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Sei come sei
 
Sei come sei 2015-03-13 04:50:21 Bruno Elpis
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Stile 
 
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Contenuto 
 
5.0
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4.0
Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    13 Marzo, 2015
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Il cigno nero è monogamo e fedele

“Sei come sei” di Melania Mazzucco è un romanzo che, per il tema trattato, è destinato a far discutere. Perché coinvolge principi etici, scelte fondamentali, concezioni basilari. Perché l’argomento, in fondo, è soltanto e semplicemente la vita…

Eva, adolescente figlia di due padri, ha trascorso l’infanzia con due genitori di sesso maschile, che l’hanno desiderata e amata, in ciò pienamente ricambiati dalla figlia, nonostante Christian e Giose siano così diversi tra di loro per estrazione familiare (“Non era mai riuscita a capire come suo figlio, tanto delicato, colto e cerebrale, si fosse potuto innamorare – e definitivamente – di un uomo come Giose, così grezzo, istintivo e spudoratamente sessuato”) e per carattere (“Ma lui era diverso. Giose non si vergognava di lasciarsi guardare dentro. Non aveva mai considerato disdicevole esporre al mondo le sue viscere, i suoi impulsi, le sue piaghe, le sue gioie”).
Quando Christian muore in un incidente con la moto, il sistema giuridico italiano scatta a tenaglia e interferisce con l’equilibrio della famiglia non tradizionale, strappando Eva al genitore superstite. L’adolescente è costretta a vivere a Milano con gli zii, ma ben presto si ribella alla derisione dei compagni di scuola (“Lui però deve farsi spiegare perché ha spinto un suo compagno di classe sotto la metropolitana”) e affronta un viaggio attraverso l’Italia: destinazione Giose, che vive isolato sull’Appennino abruzzese, squattrinato, con un passato fallimentare di cantante, ormai quasi rassegnato alla perdita della figlia.
Di fronte alla determinazione di Eva, anche Giose reagisce al sistema e, pur nell’alveo delle regole istituzionali e con il vincolo di non nuocere alla figlia, la riaccompagna a Milano, ben disposto a combattere per riaverla con sé.

Gli interrogativi che il romanzo pone sono davvero tanti.
L’amore ha un genere (“Io l’ho sposato per sempre, il mio Giose, anche se nessun documento lo registrerà mai”)?
Il desiderio di paternità può prevalere sulle leggi naturali (“Il cigno nero è monogamo e fedele, ma sessualmente indeciso, e può scegliersi come compagno anche un maschio. Ciò non gli impedisce di avere una prole…”)?
Il sistema giuridico italiano è attagliato alle complessità reali?
Esiste la felicità e tutti la possono ottenere (“Impossibile è solo ciò che non accade”)?
Queste sono soltanto alcune delle domande, alle quali ciascuno liberamente risponde secondo coscienza, ideologia, sensibilità personale e formazione culturale. L’importante, forse, è che la risposta non sia condizionata dal pregiudizio.
Il finale del romanzo di Melania Mazzucco è sottilmente aperto, ma lascia intravedere quali siano le simpatie dell’autrice...

Bruno Elpis

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Commenti

5 risultati - visualizzati 1 - 5
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Però dalle frasi che hai riportato mi sembra un libro infarcito di luoghi comuni...
ho letto diversi titoli dell'autrice, anche la preferisco di gran lunga la sua vena storica
Lettura interessante, da affrontare. Che bello sarebbe vivere in uno stato talmente libero e all'avanguardia da poter considerare il figlio di due persone dello stesso sesso alla stregua di quello di due eterosessuali regolarmente sposati... In Italia è un miraggio ora e penso che lo continuerà a essere ancora per un bel po'. Finché questo non sarà possibile è bene che se ne continui a parlare!
Tanti buoni spunti di riflessione al di là delle proprie ideologie.
Bravo Bruno.
Pia
Bruno Elpis
17 Marzo, 2015
Ultimo aggiornamento:
17 Marzo, 2015
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@ Cri: le frasi, le scelgo sulla base della rappresentatività/funzionalità rispetto al mio commento. A questo punto... ehm... sono io il colpevole, fulminato dagli strali dei luoghi comuni!!! Mea cultpa... il libro a parer mio non è un luogo comune (anche se certe espressioni che usa la Mazzucco è meglio lasciarle perdere;-)

@ Silvia: in opere... tipo? :-)

@ Mia: sì, sarebbe davvero bello! :-)

@ Pia: in fondo, qualche volta, l'ideologia la possiamo abbandonare o per lo meno possiamo tentare di farla intervenire in un secondo momento. ;-)
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