Dettagli Recensione

 
L'arminuta
 
L'arminuta 2017-11-08 10:11:18 Daniela Metteo
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Opinione inserita da Daniela Metteo    08 Novembre, 2017

La "restituita"

In un Abruzzo di qualche decennio fa la vita di una ragazzina di 13 anni viene sconvolta da un avvenimento inatteso: viene restituita dai genitori che, fino a quel momento, ha creduto tali alla sua vera famiglia di cui non conosceva l’esistenza.

"Restavo orfana di due madri viventi. Una mi aveva ceduta con il suo latte ancora sulla lingua, l’altra mi aveva restituita a tredici anni".

Scaricata come una merce da chi ha sempre considerato genitori inizia, per colei che sarà chiamata da tutti “L’arminuta”, la restituita, una vita completamente diversa da quella precedente. Da un giorno all’altro, senza apparente motivo, perde tutto: l’affetto incondizionato dei genitori, una casa confortevole, le amiche più care, una vita normale. Passa dal calore della propria casa in una cittadina sul mare al gelo di un focolare sconosciuto, in un paesino di campagna, catapultata in un mondo che la priva degli agi, della serenità.

 "Ero figlia di separazioni, parentele false o taciute, distanze. Non sapevo più da chi provenivo".

Ora vive in una casa piccola, buia, con tanti fratelli di cui non conosceva l’esistenza e che parlano solo dialetto, poco cibo a disposizione ed una madre che non l’ha mai accettata, e una bocca in più da sfamare è un problema per chi lotta quotidianamente con un demone chiamato miseria.

"Io non conoscevo nessuna fame e abitavo come una straniera tra gli affamati. Il privilegio che portavo dalla vita precedente mi distingueva, mi isolava nella famiglia". 

Nessuno si accorge di lei, nessuno si ricorda del suo compleanno

"I genitori l’avevano scordato nel tempo trascorso senza di me e Adriana ignorava la mia data di nascita".

"Nel tempo ho perso anche quell’idea confusa di normalità e oggi davvero ignoro che luogo sia una madre. Mi manca come può mancare la salute, un riparo, una certezza. È un vuoto persistente, che conosco ma non supero. Gira la testa guardarci dentro. Un paesaggio desolato che di notte toglie il sonno e fabbrica incubi nel poco che lascia. La sola madre che non ho mai perduto è quella delle mie paure.”

Ma in questo deserto affettivo unico conforto è la presenza della sorellina Adriana che divide il letto con lei e riesce a colmare il vuoto scavato nel suo cuore. Pian piano si instaurerà tra di loro una complicità che le darà la spinta per andare avanti.

Una storia di abbandoni scritta in maniera incisiva che penetra nell’anima.

Meritatissimo Premio Campiello 2017.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
10
Segnala questa recensione ad un moderatore

Commenti

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

Dimmi che non può finire
Valutazione Utenti
 
5.0 (1)
I delitti della salina
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Tempi duri
Valutazione Utenti
 
2.0 (1)
L'altra donna
Valutazione Redazione QLibri
 
3.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il teatro dei sogni
Valutazione Redazione QLibri
 
3.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Cose che succedono la notte
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Midnight sun
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Jane va a nord
Valutazione Redazione QLibri
 
2.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Una grande storia d'amore
Valutazione Utenti
 
3.3 (1)
Proprio come te
Valutazione Utenti
 
3.6 (2)
Troppo freddo per Settembre
Valutazione Utenti
 
3.5 (2)
Fu sera e fu mattina
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
5.0 (1)

Altri contenuti interessanti su QLibri