Dettagli Recensione

 
American Psycho
 
American Psycho 2019-03-17 07:18:26 Bruno Elpis
Voto medio 
 
3.5
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
4.0
Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    17 Marzo, 2019
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La testa… come lanterna di Halloween

American Psycho di Bret Easton Ellis, ossia il rampante Patrick Bateman, conduce una vita caratterizzata da: fiumi di denaro speso per oggetti inutili, lusso ostentato (“Il portafogli di gazzella”), capi firmati, programmi televisivi di dubbia qualità, visioni di videocassette porno, frequentazione di locali alla moda, un lavoro che non viene mai qualificato nei contenuti, incontri sessuali sadici e… delitti orrendi che – paradossalmente - non vengono perseguiti dalle autorità.

Soltanto quando l’omicidio di un senzatetto (tra le vittime predilette della mente malata del serial killer) viene compiuto con un clamoroso errore (il silenziatore non è innescato), si scatena per le vie di New York una caccia all’uomo che lascia sul campo numerose vittime. Senza conseguenza alcuna per la libertà di American Psycho.

Bisogna superare le prime cento pagine (per la verità, non poche) – un elenco interminabile di vestiti griffati, locali alla moda, occupazioni vacue e superficialità a iosa – prima di imbattersi nelle atrocità di delitti che vengono stemperate con sarcasmo noir e surreale (“La testa vera e propria, ricoperta di materia cerebrale, svuotata e priva di occhi, è nell’angolo del soggiorno dietro il piano e ho intenzione di adoperarla come lanterna di Halloween”): abiti e tappeti macchiati di sangue e di reperti organici, portati con noncuranza nella lavanderia cinese, la domestica intenta a cancellare tracce cruente di feroci stermini…

Giudizio finale: molto splatter, molto yuppy, molto sopralerighe, molto tutto… In particolare, sono estenuanti gli elenchi degli abiti griffati.

Bruno Elpis

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Commenti

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luvina
17 Marzo, 2019
Ultimo aggiornamento:
17 Marzo, 2019
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Ciao Bruno, mi hai riportata piacevolmente indietro con la tua recensione! Questo è uno dei libri della mia vita a mio avviso un capolavoro. Erano gli anni '80....buona parte del modo di vivere e dei sentimenti della nostra società occidentale nascono da lì (anche internet e i social e i cellulari) tutti erano o aspiravano a diventare Bateman! Mi ricordo ancora la battuta fulminante di Bateman su una ragazza che doveva morire perché il suo film preferito era "Pretty in pink" :)) Bè chi l'ha visto la può capire...
Ciao Luana, pensa che invece a me mancava! E quindi l'ho letto dopo che il romanzo ha decantato per alcuni decenni... Sì, l'umorismo truce è forse la dimensione più particolare... un caro saluto :-)
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