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Idda
 
Idda 2019-03-02 17:43:17 Mian88
Voto medio 
 
4.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
Mian88 Opinione inserita da Mian88    02 Marzo, 2019
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Essere

«A Parigi, mi dicevo, rinata e diversa, senza più bisogno di lacci e lacciuoli e catene e bugie, che poi è sempre così che succede: ci si lega, ci si soffoca e ci si dimentica che la vita non è altro che una serie di attimi da vivere nel presente, l’uno dopo l’altro, senza sensi di colpa e senza vergogna» p. 22

Alessandra, quarantunenne, biologa e amante delle piante che non richiedono legami, che sono autosufficienti e che vivono nella solitudine e indipendenza più totale, ha una relazione con Pierre, uomo con cui oltretutto convive e che ha incontrato poco dopo esser fuggita dall’Italia. Perché Ale si porta dietro un grande peso, un peso fatto di ricordi, di affetti, di un dolore determinato da una tragica morte occorsa negli anni in cui da crisalide si stava trasformando in donna, ma a cui ancora non ha saputo dare una spiegazione, un perché, una ragione da cui poter ripartire per seppellire quella furia cieca, quella rabbia senza confini, quella necessità di trovare un colpevole che perennemente la affliggono e che ancora oggi ne determinano le sorti dell’esistenza. Perché questa protagonista che sa farsi amare e che sa far storcere il naso con questo prevalente istinto di autoconservazione e egoismo conseguente, non vuole sposarsi perché l’atto del matrimonio corrisponde ad un vincolo che è destinato a ferire ma soprattutto non vuole avere figli, ha paura delle responsabilità che si acquistano con la genitorialità, del non essere all’altezza, di non poter eguagliare il mito di sua madre che rivive nel ricordo come una donna perfetta e capace di ricoprire la sua puricina di attenzioni e affetto. Nella sua memoria pugliese riecheggia ancora la sua ua, i suoi giochi nel cortile, le parole di Totò a cui si contrappone un astio radicato, coltivato, alimentato da anni e anni di procrastinare, di rifiuto, di ostinazione.
A questa prima storia personale se ne affianca una seconda dove protagonista è Annie, la madre di Pierre, affetta da una particolare malattia degenerativa che senza scrupoli erode quel vissuto, quel che è stato amato, quelli che sono stati i legami, lasciando una minima consapevolezza del chi si è. È lei l’Idda di cui al titolo, ed è tramite la sua vicenda, che verrà rievocata con lettere, con parole, con riflessioni, con oggetti, che arriverà la maturazione di questa docente bloccata in un impasse irremovibile.

«Chi siamo quando i ricordi svaniscono l’uno dopo l’altro, e sopravvivono soltanto alcune tracce del passato? […] Cosa resta di noi quando perdiamo noi stessi?» pp. 102-105

Due vite concomitanti che di primo acchito non sembrano aver alcunché in comune e che sembrano tra loro completamente slegate ma che in realtà sono funzionali l’una all’altra poiché portano in relazione generazioni diverse, donne diverse, circostanze diverse. La malattia, le radici, la memoria, i sentimenti, la famiglia, gli affetti, i figli, l’istinto di conservazione e di autoprotezione, sono soltanto alcune delle tematiche che Michela Marzano affronta in questa sua ultima fatica.
Un testo forte, struggente, capace di suscitare molteplici riflessioni, con personaggi solidi e ben strutturati e a cui si somma una prosa ricca, curata che non manca di portare il lettore ad interrogarsi sul proprio percorso. Unica pecca forse riscontrata è, a tratti, un’eccessiva prolissità che è funzionale all’oggetto delle vicende ma che rischia di sfiancare, di rendere farraginosa una lettura che di per sé è impegnativa per i molteplici contenuti insiti. Ad ogni modo, un elaborato godibile che ci ricorda che la cosa più importante, alla fine di tutto e al suo principio, è semplicemente amare.

«[…] In fondo nessuno è capace di essere un buon genitore, mi dico, ognuno fa come può e si adatta all’esistenza, basta solo fare pace con sé stessi e con il proprio passato, anche se il passato non passa mai, e la pace è sempre impastata di rimpianti e recriminazioni.» p. 230

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Commenti

3 risultati - visualizzati 1 - 3
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Ecco, ora dopo aver letto anche la tua ottima recensione, "Idda" schizza fra i prossimi libri da leggere. E pensare che quando lo vidi per la prima volta tra le novità non mi aveva per niente incuriosita.
In risposta ad un precedente commento
Mian88
03 Marzo, 2019
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Mi sa che abbiamo fatto danni... ahahahahaha... E' una storia molto particolare Chiara, la protagonista è una donna adulta "intrappolata" nel passato e dunque incapace di andare avanti. Va letto poco alla volta, va gustato, a tratti si ama e si odia. dei passaggi toccano il cuore per la loro tenerezza, altri lo toccano per la loro crudezza. E' un testo stratificato, complesso, ma non si dimentica facilmente. Buona lettura!
Ero sicura che questo romanzo sarebbe piaciuto anche a te, Maria!
Ottima e dettagliata recensione!
Quanto alla prolissità a cui fai riferimento, sai, io non l'ho avvertita: ho trovato tutti i ragionamenti e discorsi vari molto utili a scavare a fondo in tutta la vicenda narrata.
Comunque, è un'autrice che mi è piaciuta molto, quindi cercherò di leggere anche altro di suo! :)
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