Narrativa straniera Romanzi La regina degli scacchi
 

La regina degli scacchi La regina degli scacchi

La regina degli scacchi

Letteratura straniera

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La trama e le recensioni di La regina degli scacchi, romanzo di Walter Tevis edito da Minimum Fax. A otto anni, Beth Harmon sembra destinata a un'esistenza squallida come l'orfanotrofio in cui è rinchiusa: sola, timida, bruttina, dipendente dai farmaci, terrorizzata da un mondo che non capisce e che non fa nulla per capirla. Finché un giorno si trova davanti una scacchiera. Gli scacchi diventano per lei non soltanto un sollievo, ma anche una speranza: schemi di gioco come la Difesa Siciliana e il Gambetto di Donna ("The Queen's Gambit" è proprio il titolo originale di questo romanzo) sono le armi con cui comincia a farsi prodigiosamente strada nei tornei e nella vita. Ma se da una parte la sua precoce ascesa all'olimpo scacchistico la porta ad affrontare, a soli diciassette anni, il campione mondiale, la maestria di giocatrice non basta a liberarla dalla paura, dalla solitudine e dalle tendenze autodistruttive. Un ritratto femminile, una storia che vibra di suspense, un atto d'amore verso il gioco più nobile e spietato: "La regina degli scacchi" è l'ultimo romanzo di uno scrittore che è riuscito a narrare come pochi altri l'alienazione, la speranza e il riscatto.



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La regina degli scacchi 2021-02-16 23:20:11 topodibiblioteca
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topodibiblioteca Opinione inserita da topodibiblioteca    17 Febbraio, 2021
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Scacco al re

Una delle serie tv di maggiore successo del 2020, ha sicuramente dato nuova linfa ad un libro pubblicato diversi anni fa da parte di un autore rimasto celebre anche per altre trasposizioni cinematografiche tratte da suoi romanzi (Il colore dei soldi, Lo spaccone, L’uomo che cadde sulla terra).
La Regina degli scacchi è si un romanzo di intrattenimento, assolutamente coinvolgente e godibile per il dettaglio tecnico con il quale Tevis racconta le partite di scacchi nei numerosi tornei ai quali la protagonista partecipa, ma è altresì la storia di un riscatto sociale. Negli scacchi Beth Harmon, rimasta senza genitori in giovane età e cresciuta all’interno di un orfanotrofio, trova quella ragione di vita per cercare di costruirsi un futuro, per affermarsi e uscire dal grigiore quotidiano. Beth è puro talento, la folgorazione per gli scacchi avviene proprio nel periodo passato in orfanotrofio grazie agli insegnamenti del custode dell’istituto. Da quel momento la sua memoria prodigiosa le permette di apprendere centinaia e centinaia di partite e mosse studiate sui libri specializzati e sulle riviste di settore. La sua mente assetata di conoscenza e la capacità di prevedere l’andamento di una partita con una capacità di analisi equiparabile a quella di un computer, riescono nell’impresa di portarla nell’empireo della disciplina, sulle scacchiere dei principali tornei, prima americani e poi internazionali.

Il romanzo di Tevis ha l’indubbio merito di riuscire a coinvolgere tanto il lettore neofita quanto quello appassionato o semplicemente curioso, in quanto le descrizioni delle partite giocate da Beth avvengono con una perfezione e attraverso tecnicismi tali da renderle reali e credibili. La figura di Beth inoltre assurge a emblema di successo per tutto l’universo femminile, a dimostrazione di quanto in un mondo assolutamente maschile (e maschilista) lei sia riuscita ad essere “la migliore di tutti i giocatori d’America…..non sarebbe più stato un mondo di uomini dopo di lei”. Nel mondo degli scacchi infatti “...ogni tanto appare un ragazzino che ci sorprende con la sua precocità in quello che può essere considerato il gioco più difficile al mondo. Ma cosa succederebbe se quel ragazzino fosse una ragazzina, una scolaretta seria con i capelli e gli occhi castani ed un vestitino blu scuro?”.

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La regina degli scacchi 2014-01-13 07:30:55 Mario Inisi
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Mario Inisi Opinione inserita da Mario Inisi    13 Gennaio, 2014
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Scacco matto

In questo libro incredibile Tevis fa il miracolo di tenere con gli occhi incollati alla scacchiera anche chi non capisce niente del gioco. Il libro è avvincente e anche la storia personale della scacchista è molto, molto interessante. Però in questo libro il personaggio va letto attraverso le partite, i patemi del gioco, il modo in cui si guarda o non si guarda in faccia l'avversario. Certamente per scrivere una cosa del genere Tevis deve amare moltissimo il gioco. Mossa dopo mossa seguiamo la protagonista Elizabeth dall'orfanotrofio dove il custode le insegna i rudimenti del gioco, alla adozione non proprio felice (visto che il padre adottivo abbandona quasi subito la famiglia), alle relazioni sentimentali.
Tutti i rapporti umani di Beth sono mediati dagli scacchi. E' come se mettesse uno schermo tra sè e la vita vera. Sono abbozzati, informi, poveri di parole. Tutte le cose non dette passano attraverso una scacchiera. E naturalmente, attraverso questa vediamo anche la paura del mondo, la paura di perdere, la necessità di dover dimostrare agli altri di esistere e di valere qualcosa. Vediamo che questo personaggio cerebrale, lunare, simile all'intelligentissimo extraterrestre dell'uomo che cadde sulla terra è una creatura fragile, cui la scacchiera prigione-schermo-palestra non basta, e che deve aiutarsi a vivere con i soliti cocktail chimici: alcool e ansiolitici, che l'autore conosce fin troppo bene.

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per gli amanti degli scacchi è una lettura obbligatoria, e anche per chi non li ama.
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