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A un cerbiatto somiglia il mio amore
 
A un cerbiatto somiglia il mio amore 2011-11-28 21:57:54 andrea70
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Piacevolezza 
 
5.0
andrea70 Opinione inserita da andrea70    28 Novembre, 2011
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Impegnativo e profondo

Tre ragazzi Orah, Avram e Ilan si incontrano in un ospedale israeliano durante un ricovero, molti anni dopo le loro vite sono ancora intrecciate in modo profondo per quanto inusuale. Orah si è appena separata da Ilan da cui ha avuto un figlio, un altro lo ha avuto da Avram: si tratta di Ofer che il giorno prima di congedarsi dall'esercito si offre volontario per una missione di cui sono incerti la durata e l'esito. Da qui Grossman comincia a costruire qualcosa di prodigioso ed enorme.
Inizia un racconto lento ed introspettivo di grande durezza ma che abbraccia una serie di temi molto attuali con la consueta umanità che non accetta compromessi dello scrittore israeliano. Orah, personaggio assolutamente indimenticabile, accompagna il figlio al fronte e sono le pagine più strazianti del libro, permeate di un livore e di una angoscia che non riesci a scrollarti di dosso .
La guerra è attorno ai protagonisti ma soprattutto dentro di loro, ogni gesto , ogni parola, sembra un passo che allontana le persone e per ogni passo indietro quanti sforzi costa recuperare il terreno perduto. Orah ha il terrore di qualunque madre nella sua situazione: che un giorno qualcuno suoni alla porta portandole la notizia della morte del figlio . Decide allora di allontanarsi da casa , come se la sua assenza costituisse un amuleto contro il destino , come se non essendoci un destinatario a cui comunicare un evento infausto questo non possa verificarsi in una sorta di logica al contrario figlia della disperazione.
Orah intraprende il suo viaggio con Avram, che reincontra dopo molti anni, un uomo segnato nel corpo e nella mente da un periodo di prigionia e torture durante il conflitto con l'Egitto. Avram non ha mai voluto conoscere Ofer come se la responsabilità della paternità fosse un fardello troppo pesante per un uomo così segnato dalla vita.
Durante il viaggio Orah racconta ad Avram la sua vita negli ultimi trent'anni , ogni minimo dettaglio, tanti episodi testimonianza del rapporto tra i due fratelli Adam e Ofer, del suo rapporto con Ilan, ma soprattutto gli parla di suo figlio Ofer, di quel figlio che lui non ha mai conosciuto e che potrebbe morire in quei giorni.
E' come se Ofer fosse tenuto in vita dalle parole della madre, per Avram è come se nascesse ancora per essere finalmente abbracciato da quel padre che ora capisce a cosa ha rinunciato per tanto tempo, che l'unica vera sconfitta della sua vita è stata essergli rimasto lontano così a lungo. Ma non è solo questo: scopriamo i dettagli di un rapporto a tre che nel racconto di Grossman non è quello che potrebbe sembrare un semplice triangolo amoroso. Ilan e Avram sono stati uniti da una amicizia che ha sfidato la gelosia di chi ama la stessa donna ed è amato dalla stessa donna seppure in modo diverso. In certi momenti è davvero difficile comprendere questa condivisione di sentimenti e di corpi priva di astio e di rancore, senza falsità , inganni e compromessi tranne l'identità del vero padre taciuta ad Ofer. Si parla di amicizia (toccanti i momenti in cui Ilan accudisce l'amico straziato nel corpo e nella mente da orribili torture), di amore , di dolore, della guerra che segna le persone , il loro modo di agire e di vivere le piccole cose di ogni giorno perchè ognuno combatte la propria personale battaglia anche senza imbracciare un fucile.
Si salverà Ofer ? Forse non è la cosa più importante , sono importanti le vite che tornano ad intrecciarsi per sorreggersi a vicenda e i ricordi permeati d'amore che fanno di tanti gesti ed emozioni il simulacro di un essere umano in carne ed ossa, qualcuno da portare con noi per i giorni a venire. Il finale ? Forse dipende dall'intuito e dalla sensibilità di ognuno capire che fine fa Ofer. Forse invece Grossman lascia aperto il suo destino, chissà.
E' un libro impegnativo , bisogna entrare nella parte dei personaggi e cercare di capire la profondità dei loro sentimenti e della loro paura , il valore delle loro scelte.

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