciata.

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La luna è tramontata 2012-02-14 11:12:54 erlebnis
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erlebnis Opinione inserita da erlebnis    14 Febbraio, 2012
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Lettura gradevole per profonde riflessioni

Non sarà l'opera più rappresentativa di Steinbeck, ma sicuramente è un romanzo che adegua perfettamente le scelte stilistiche al contenuto. Il piccolo "miracolo" effettuato qui dal narratore è, secondo me, quello di aver affrontato il doloroso tema dell'occupazione di un piccolo paese norvegese da parte dei nazisti e della conseguente resistenza organizzata dagli occupati con una semplicità che non scade mai nella banalità, nella sciatteria o addirittura nella volgarità. Adottare un linguaggio semplice, agile, quando si affrontano temi come, appunto, la guerra, che magari ne richiederebbero uno crudo e violento, potrebbe essere insidioso. Ma la sapienza narrativa di Steinbeck non viene minimamente sfiorata dal rischio di confezionare un'opera poco problematica, se non addirittura approssimativa.
La semplicità, infatti, non solo esalta, anziché stemperarla, la tragedia degli oppressi ma si dimostra la scelta migliore per spiegare come il bisogno di libertà sia universale. Anche a costo del sacrificio personale.
Da insegnante, ne consiglierei la lettura a scuola.
Da lettrice, non ho dimenticato i pensieri, le bassezze, le paure e le speranze di personaggi delineati con umanità e realismo.
Da semplice essere umano, non posso considerare la libertà un privilegio godibile solo da parte dei più "forti" (che sono poi semplicemente più violenti e meglio armati) ma un diritto di tutti. Questo mi sembra il messaggio, per nulla banale e sempre attuale, che Steinbeck ci ha voluto regalare, ancor più significativo se si pensa che lo ha condiviso con il mondo mentre esso era insangnuinato dalla follia della Seconda Guerra Mondiale.

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Consigliato a chi ha letto...
Consigliato a tutti perché la libertà riguarda tutti
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La luna è tramontata 2010-04-23 19:47:52 Renzo Montagnoli
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Renzo Montagnoli Opinione inserita da Renzo Montagnoli    23 Aprile, 2010
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L'inutilità della guerra

Quando nel 1962 a John Steinbeck fu conferito il premio Nobel per la letteratura la motivazione fu la seguente: Per le sue scritture realistiche ed immaginative, unendo l'umore sensibile e la percezione sociale acuta.
In effetti lo scrittore americano è riuscito nei suoi libri a sondare l’animo umano inserendo la sua ricerca in un contesto sociale, in forza di un’interdipendenza che si attua in un doppio flusso: dal singolo uomo alla collettività e da questa ancora al singolo uomo. Steinbeck ha ben compreso che gli aspetti interiori di ognuno si riflettono socialmente e che sempre il comportamento individuale è influenzato dal contesto in cui l’individuo opera.
Con diverse sfumature questo concetto è base di opere di notevole livello, quali I pascoli del cielo, Pian della Tortilla, Uomini e topi, Furore, L’inverno del nostro scontento e La valle dell’Eden; tuttavia, almeno secondo la mia opinione, dove risulta esposto più chiaramente è ne La luna è tramontata, romanzo edito per la prima volta nel 1942 allorché le sorti della seconda guerra mondiale non erano ancora ben definite.
In questo romanzo, ambientato in Norvegia, contano più i personaggi, le situazioni, le riflessioni dei protagonisti che la trama stessa, in sé in verità abbastanza semplice. Un piccolo paese viene occupato dai tedeschi con un vero e proprio blitz e con l’aiuto di un traditore, quello che tutti i cittadini fino ad allora consideravano un autentico benefattore. Colti di sorpresa, provano un generale disorientamento, una sorta di annichilimento della volontà e, soprattutto, della propria identità, ma poi la dignità di essere uomini ancora liberi emerge e ha inizio una guerriglia non solo bellica in senso stretto, ma anche psicologica nei confronti degli invasori che poco a poco si scoprono non macchine da guerra, ma uomini, con le loro debolezze e le loro paure.
In questo contesto i protagonisti di maggior spessore a cui lo scrittore attribuisce il compito di portare avanti il suo messaggio sono da un lato il colonnello tedesco Lanser che è dibattuto fra l’assurdità degli ordini ricevuti e i contrasti della sua coscienza. Non viene meno al suo dovere, ma gradualmente subentra in lui la disperazione di compiere azioni sanguinarie che ritiene del tutto inutili, maturando di pari passo una crescente stima verso il sindaco, ben diversamente motivato dalla necessità di costituire un punto di riferimento per i suoi concittadini, senza remore o tentennamenti, arrivando perfino al sacrificio personale.
Sono due uomini in antitesi, ma se il tedesco si accorge della progressiva perdita della sua dignità, il norvegese è invece consapevole del suo graduale riacquisto.
Su tutto regna un tragico dolore: quello degli occupanti, che nel loro indottrinamento credevano di essere accolti festosamente e che invece sono costretti a vigilare nel timore di attentati; quello dei cittadini occupati che non possono tollerare di perdere la loro liberta e che intendono riprendersela, a qualsiasi costo.
Se la Luna è tramontata è un romanzo antibellico e antimilitarista è però anche un libro che, partendo dalla stupidità della guerra, travolge i normali schemi del patriottismo per rendere giustizia agli oppressi, a chi è stato vinto senza aver voluto una guerra, a chi crede che la dignità valga più della vita. Ma è anche un’opera con cui si evidenzia che, deteriorando i dogmi inculcati negli uomini da un regime, si ottengono un disorientamento e una progressiva disaffezione per una missione che da vincitori li rende vinti, prima ancora che sul campo di battaglia con il risveglio della coscienza.
La luna è tramontata non è solo un bel romanzo, ma è anche un libro con cui, attraverso la creatività, si giunge a una visione realistica, senza appelli, senza attenuanti, della guerra e della sua inutilità.
Da leggere, senz’altro, anche e soprattutto nelle scuole, affinché i giovani comprendano che con un conflitto tutto è perduto, mentre con la pace tutto è possibile.

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