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Abbiamo sempre vissuto nel castello
 
Abbiamo sempre vissuto nel castello 2020-01-25 18:16:47 ferrucciodemagistris
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ferrucciodemagistris Opinione inserita da ferrucciodemagistris    25 Gennaio, 2020
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Grottesco

Chi sono i Blackwood? Un'antica e ricca famiglia di tradizione aristocratica che ha sempre vissuto in una dimensione superiore rispetto agli abitanti della cittadina dove sorge la loro ambiziosa e ridondante dimora che ha tutte le caratteristiche di un piccolo castello con tanto di cantine, due piani, soffitta e giardino con orto, il tutto contornato da un'ampia distesa boschiva che ha come confini un cancello robusto e una protezione di una recinzione che traccia un confine sia reale che immaginario sul resto della popolazione.

All'epoca della narrazione vivono nella maestosa, ma allo stesso tempo grottesca, residenza le due sorelle Blackwood, Constance e Mary Katherin, e lo zio Julian, invalido in sedie a rotelle. L'ambiente descritto è sempre stato motivo d'invidia provocando sentimenti di odio verso i Blackwood, in particolar modo dopo un accadimento che ha avuto luogo sei anni prima nel castello e ha provocato la morte violenta di gran parte della famiglia di origine. Sta di fatto che la vita condotta dalle sorelle, in maniera precipua dalla più piccola Mary Katherine (Merrycat), è segnata da una routine di scadenze con ruoli precisi e attività al limite del parossismo; le vicissitudini che continuano nel tempo presente, con alcuni flash nel passato, sono angoscianti a causa del totale distacco dalle relazioni sociali con gli altri abitanti che inducono i residenti del castello a una vita di reclusione sempre più chiusa in un loro ipotetico mondo che trasforma la realtà in una spirale avvolgente le loro esistenze in una dimensione parallela fatta di allucinazioni, riti assurdi e scrupolosa puntualità delle attività giornaliere.

Nonostante l'apparente stranezza della loro esistenza, tutto procede normalmente secondo le abitudini delle sorelle che accudiscono lo zio invalido e le stesse si sentono felici; la routine viene intaccata e, di conseguenza, sconvolta dall'arrivo di una persona che cercherà, in maniera invadente, di capire cosa è accaduto qualche tempo prima e inoltre trama al fine di impossessarsi della probabile ricchezza nascosta chissà dove; si creano, quindi, delle condizioni di forte instabilità emotiva che rendono il romanzo pieno di colpi di scena fino a un finale inaspettato secondo la tradizione dei migliori gialli/horror.

Il finale, appunto, lascia al lettore un dilemma circa l'eventuale protrarsi narrativo; cosa potrà ancora succedere? Le cose e le vicissitudini cambieranno? Chissà! Ognuno trarrà le proprie conclusioni.

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Commenti

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Ferruccio, la tua recensione mi ha incuriosito. Ma non conosco assolutamente l'autrice.
Ciao Emilio, si tratta di una scrittrice nota (l'ho scoperto da poco tempo) per il genere gotico e soft horror; è mancata purtroppo molto giovane all'età di 48 anni. Ferruccio
In risposta ad un precedente commento
FrancoAntonio
27 Gennaio, 2020
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Anch'io ho scoperto la Jackson recentemente, leggendo l'antologia "La lotteria". Effettivamente, devo riconoscere che ha una scrittura valida che, in pochi paragrafi, riesce a sintetizzare un'atmosfera, spesso da brivido, ma con garbo e sagacia. Stephen King la considera la sua più grande ispiratrice e maestra. "Abbiamo sempre vissuto nel castello" è una delle sue opere più famose e pensavo anch'io di metterlo in lista.
Bella presentazione, Ferruccio. Io ho letto solo i racconti de "La lotteria". Oltre all'atmosfera e allo stile, quel che mi ha colpito è che la narrazione rimanesse spesso in sospeso, lasciando molto spazio all'interpretazione. Dalle tue parole, anche qui il finale lascia il lettore con molte domande. Devo confessarti che in un romanzo giallo/horror la cosa mi spaventa un po' :)
Un caro saluto,
Manuela
Si, concordo, penso valga la pena leggerlo. Ciao. Ferruccio
Ciao Manuela, non è un horror o meglio soft horror con tinte di giallo che possa spaventare. Anzi, al di là del grottesco e di alcune situazioni un po’ angoscianti, è un romanzo che ha il suo fascino per cui non si sa mai come potrebbe andare a finire. Questo lo rende interessante e di valida lettura. Ricambio il saluto. Ferruccio
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