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Fedeltà
 
Fedeltà 2019-03-08 12:04:18 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    08 Marzo, 2019
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Sopravvalutato

Tutto ha origine da un “malinteso” che si fonda sul sospetto (da parte di Margherita, la moglie) di un tradimento extraconiugale da parte del marito (Carlo, professore universitario sorpreso da una matricola in un bagno mentre ufficiosamente stava soccorrendo Sofia, una studentessa colta da un presunto malore improvviso) e che ha la forza di incrinare un rapporto, di far nascere e fomentare il dubbio, di alimentare la fiammella della fragilità umana più intima e radicata. Teatro delle vicende una Milano reduce dalle operazioni di riqualificazione per l’EXPO 2015, che ricorda lo splendore degli anni dei quartieri signorili, della ricchezza e dell’agio della più alta borghesia e che al contempo si trova a dover far i conti con una società mutata, ora multietnica e dove povertà e nuove dimensioni hanno rotto quegli equilibri e quegli schemi consolidati. Da qui hanno inizio gli interrogativi, domande, risposte e non risposte che ruotano attorno al concetto di fedeltà (inteso non solo in senso psicologico) e che si dipanano grazie alla presenza di un mix di micropersonaggi (in particolare il fisioterapista Andrea, la stessa allieva Sofia, la madre Anna) e microstorie che seppur si svolgano parallelamente alla principale, hanno – o dovrebbero avere – il ruolo di avvalorarla e donarle spessore ricostruendola poco alla volta in quel che sono i problemi attuali della quotidianità italiana e che toccano precarietà, mutui insostenibili da pagare, rimpianti, infelicità, famiglie allargate, insoddisfazione, irrequietezza, paure, desiderio di libertà, ricerca di una felicità diversa da quella che abbiamo, fallimento, aspettative.
Tanti presupposti quelli presenti – forse troppi – in questo ultimo romanzo di Missiroli che caricano di aspettative non soltanto i protagonisti e coprotagonisti della storia, ma anche il lettore che curioso per le tante opinioni divergenti sentite che per il tanto decantare e parlare di questo componimento, vi si avvicina con sincera curiosità.
Tuttavia, sin dalle prime pagine questo interesse inizia a scemare perché il teatro che ha luogo e che si pone alla base dello scritto non è niente di così innovativo o originale rispetto ai tanti altri scritti incontrati nella letteratura. Gli eroi e le eroine indossano panni stereotipati e recitano una parte che a più riprese sembra essere maggiormente finalizzata ad allungare la vicenda che a portare ad un qualcosa di concreto e di concludente e a cui, quale tentativo di colpo di scena, consegue, a circa metà del copione, la volontà di scambiarsi interpretazione e quindi passarsi quei dubbi, quelle incertezze, quelle titubanze, quelle insicurezze che originariamente erano dell’altro figurante.
A tutto ciò si aggiunge una impostazione narrativa lenta, farraginosa, eccessivamente descrittiva, ricca di frasi su frasi e aggettivi ridondanti, citazioni su citazioni (vedi quelle della Nèmirovsky), che già singolarmente avrebbe sfiancato, figurarsi se contestualizzata in un siffatto nucleo di vicissitudini.
Per non parlare del messaggio utopico di fedeltà che emerge da tutto questo caos calmo e che può sintetizzarsi in un concetto che è più fine a sé stessi che agli altri o comunque in un qualcosa di irrealizzabile perché risultato di una immaturità sentimentale perpetrata. Ma anche qui certezza non c’è, perché appena il conoscitore sembra aver recepito questa morale, ecco che nuovi elementi di disordine ne fanno sfuggire la sostanza.
In conclusione, “Fedeltà” è un elaborato che si prefigge buoni propositi che ahimè non riesce a sviluppare adeguatamente, con molteplici elementi dissonanti dettati da una fragilità e da una inconsistenza perpetue, che osa troppo, che è percepito come un fiume in discesa libera, che non convince e che anzi annoia.

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Commenti

7 risultati - visualizzati 1 - 7
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Grazie per il commento, Maria.
Devo ammettere che anch'io ero incuriosita da questo romanzo (ora lo sono un po' meno). Pare che il presente libro stia contendendo lo Strega con Scurati... Mah. Non ne ho letto nessuno dei due.
Oddio! Ho appena comprato l'ebook dopo aver letto il commento entusiasta di un famoso critico. Era meglio se aspettavo il tuo :)) ormai credo che dovrò leggerlo. Ciao
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Mian88
08 Marzo, 2019
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Cavolo, con Scurati è dura la contesa. Ho letto il suo “M. Figlio del secolo” alla sua uscita (anche se non mi sono ancora decisa a recensirlo) e personalmente tra i due ho preferito quest’ultimo. L’ho trovato meglio strutturato e più solido rispetto a un “Fedeltà” che arranca.
In risposta ad un precedente commento
Mian88
08 Marzo, 2019
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Uhm... ho fatto danni, mi sa. Mai dire mai però, magari a te piace, io ho trovato difficoltà perché tratta tematiche a me lontane e perché è pieno di cliché. Chissà però che non sia di tuo gradimento? Adesso sono curiosa di conoscere la tua opinione e non vedo l’ora di leggerla. Vediamo se pareggerai i bilanci o se la bilancia tenderà ancor più verso il “no”.
Ciao Maria.
Il tuo scarso apprezzamento conferma le varie opinioni negative che ho letto su questo libro. Penso sia bello passare oltre.
Valerio91
11 Marzo, 2019
Ultimo aggiornamento:
11 Marzo, 2019
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Vincerà lo Strega... me lo sento! D:
p.s. Complimenti Maria, come sempre...

Vale.
Ciao Maria, “ l’ immaturità sentimentale “ mi pare una affermazione ad hoc, la scarsa vena poetica altrettanto per un romanzo che inspiegabilmente è ritenuto abbacinante....
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