Narrativa straniera Romanzi La ragazza che rubava le stelle
 

La ragazza che rubava le stelle La ragazza che rubava le stelle

La ragazza che rubava le stelle

Letteratura straniera

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È notte e il silenzio avvolge la baia di Salem. Zee Finch è ferma sul molo e fissa il mare. Un giorno, sua madre si era suicidata, all'improvviso. Zee era fuggita da tutto e da tutti, dedicandosi agli studi in psicologia. Sono passati quindici anni da allora. Ma adesso è venuto il momento di ripercorrere quella rotta perduta. Il suicidio di Lilly Braedon, una delle pazienti più difficili di Zee che ora fa la psicoterapeuta, la costringe a fare ritorno. Le analogie fra il caso della donna e quello della madre sono troppe. Zee è sconvolta, ma non ha altra scelta: l'unico modo per fare luce sulla morte di Lilly è capire la verità sul suo passato irrisolto. La verità corre su un'unica strada, che Zee ha dimenticato per troppo tempo ma che, se troverà il coraggio di ripercorrerla, la porterà a casa. Qui potrà finalmente realizzarsi il destino che le spetta.



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La ragazza che rubava le stelle 2013-12-29 21:12:14 ant
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ant Opinione inserita da ant    29 Dicembre, 2013
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Zee , la sua vita e tanti altri aneddoti

Un romanzo che grazie all'energia e alla vitalità della protagonista Zee, psicologa, spazia in tanti ambiti e tematiche sociali molto attuali e particolari(come l'omosessualità, l'eutanasia, il disturbo bipolare etc), ma che soprattutto vede Zee, che è il diminutivo di Hepzibah, impegnata e immersa in una spasmodica ed estenuante ricerca delle cause che portarono la sua adorata madre Maureen al suicidio.
Tutto la vita di Zee viene messa in discussione il giorno in cui si presenta nel suo studio di psicologa una nuova paziente, Lilly.
Curando la depressione di Lilly e ascoltando le problematiche di quest'ultima Zee viene travolta da un'ondata di ricordi ed è costretta a fare come un salto all'indietro per cercare di ricollegare tutti i tasselli che da bambina aveva lasciato in sospeso. Inizia così un excursus molto affascinante sia da un punto di vista psicologico, con tutti i passaggi e le riflessioni sulla vita di sua madre e soprattutto del rapporto di quest'ultima con suo padre che si rivelerà poi essere omosessuale. Notevolissime anche le digressioni paesaggistiche dei luoghi descritti, su tutto la città d Salem nel Massachusetts.
Un libro intenso con un finale molto delicato, mi è piaciuto perché non c'è traccia di moralismo nelel pagine, ogni debolezza umana viene descritta nella sua naturalezza e affrontata con tanta sensibilità.
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La ragazza che rubava le stelle 2013-12-06 19:47:42 SunshineAle
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SunshineAle Opinione inserita da SunshineAle    06 Dicembre, 2013
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Il "Guaio" di Brunonia Barry

Zee, giovane donna dal passato difficile, è riuscita a diventare una psicoterapeuta e a lasciarsi alle spalle il nomignolo “Guaio”, attribuitole ai tempi in cui il suo passatempo preferito era mettersi in situazioni difficili. Rubare barche era per lei un modo di dimenticare, quasi un gioco e una sfida con se stessa. Si troverà a dover curare una paziente difficile, Lilly Breadon, complicata non è solo la sua patologia, ma la grande somiglianza che questa donna sembra avere con sua madre, morta suicida quando Hepizibah era appena una ragazzina. Questa somiglianza manderà in confusione la terapeuta, sciogliendo tutte le certezze che si era costruita nel tempo in cui aveva cercato di superare la perdita della madre. Per Zee, la notizia del suicidio di Lilly arriva come un pugno allo stomaco, crede di non aver saputo prevedere e prevenire il peggio e si trova a dover mettere in discussione tutta la sua vita, dal lavoro all’imminente matrimonio di cui non è più sicura. Cercherà di approfondire il suo passato partendo dalla morte di Maureen, sua madre, e scoprendo sempre più attinenze preoccupanti tra la sua vita passata e la vita della fragile Lilly. Sembra che Zee non riesca a lasciarsi alle spalle definitivamente il suo soprannome, pare che i guai per lei non finiscano mai e che il suo passato riesca sempre ad apparire come un mistero indecifrabile.

Secondo me, effettivamente, questo libro per Brunonia Barry si è rivelato un po’ un “guaio”. Che abbia davvero poteri da veggente come i personaggi dei suoi libri?... Scherzi a parte, il libro non è male. Mi piace la trama, ha catturato la mia attenzione all’inizio, durante la descrizione di Lilly Breadon e durante la descrizione del suo rapporto con Adam, ma successivamente ha ripreso a catturarmi da pagina 300 in poi, quindi solo sul finale. Tutto il periodo intermedio tra il suicidio di Lilly e la fine (non vi voglio fare nessuno spoiler, tranquilli…) si è rivelato noioso e piatto. Niente colpi di scena, niente anticipazioni (nemmeno velate) che possono incuriosire il lettore e spingerlo ad andare avanti per scoprire cosa accade. Affronta molti argomenti, forse troppi, che possono mandarti in confusione. Affronta il tema dell’omosessualità, il tema della magia e del paganesimo , ed il tema medico dal bipolarismo all’Alzheimer.
Mi sono invece piaciuti i flashback temporanei di Zee, in cui racconta del suo rapporto con la madre e le vicende della loro famiglia. Mi ha incuriosita il racconto relativo alla Friendship, mi ha interessata a tal punto da spingermi ad informarmi sulla sua vera storia. Ho trovato furbo, da parte della Barry, inserire di tanto in tanto i personaggi presenti nel suo libro precedente “la lettrice bugiarda”, questi punti mi hanno fatta sorridere, è una mia (strana?) abitudine quella di pensare a che fine faranno i personaggi dopo aver letto l’ultima pagina di un libro, e questo reinserirli nel suo libro successivo ha soddisfatto la mia curiosità e ha catturato la mia attenzione. Infine che dire? I principi per scrivere un buon libro c’erano tutti, l’idea era ottima e i personaggi azzeccati.. ma, è stata dura per me arrivare alla fine. Troppo prolisso nei dettagli (a volte inutili) e purtroppo tiene poco viva l’attenzione. Ho cercato per capitoli e capitoli un piccolo colpo di scena, qualcosa che mi facesse aggrappare all’idea che “c’era di più”, ma niente fino alla fine. La conclusione al contrario è eccellente, idea ottima e (finalmente) capace di tenerti un po’ con il fiato sospeso..ma leggere un libro di 400 pagine per trovare soddisfazione solo nei due capitoli finali non ha accontentato le mie aspettative. Brunonia Barry è la regina del: “Aaaah, ecco perché! Ora ho capito!!”.. ma tutti svelati alla fine. Appena terminato un suo libro mi ritrovo a cercare indietro tra le pagine per ricontrollare parti che al momento mi erano sfuggite. Libro prolisso e purtroppo noioso, ma che non si stacca dalla memoria e ti fa venire comunque voglia di approfondire. Credo infatti che lo scopo della Barry sia questo.. imprimersi nella memoria del lettore.

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La lettrice bugiarda
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La ragazza che rubava le stelle 2012-05-28 19:19:50 lilith shadows
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lilith shadows Opinione inserita da lilith shadows    28 Mag, 2012
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La mappa dei luoghi giusti

Bisogna premettere che sia il titolo italiano sia il retro di copertina non sono rispondenti al reale contenuto e genere del romanzo, che prospettano quasi come un thriller psicologico.
Il titolo originale "The map of true places-La mappa dei luoghi giusti,veri"- rispecchia certamente di più la vera anima del libro. Infatti "La ragazza che rubava le stelle" del thriller ha poco. Il tema fondamentale della narrazione è individuabile in un dialogo nei primi capitoli: le figlie cercano di realizzare il grande sogno insoddisfatto delle madri.
È una storia dolorosa e intensa, centrata sulla ricerca e crescita personale della protagonista per trovare finalmente la sua identità come donna e persona. Scandagliando il passato e gli eventi traumatici che l'hanno segnato, soprattutto il difficile rapporto con la madre affetta da disturbi mentali, innesca un processo di cambiamento che la farà raggiungere una diversa prospettiva della realtà e dei rapporti interpersonali.
L'elemento thriller compare, ma resta in sottofondo ed è sviluppato principalmente verso la conclusione. Così come l'elemento romantico, che si sviluppa all’interno del racconto del rapporto madre-figlia e fa parte del percorso personale di Zee.
Detto questo, lo stile di Brunonia Berry è fluido e piacevole. La narrazione scorre veloce, anche se a tratti rallentata e appesantita da una dettagliata descrizione delle malattie prese in causa e rispettive cure. Malgrado ciò, considerando la storia nel suo complesso, non si può dire che stonino ma possono rientrare nell'intento del romanzo.
La storia di Zee e dei suoi genitori si sviluppa tra passato e presente. La loro storie personali si possono considerare storie nella storia, approfondite e intrecciate tra loro in modo sufficientemente chiaro.
Il punto di vista predominante è quello di Zee, la protagonista; un una donna all'apparenza pratica e realizzata che nasconde, però, ed è subito evidente, la perdita di consapevolezza più profonda del proprio essere, facendosi trascinare dagli eventi e dalle scelte altrui, come dimostra il suo fidanzamento. Soltanto quando costretta, inizia un cammino interiore che dalle radici del suo passato irrisolto la porterà verso un presente scelto più consapevolmente. Rinascita credibile e intensa, dove non mancano le sorprese e gli spunti di riflessione, e in cui, nonostante la particolarità della protagonista, non è difficile immedesimarsi.

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La ragazza che rubava le stelle 2011-12-16 11:52:34 Ally79
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Ally79 Opinione inserita da Ally79    16 Dicembre, 2011
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Il troppo storpia

A Napoli quando ti riempiono di chiacchiere e parole usiamo dire”Mi stai facendo avotare a’capa”
(Traduzione “Mi fai girare la testa”)
Ecco questo libro m’ha fatt avotà a’capa.
E’ composto da 480 pagine.
Mi è sembrato di masticarle una per una,ingoiarle e sentirle piazzarsi senza pietà sul mio stomaco.
Ho avuto la tentazione di smettere di leggerlo (all’incirca ogni 5 righe) ma ha vinto la curiosità di voler andare a verificare fin dove la Barry sarebbe arrivata.
Beh potevo tenermi la curiosità e risparmiarmi l’indigestione.
Vediamo….cosa desiderate leggere in un libro?
Volete il tema della psicanalisi?C’è.
Il tema dell’omosessualità?C’è.
Il tema del suicidio?C’è.
Il tema del Parkinson e dell’Ahlzeimer?Ci sono.
Il tema della depressione bipolare?C’è.
Il tema della reincarnazione?C’è.
Il tema dell’eutanasia?C’è.
Forse preferite che si narri di streghe, pirati e veggenti?Abbiamo anche questo.
Ma magari vi interessano le navi antiche e sapere come veleggiare seguendo la mappatura delle stelle?Sarete accontentati!
E se invece ricercaste una storia d’amore,un matrimonio annullato e un nuovo inizio?Oppure se siete patiti della suspense e adorate leggere di criminali che vi colpiscono con il martello e vi imbavagliano?
Tranquilli signori!
Qualunque sia il vostro genere in questo libro lo troverete!
Ora gentile signora Barry…vorrei davvero domandarti:ma quanta roba ci hai messo qui dentro?Ma nessuno ti ha detto che il troppo storpia?Mai sentito parlare di approfondimento delle tematiche?
Ok non posso non dirlo con maggior chiarezza:questo romanzo è INSOPPORTABILE.
Statene lontani(O eventualmente suggeritelo ai vostri nemici,ma solo se gli volete davvero male).

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La ragazza che rubava le stelle 2011-03-12 15:52:43 Claire
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Claire Opinione inserita da Claire    12 Marzo, 2011
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La ragazza che rubava le stelle...mah ...!

Secondo libro scritto da Brunonia Barry, ma se con "La lettrice Bugiarda" in qualche modo mi aveva piacevolmente colpita sia per lo stile di scrittura, quanto e soprattutto ad originalità invece devo dire che quest'ultimo romanzo mi ha lasciata un pò con l'amaro in bocca. Non dico che non è un buon libro nè lo sconsiglio perchè qualche pregio ce l'ha eccome ma è la totalità della storia che non regge.
L'intreccio giallo nella storia è ben orchestrato , e va dato all'autrice il plauso di aver saputo narrare con delicatezza un tema delicato come quello dell'omosessualità , e delle malattie mentali .
Però non sono riuscita a farmi piacere la fine del romanzo...troppo confusionaria, e poco convincente. troviamo solo il cattivo morente nel giro di appena 3 righe. Sembra tutto risolto in quattro e quattr'otto , senza però arrivare a scorgere i sentimenti veri e profondi dei personaggi.
E poi la storia delle troppo verosomiglianze con la storia degli amanti della casa di Turner Street mi è sembrata una cosa davvero ridicola...
Uno dei personaggi comunque che mi è piaciuto di più è Melville , e solo verso la fine del libro che ho compreso tutto l'amore e l'affetto che questo uomo prova nei confronti della sua piccola Zee.

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