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Tyler Caskey è una presenza insolita per la comunità di West Arinett. Eppure un giorno tutto può cambiare, l'attrazione trasformarsi in sospetto e maldicenza. La giovane signora Caskey muore. Una morte che travolgerà il marito e le loro bambine in modo irreversibile. La figlia maggiore, Katherine, di appena cinque anni, smette di parlare chiudendosi in un silenzio impenetrabile; Tyler non trova più le parole adatte in chiesa, né alcuna misericordia per chi si rivela ottuso, arido, distante. Cosa resta, quindi, del conforto religioso? È vero, sono i conformisti anni Cinquanta, e West Annett è nel Maine, una terra di antichi pionieri rigidamente protestanti.

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Resta con me 2018-05-01 22:18:38 68
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68 Opinione inserita da 68    02 Mag, 2018
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Fede smarrita e ritrovata, la fragilità della vita

Nella piccola comunità di West Annet ( Maine, anni ‘50 ), rigida e conformista, di origine protestante, c’ è un nuovo predicatore, un oratore nato, vulnerabile, eroico, sensibile, carismatico, persino stoico agli occhi dei suoi parrocchiani.
Il suo nome è Tayler Caskey, un uomo piuttosto ostinato che sa sempre mantenere il controllo di se’ sopportando la cruda realtà con un’ aria di distaccata accettazione. La sua piccola comunità parrocchiale gli chiede di essere maestro, leader, esempio, di stare in chiesa con le spalle erette ed il mento puntato verso l’ alto.
Inserito in un reale problematico e controverso ha una vita privata che non gli ha riservato solo amore e dolcezza, ma un progressivo disfacimento famigliare accompagnato da un senso di fallimento personale. Vive i giuochi ricattatori di una madre egocentrica, il dolore muto della amata figlia Katherine ed il ricordo della compianta moglie Lauren, prematuramente scomparsa, una donna dall’ aria noncurante, una bella ragazza dal volto luminoso che talvolta diceva frasi fuori luogo a contraddire la calma e gentilezza di Tayler, quell’ essere conciliante che da sempre lo ha reso un grande oratore.
La gente lo ama, è da lui attratta, gli confida ansie e problematiche, ma qualcosa d’ improvviso si spezza, il mondo ovattato in cui ha vissuto con Lauren svanito per sempre ed un senso di disagio a tormentarlo mentre Katherine, introiettate le deficienze famigliari, è ingabbiata da sdegno affettivo ed enigmatico silenzio.
Ed allora quale fede e speranza si pongono, come vivere l’ intricato rapporto pubblico-privato, uomo di culto e padre affranto, quale il confine tra se’ e gli altri, verità e menzogna? Tyler non ha perduto la fede, è la fede che sembra averlo perduto e gli abitanti di West Annott si sentono da lui traditi e delusi.
Cominciano a diffondersi supposizioni e pettegolezzi a nascondere la meschinità della gente, a giustificare le proprie lamentele senza alcun senso di colpa, alterando la realtà dei fatti, costruendo artifici, manifestando il proprio sdegno, ma Tyler invidia gli altri e le loro famiglie desiderando allontanarsi dalla propria inadeguatezza.
La crisi personale e di fede è evidenziata da un mondo ormai senza Dio che vive della contrapposizione tra scienza psicologica e fede. Ed allora come si può servire Il Signore quando si ignora la causa dell’ amore dentro se stessi? Ecco che in un viaggio introspettivo ed in una ridefinizione personale e degli altri, Tyler Caskey capirà come sia complicato penetrare il segreto dell’ amore e quanto amiamo in modo imperfetto.
Le proprie fragilità ed un dolore opprimente espressione di un pianto irrefrenabile lo renderanno più umano, vulnerabile ma essenziale e vicino alla verità.
Ecco che l’ ansia di piacere ed una certa deferenza svaniranno mentre un senso di stanchezza lascerà il passo ad un autentico interesse per gli altri.
È allora che, focalizzato il proprio nucleo vitale, sarà possibile ricominciare, ed e’ allora che, dissolti pregiudizi, pettegolezzi, ansia e distacco, una neoconversione verso se stessi, Dio e gli altri si sarà fatta.
Un racconto lucido, vivo e pulsante, una rappresentazione che respira il cuore pulsante dei propri personaggi ed il mistero della vita, quella intricata relazione tra pubblico e privato, fede e coscienza, verità e menzogna, dolore e speranza, sondando l’ imperscrutabile ed indicando una possibile via salvifica, da ricercarsi come sempre facendo chiarezza dentro se stessi pur nella difficoltà di un reale crudele e pregiudiziale infarcito di perbenismo e conformismo, menzogna e soggettivismo, un muro ostinato ed ottuso da abbattere con la forza di fede, amore e condivisione.

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Resta con me 2013-08-19 08:02:01 Mario Inisi
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Mario Inisi Opinione inserita da Mario Inisi    19 Agosto, 2013
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Onnipotenza infantile

La cosa più bella della Strout è il suo modo di costruire la storia. Il fiume narrativo viene ripercorso tramite la descrizione capillare di tutti i suoi affluenti e affluenti degli affluenti fino ad avere un'idea globale della vita del protagonista e di tutti i personaggi verso la fine del libro. Oltre al personaggio principale anche quelli secondari sono delineati in modo preciso e interessante.
Un giovane sacerdote Tyler deve fare i conti con un matrimonio d'amore piuttosto male assortito, con la perdita dell'amata moglie, con due bambine di cui una neonata e l'altra problematica, con una comunità che sembra alla ricerca della vittima sacrificale.
Il dogmatico sacerdote, non simpaticissimo ( è molto più simpatica la moglie), deve affrontare suoceri, madre e comunità. Ma alla fine, almeno nel libro, la cattiveria si rivela una forma di infantile desiderio di onnipotenza e si trasforma con poco sforzo da parte di Tyler nell'affetto più fraterno. Ingenuità americana o buonismo infantile? O forse bisogna avere molta fiducia nel prossimo per dare alla storia una conclusione simile.
La scrittrice ricorda un po' Ann Tyler. Però Ann ha una dolcezza meno meditata e più innata, un modo leggero di vedere il mondo veramente gradevole che rende i suoi libri migliori dei capolavori.

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Ann Tyler
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Resta con me 2011-06-09 13:36:51 alessandra
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Opinione inserita da alessandra    09 Giugno, 2011

bella scrittura, intense emozioni

un libro da leggere, appassiona dalla prima all'ultima pagina.
Si respira l'aria del New England, si sente il profumo dei biscotti nelle cucine di case dai colori tenui, ordinate e pulite come solo sapevano essere le case delle donne degli anni 50, attente al dettaglio, scrupolose nel mantenere in equilibrio tutto.
Si entra in contatto con il reverendo, quasi ci si innamora di lui, un uomo "buono", pacato, capace di ascoltare e oratore sapiente. Quando arriva la morte nella vita del reverendo, tutto sembra precipitare verso il basso, ma laggiù lui scoprirà la sua umanità e ne farà dono agli altri.

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Resta con me 2011-05-04 12:53:45 chicca
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chicca Opinione inserita da chicca    04 Mag, 2011
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resta con me

Mi è piaciuto molto questo romanzo della Strout, mi ha incantato soprattutto la sua scrittura, come nella descrizione di un particolare sia in grado di rappresentare un universo intero.
Così come in Olive Kitteridge e in Amy e Isabelle, la Strout riesce a descrivere un mondo, un luogo ormai perso nel tempo, come se fosse reale, come se fosse attuale.Il lettore si sente fagocitato in quei luoghi ne sente i profumi, i rumori della natura e i respiri/sospiri dei protagonisti.
Forse più che a Tyler, il giovane Pastore del New England, protagonista di questo romanzo, mi sono affezionata alla piccola Katherine, splendido personaggio che a mio avviso avrebbe meritato più spazio nel romanzo.

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oive Kitteridge e Amy e Isabelle
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Resta con me 2010-06-21 17:00:04 m.stefania moreschi
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Opinione inserita da m.stefania moreschi    21 Giugno, 2010

resta con me

E'stata una piacevolissima scoperta, io leggo perchè mi piace, mi arricchisco dentro e viaggio con la mente, non mi interessa l'autore se è famoso o meno, bianco o nero, voglio leggere cose introspettive che mi lasciano il segno e fanno pensare. Mi piace lo spaccato della società americana che la Strout fa emergere... Li ho letti due e adesso mi accingo a leggere il terzo ( cioè il primo) Resta con me è coinvolgente, mi è piaciuto molto forse meglio di Olive K....
Comunque Lei è molto brava

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