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Il fasciocomunista
 
Il fasciocomunista 2013-12-08 20:26:38 diogneto
Voto medio 
 
2.8
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
2.0
diogneto Opinione inserita da diogneto    08 Dicembre, 2013
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lo sfascio!

“Il Fasciocomunista”, libro di Antonio Pennacchi scritto nel 2003 ed edito da Mondandori, è il seguito naturale di “Canale Mussolini” avendo però, come centro narrativo, non più le vicende della famiglia Peruzzi ma quelle di un giovane Accio Benassi che vive sulla propria pelle le passioni politiche italiane che vanno da metà anni 50 fino ai primi anni 70 percorrendo l’intero arco extraparlamentare partendo dal M.S.I per arrivare all’arcipelago della sinistra estrema.

Questo percorso non è, a mio avviso, letto come un cammino di maturazione o di consapevolezza, ma un escamotage per osservare, attraverso la vita di Accio, le varie vicende che hanno toccato la pelle di molti, in quegli anni di piombo. Nonostante il tono simpatico, con cui lo scrittore presenta anche la situazione più drammatica, trovo il libro in molte parti pesante e privo sia di profondità che di approfondimenti che lo avrebbero reso un vero e proprio romanzo di formazione.

Insomma c’è troppa ciccia al fuoco per un romanzo di 280 pagine che vorrebbe toccare 20 anni dei più scuri della storia italiana. Sembra che Accio, in vita sua, abbia fatto tutte le esperienze possibili immaginabili di tutti i ragazzi di quel periodo:

seminarista, estremista di destra, sfruttatore della prostituzione, bocciato, estremista di sinistra, autostoppista, drogato, terrorista, mezzo assassino, autostoppista, un amore travolgente non corrisposto, un amore fugace, capo brigata, per poco non finisce a letto con Pasolini….

non basta l’ironia a tenere insieme una massa di “situazioni” del genere!

Con questo libro concludo la mia esperienza Pennacchiana più per come scrive che per quello che scrive!

Lo consiglio a chi è ancora molto giovane e si vuole avvicinare a un periodo complesso con semplicità.

PS: io prima di leggere questo libro ho visto il film che lo rilegge in chiave cinematografica “Mio fratello è figlio unico”… oltre ad avere sempre in testa Elio Germano, come Accio, e Riccardo Scamarcio, come Manrico, trovo completamente diverse le due versioni in molto punti! Forse, per la prima volta, preferisco il film al libro… questo può darvi una idea in più su cosa penso del libro.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
a chi si avvicina per la prima volta alla "storia" di quel periodo specie se è adolescente
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Commenti

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Caro Alessandro, credo che non arriverò mai a leggere questo libro perchè la mia esperienza "Pennacchiana" ha avuto inizio e finirà a brevissimo con il suo ultimo libro "La storia di Karel" per il tuo stesso identico motivo...

Bravo :)
Valentina
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