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I protagonisti di Metroland, sono destinati ad attraversare l'intero spettro delle illusioni giovanili per poi adagiarsi, quasi con sollievo, in un confortevole fallimento. Il racconto si apre con le peripezie adolescenziali di Chris e Toni, inquieti abitanti di un sobborgo di Londra lo stesso in cui l'autore passò i suoi primi anni. Da qui, le strade dei due amici si separeranno, Chris si trasferirà a Parigi per scrivere la tesi di dottorato mentre Toni resterà in Inghilterra, per poi tornare a intersecarsi alla soglia dei trent'anni. Chris, con una moglie, una figlia e un mutuo. E Toni, poeta d'insuccesso, sempre ancorato all'odio per le convenzioni borghesi. E questa la vita normale, si domanderanno? Quand'è che le convinzioni con cui si cresce e si sogna smettono di avere senso?



Recensione della Redazione QLibri

 
Metroland 2015-03-10 20:54:13 Riccardo76
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Riccardo76 Opinione inserita da Riccardo76    10 Marzo, 2015
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Épater le bourgeois

Épater le bourgeois, letteralmente sbalordire il borghese, questo il motto con la quale Chris e Toni passano le loro giornate da sedicenni nei sobborghi di Londra degli anni sessanta. Un manierismo pseudo intellettuale per ridicolizzare i malcapitati, ma con classe. Amanti delle donne e del sesso, dell’arte, alla ricerca di una vita non convenzionale, immersi in letture di livello.
Un romanzo sull'evoluzione della vita. Sedici anni l’età in cui si crede di avere tutta la vita in pugno, da giovani ci si inventa un futuro, si iniziano a percorrere strade che crediamo ci portino chissà dove, e forse è anche giusto che sia così. In alcuni casi si cresce, si fanno esperienze che non ci aspettavamo e le teorie che pensavamo fossero incise nella pietra lentamente si infrangono. I primi veri Amori, quelli che pensiamo siano per sempre, che mascherano altri sentimenti, o la voglia di trasgredire di evadere. Le esperienze sessuali, quelle che ci rendono grandi, quelle da raccontare agli amici, quelle esperienze che avvalorano, almeno temporaneamente i nostri assiomi giovanili. Si pensa che la vita in fondo sia proprio quella, avere diverse esperienze, figuriamoci una famiglia, figuriamoci un lavoro convenzionale.
Nella storia raccontata c’è un bivio alla quale il protagonista svolta, e questa svolta è fonte di rottura, di crescita forse, sicuramente di cambiamento, come se una luce si fosse accesa all'improvviso. In altri casi questa luce forse non si accenderà mai, e si continuerà a vivere di una eterna fanciullezza, fedeli alle regole originali, le stesse che valevano a sedici anni, a questo punto non si può concepire la “monotonia” di una vita di coppia, l’addossarsi obblighi e doveri.
Ma ognuno ha la sua vita, quella che si è scelto, io credo la vita che ci ha scelto, ci si ravvede e si capisce che l’Amore e la Vita non sono teorie, non sono concetti né tanto meno assiomi, sono un trascorrere, sono un esserci più che un essere. Si capisce che ha più valore osservare un figlio che dorme, che cresce, ha più valore l’amore che l’innamoramento, ha più valore la linearità che non la tortuosità di una vita che vogliamo a tutti i costi complicarci.
Un bel romanzo, lineare e pulito, il primo di Barnes, edito in Inghilterra nel 1980 e solo adesso in Italia, un libro divertente a tratti, ma che lancia diversi spunti di riflessione, si nota in esso una certa nota acerba rispetto al più famoso: “Il senso di una fine”, ma ritengo che sia altrettanto piacevole.
Molto francese nell'impostazione, mi riporta alla mente, come in altri casi, lo stile realista della nouvelle vague.

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Metroland 2015-04-30 19:08:24 ant
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ant Opinione inserita da ant    30 Aprile, 2015
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Chris, Toni, la Francia e l'amicizia

Una storia di una forte amicizia tra due adolescenti inglesi, negli anni '60, con il mito della Francia. Chris, l'io narrante e Toni vogliono stravolgere tutto ciò che li circonda, sia nel linguaggio che abbattendo cliché e modi di fare stereotipati. Due rulli compressori i protagonisti nelle prima parte del libro con digressioni, avvenimenti, situazioni e racconti che catturano l'interesse del lettore per brio linguisitico e per il dinamismo. Ma sarà proprio la tanta esaltata Francia, degli scrittori preferiti di Chris e Toni, che dividerà i due protagonisti, arriverà un momento della loro vita che infrangerà per sempre disillusioni e idee fantasiose, nel mentre Barnes è capace di imbastire sia una trama che un libro molto scorrevole e interessante. Concludo riportando un passaggio del pensiero dei protagonisti negli anni della loro adolescenza:
"La vita a sedici anni era un prodigio di limiti ed equilibri. Da una parte c'erano gli obblighi della scuola detestata e amata. Dall'altra c'erano gli obblighi dela famiglia, altrettanto detestata e amata. Più in là, vaga e meravigliosa come l'Empireo, cominciava la Vita con la V maiuscola".
altri spunti:
"Toni e io trascorrevamo un'enorme quantità di tempo ad annoiarci. Ad annoiarci non l'uno a causa dell'altro, ovvio-eravamo ancora in quell'età unica in cui gli amici potevano essere odiosi, irritanti, sleali, stupidi e meschini, ma noiosi mai. Gli adulti erano noiosi, con tutta la loro razionalità, il loro riguardo, il rifiuto di punirci tanto severamente quanto sapevamo di meritare. Gli adulti erano utili proprio perché noiosi: costituivano materia prima ; erano prevedibili nelle loro reazioni"
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