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Stabat Mater
 
Stabat Mater 2010-07-19 19:06:33 mariaritatraina
Voto medio 
 
1.0
Stile 
 
1.0
Contenuto 
 
1.0
Piacevolezza 
 
1.0
mariaritatraina Opinione inserita da mariaritatraina    19 Luglio, 2010
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CERCAVO UN LIBRO DA LEGGERE NEL CESSO

Ebbene,
c'è un tipo di scrittura che è difficile catalogare dentro l'insieme mobile della letteratura. questo è un libro dove il pastiche postmodernista rivela tutta la sua stanchezza. non basta mettere una nota a conclusione di un finale insulso quanto tutto quello che l'ha preceduto, giustificando anacronismi e fantasie eccessive che il lettore attento aveva già captato prima. la trama è priva di spessore, la prevalenza della scrittura autobiografica imita il frammentismo di tardo ottocento risultando una soluzione poco avvincente. ma al di là di questo un lettore con un minimo di aspettativa nei confronti di un libro che ha vinto lo strega resta deluso.
volendo essere buoni e per convincersi di non aver buttato 10 euro dalla finestra, il lettore cerca di trovare qualche appiglio, qualcosa che gli renda iteressante il libro. ma brancola in un baratro di incongruenze. infatti, la prima parte, eccessivamente concentrata sul malessere della ragazza, è una litania sottovoce e disarticolata, un frutto acerbo e caduto, come se lo scrittore volesse dipingere una figura depressa, ma gli mancasse la pazienza per farlo. ovvietà da sceneggiatura di infimo film rosa. allora, lo stile. magari è frammentato perché l'autore vorrebbe riflettere la mancanza di unità nell'interiorità di Cecilia. assolutamente no. è solo una sconclusionata alternanza di periodi che si sudsseguono a casaccio, ripetitivi, monotnoni, noiosi. infine, qualche lumicino lontano lontano sembra fare occhiolino: l'autore riflette sulla musica, sulle parole. specialmente in relazione a quest'ultime c'è da segnalare: a un certo punto cecilia dice di non conoscere il significato di parole come passione amore etc (è una ragazza che viene da fuori a importarle là dentro)... se non nelle sfumature religiose che gli sono state date lì, tra le quattro mura del convento. è vero che possiamo non sentire quello che non sappiamo nominare. ma la maggiore delusione è proprio data dall'incoerenza tra quest'idea e la sua resa stilistica: in altre parti del testo la ragazza seidicenne cecilia utilizza termini che sicuramente le erano (parliamo di sfumatura o di profondità semantica, al di là della storicamente testimoniata esistenza delle stesse all'epoca)sconosciuti, in contesti specifici. la luce viene brutalmente spenta ancora prima di poter palpitare una sola e debole volta. il libro pecca, come molti prodotti di un postmodernismo ormai esautito, di un'enorme incongruenza che ci fa apparire i personaggi come assolutamente poco credibili. è uno schizzo trascritto dietro la lista della spesa.

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Commenti

5 risultati - visualizzati 1 - 5
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L'affermazione che è stata espressa nel titolo è semplicemente vergognosa!!!
sicuramente è un romanzo particolare che provoca reazioni contrastanti nei lettori e può essere apprezzato o meno in base alla propria sensibilità , ma evitiamo l'uso di certe frasi ad effetto, piuttosto parliamo dei testi............
In risposta ad un precedente commento
gio gio 2
26 Settembre, 2011
Ultimo aggiornamento:
26 Settembre, 2011
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esattamente... il vocabolario italiano è VASTISSIMO, si può esprimere un parere negativo su un'opera letteraria usando termini meno offensivi...
Stefp
26 Settembre, 2011
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Concordo in pieno, ragazze, mi associo.

25 Ottobre, 2011
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forse l'ha detto male... ma ha detto giusto!!

07 Agosto, 2019
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Non sono d’accordo, è molto raffinato come tema e narrazione. È di una penetrazione psicologica direi delicata e profonda, sicuramente la frammentazione fa parte della descrizione dell’animo e dei sentimenti di inquietudine di una ragazza abbandonata dalla madre , con i suoi interrogativi senza risposta. Lo stile ci sta tutto! Respingo l’accusa di pastiche postmodernista che non so dove sia, tratti appena accennati che non caratterizzano in tal senso lo stile dell’autore!E la più bella risposta che poteva dare Scarpa alla fine del percorso di maturazione del personaggio ,che si libera nel suo essere adulta, è proprio la musica. Meglio di così!?
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