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Avrò cura di te
 
Avrò cura di te 2015-01-24 20:07:16 Virè
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
5.0
Virè Opinione inserita da Virè    24 Gennaio, 2015
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Per persone "cervellotiche"

Sto un po' esagerando con le valutazioni dei libri ultimamente. In questo caso sono rimasta incerta fino all'ultimo, ma alla fine ho deciso di premiare due autori che mi piacciono molto, devo ammetterlo.
Siamo alle prese con un romanzo "epistolare", lo scambio di lettere tra la giovane protagonista, in crisi dopo la fine del suo matrimonio ed il suo angelo custode, che risponde ai suoi richiami ed alle sue grida di aiuto. Quello che tutti noi, nei periodi bui, abbiamo desiderato: che si creda o no all'esistenza di esseri superiori o non umani, tutti abbiamo attraversato momenti di sconforto, durante i quali abbiamo cercato qualcuno che sapesse starci accanto, risponderci, risolvere i nostri dubbi e, perchè no, alimentare quelle piccole speranze in cui si prova a trovare sollievo.
Sicuramente se si legge questo libro in un momento difficile, a meggior ragione quando si è alle prese con problemi di cuore, si può incontrare una boccata di ossigeno, qualche spunto di riflessione e un pizzico di conforto. Se lo si legge in un momento positivo, allora forse può addirittura stufare. Di sicuro è uno scritto adatto a persone davvero cervellotiche, proprio come me. Con tutto che lo sono, a volte, leggendo tante pagine di fila, mi è sembrato eccessivo; non oso quindi immaginare in mano a persone più ciniche e pratiche...
Lo sconforto è uguale per tutti; la fine di un matrimonio, di una storia, di una coppia, lascia in tutti le stesse sensazioni: avvilimento, sensi di colpa, rabbia, incapacità di rialzarsi, tanti rimpianti e rimorsi. I pensieri che occupano la mente e pesano sul cuore sono senz'altro gli stessi per uomini e donne, persone più e meno sensibili. La differenza la si trova in quanto ciascuno si lasci abbandonare e sopraffare da questi pensieri, in quanto si abbia, per conto proprio, la forza di reagire, di trovare un modo di porsi e di dirigere la mente, che permetta di non cadere in un vortice senza uscita in cui molti, invece, si ritrovano.
La protagonista, alle prese con tutti i sentimenti negativi che un matrimonio finito male può lasciare, si tormenta senza trovare pace; chiede all'angelo come fare per uscirne, senza volerlo davvero, come spesso capita; continua a cercare il suo uomo in ogni cosa,a ricordarlo in ogni momento, a soffrire per la sua mancanza. Appunto la mancanza è la chiave di tutto. Quanto è espressione di sentimenti e quanto, invece, solo confusione per un'abitudine persa? La cose più difficile da capire quando ci si trova in situazioni del genere.
L'angelo prova, appunto, a districarsi nel groviglio di pensieri che occupa la mente e pesa sul cuore della protagonista, lasciandola in una condizione di stasi, incapace di rialzarsi, di capire in quale direzione andare. Per farlo, entra nel suo inconscio, analizza i suoi atteggiamenti, cerca di farle capire i suoi errori, da presenza non fisica che però le è stato sempre accanto e per questo conosce perfettamente le dinamiche della coppia, come solo chi ne fa parte può fare. Qui emerge appunto la "cervelloticità" dell'autore, che analizza, scava, prova, con parole giuste, a volte poetiche, a volte dure, ad entrare in contatto e fare luce nella mente di questa donna. Qualcuno, come ho già fatto presente, potrebbe trovare il tutto eccessivo. Molti preferiscono, soprattutto riescono, a non lasciarsi sopraffare da pensieri e sensazioni negative, a no farsi trascinare a fondo dalla zavorra, a voltare pagina o comunque ad andare avanti, facendo di tutto per non pensare e per far sì che la sofferenza nn prenda il sopravvento. Queste persone credo possano ritenere questo libro noioso, esagerato, troppo mieloso e forse qualcuno potrà esserne addirittura spaventato, vedendo in queste pagine la minaccia di essere tirato dentro proprio a quei pensieri da cui cerca di scappare.
La storia di sfondo, quella d'amore, ma anche piccoli episodi della vita della protagonista, è semplice, banale, senza sorprese particolari e con un finale abbastanza scontato.
La scrittura è quella che contraddistingue i due autori, si può apprezzare o criticare, dipende dal gusto soggettivo di ciascuno; personalmente, come ho detto all'inizio mi piace. Non ho trovato neanche, come osservato da qualcuno, troppa differenza tra la parte femminile e quella maschile, anzi credo che si integrino perfettamente; nè ho rilevato un Gramellini troppo giornalistico, piuttosto ho ritrovato in pieno l'autore di "Fai bei sogni".
Il motivo per cui alla fine ho deciso di dare un giudizio elevato è solo ed esclusivamente il coinvolgimento emotivo che mi ha portato a divorare il libro e trovarne piccoli utili spunti di riflessione sulla vita di coppia. D'altronde è questo che rende una critica soggettiva, molto più che non considerazioni stilistiche o contenutistiche.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Fai bei sogni - Massimo Gramellini
Per dieci minuti - Chiara Gamberale
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