Narrativa straniera Romanzi Vita e miracoli di Tieta d'Agreste
 

Vita e miracoli di Tieta d'Agreste Vita e miracoli di Tieta d'Agreste

Vita e miracoli di Tieta d'Agreste

Letteratura straniera

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La caffettiera bolle, Tieta passa il caffè, mette le tazzine sul tavolo. Su quello stesso tavolo Ascanio Trinidade aveva srotolato il colorito disegno di Rufo, la splendida visione del futuro.Nuovamente si rannuvola lo sguardo di Tieta ricordando l'asfalto che sotterra lo stagno, le case lussuose erette sulle rovine del piccolo nucleo di pescatori. Capanne, granchi, pescatori, sogni d'adolescenza, giorni di esaltazione, sotterrati dalla putredine del biossido di titanio.



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Vita e miracoli di Tieta d'Agreste 2010-11-15 09:30:43 Indigowitch
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Indigowitch Opinione inserita da Indigowitch    15 Novembre, 2010
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Il più amaro dei romanzi "del disimpegno" di Amado

Agreste è una cittadina sul mare, non particolarmente evoluta, ma dotata di ricchezze naturali che rischiano di essere distrutte dal progresso. In questo villaggio dove manca ancora l’elettricità, è nata e cresciuta Tieta, bella e indomita.
Cacciata da casa appena adolescente per aver dato scandalo, picchiata da un padre padrone, Tieta era riuscita a far fortuna in città, e adesso, dopo tanti anni, torna ad Agreste, accompagnata dalla figlia adottiva Leonora.
Il ritorno temporaneo di Tieta sconvolge tutti: la sua famiglia, specie le sorelle e i nipoti, la vita del villaggio, la sua politica.
Acclamata come santa dagli abitanti della cittadina, grazie alla sua generosità e al suo impegno ecologista, Tieta porta scompiglio nei cuori degli altri e nel suo, sa essere sorridente ma anche autoritaria, e ha una sua visione della vita molto dura e inflessibile.
Purtroppo la gente, si sa, può passare dall’amore al disprezzo in un niente…e la santa in un niente diventa puttana.
Rispetto ad altri romanzi di Amado, questo è uno dei più amari e controversi.
Se avete una visione monolitica della vita, non leggetelo.
È un romanzo che, nel più puro stile Amado, riesce a strapparti un sorriso e a divertirti.
Ma è anche una storia cruda, che non concede spazio a sentimentalismi.
Amado conosceva la realtà del suo paese, sapeva in che mondo vivevano le donne, e per questo nutriva un particolare amore verso i suoi personaggi femminili, perdonando loro ogni cosa, descrivendoli come solo la sua penna sapeva fare.
A noi non resta che immergerci in quel mondo e accettare tutto, anche quelle cose che ci sembrano moralmente discutibili.
Non ho amato molto le conclusioni un po’ ciniche di questa storia, e ho rimpianto quella luce di fatata speranza che avevo riscontrato in Gabriella e Dona Flor, ma è comunque un bel romanzo, e Amado rimane, a mio parere, uno dei pochi scrittori capaci di coniugare impegno e piacevolezza, drammaticità e ironia.

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