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L’ipocrisia di provincia
Leggere Il pretore di Cuvio è un’esperienza narrativa estremamente piacevole, capace di conquistare fin dalle prime pagine grazie a una scrittura fluida, scorrevole e pervasa da un’ironia brillante. Piero Chiara dipinge con mano leggera ma accurata il piccolo mondo della provincia varesina negli anni Trenta, ponendo al centro Augusto Vanghetta, un magistrato spregiudicato ed esuberante la cui condotta privata stride palesemente con la gravità del suo ruolo pubblico.
Ciò che rende la lettura così godibile è la naturalezza con cui l'autore orchestrerà l'intreccio: tra scappatelle, sotterfugi e l'inaspettata rivalsa della moglie Evelina, la vicenda procede con un ritmo vivace e divertente. Chiara non cede mai al moralismo, preferendo il gusto puro del racconto e un disincanto arguto che mette a nudo ipocrisie e debolezze umane.
A mio avviso, la vera forza del romanzo sta nel coniugare un intrattenimento colto e brillante con un'osservazione sociologica acuta. È una lettura nitida e rigenerante, in cui la commedia umana si tinge di una sottile melancolia, confermando la maestria dell'autore nel far sorridere con intelligenza.





























