Narrativa straniera Romanzi Quasi un santo
 

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Letteratura straniera

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Nella famiglia Bedloe domina l'ottimismo. Guardare il lato buono delle cose è l'imperativo categorico che Bee, la matriarca, ha trasmesso al marito e ai tre figli, tutti belli e sportivi: Claudia, già sposata e con prole; Danny, che ha rinunciato al college per lavorare alle poste, e il diciassettenne Ian, ancora al liceo. Poi Danny porta in famiglia Lucy, la «donna che ha cambiato la sua vita», annunciando il loro imminente matrimonio. La fragile bellezza di Lucy - un matrimonio fallito alle spalle, due figli piccoli, Thomas e Agatha, e di lì a poco un terzo in arrivo, Daphne -, la sua personalità indecifrabile e il suo passato misterioso turbano e affascinano Ian, che vedrà cambiare radicalmente la propria vita sotto il peso di una tragedia improvvisa e di una colpa dubbia, ritrovandosi a dover provvedere ai nipoti come fossero figli suoi. Il bisogno di espiazione del ragazzo lo farà quindi approdare a una comunità religiosa che professa la semplicità e il rigore. Anne Tyler segue questo cammino di rinuncia e abnegazione - un'abnegazione destinata presto ad assumere i tratti di una profonda solitudine -, confermando la sua maestria nel ricostruire ambienti e vicende di vita famigliare anche alle prese con un tema per lei insolito come quello della spiritualità.



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Quasi un santo 2020-08-31 11:09:43 Mario Inisi
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Mario Inisi Opinione inserita da Mario Inisi    31 Agosto, 2020
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Dolce Anne!

La prima metà di questo libro è bellissima. I personaggi respirano e i rapporti famigliari sono pieni di tenerezza, di sfumature e sfaccettature per cui la lettura è gradevolissima. Niente è artificioso, difetto che riscontro in molti autori contemporanei. Poi, come spesso succede a Anne, la narrazione perde forza come un sufflè mal riuscito. Le soluzioni si fanno meno brillanti e interessanti.
Nella prima metà del romanzo vediamo la presentazione in famiglia, una famiglia americana che come tipologia potrebbe assomigliare alle nostre famiglie del sud, della nuova fidanzata del figlio Danny, una ragazza bellissima. La ragazza, appena conosciuta da Danny, ha già due figli da un primo matrimonio e viene sposata da Danny su due piedi senza riflettere. La ragazza suscita l’interesse anche del fratello adolescente dello sposo Ian che diventa il baby sitter della nuova famigliola. Il rapporto tra Jan e i bambini è descritto in modo vivace così come i bambini stessi sembrano uscire dalla carta. La situazione precipita e Jan si ritrova a fare scelte dettate dal cuore e dal senso di colpa per cui abbandona gli studi e si accolla i tre figli del fratello. Dato che è difficile lavorare e educare figli, entra in scena come soluzione narrativa una delle tante chiese che fioriscono in America, non si capisce bene se chiesa o setta, la Chiesa della seconda occasione che come dice il nome si propone di dare una seconda opportunità a chi ha fatto errori che fatica a perdonarsi. A me questa chiesa non è piaciuta granchè, nel senso che la sua evidente utilità pratica non ne dovrebbe giustificare l’esistenza dal punto di vista ideologico per un personaggio così intransigente dal punto di vista etico come Jan. Ma a parte questo il racconto perde di mordente, si perdono i fili della vicenda che in certi punti non si capisce bene dove vuole andare a parare. Secondo me Anne doveva tenersi i primi capitoli e provare a riscrivere il resto cambiando molte cose. Le prime cento pagine erano da Pulitzer.

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