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A un cerbiatto somiglia il mio amore
 
A un cerbiatto somiglia il mio amore 2014-01-13 15:42:54 Prelude
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Stile 
 
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Prelude Opinione inserita da Prelude    13 Gennaio, 2014
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“E’ così sottile la crosta terrestre, pensò”

Buio.
Luce.
Buio.
Il futuro è assente, il passato è ingombrante, il presente è smarrito.
Delle ombre si muovono, provano a rincorrersi, a prendersi. Si perdono. E si rincontrano. No, non è il destino a volerlo, e neanche loro. E’ la vita che hanno condiviso che li ha legati: sono Avram e Ilan, amici inseparabili, ed Hora, il loro sigillo. Amici, nemici, amanti. Tre ragazzi incompresi prima, tre soldati poi…. La guerra dei Sei Giorni non è lo sfondo, ma la protagonista. La vera ragione che plasma storie, esistenze, individui prima, ombre poi. Ombre che si illudono che la guerra sia solo una parte della loro realtà. Ma Hora si chiede se la sua realtà sia tale. Se la famiglia costruita sulle macerie del conflitto arabo-israeliano assieme ad Ilan e al relitto di Avram, sia sufficiente ad ingannare: Dio? Allah? O solo ingannare se stessi. Una famiglia, un lavoro, i figli, Adam e Ofer, sono un atto di ribellione o il riscatto che Hora chiede alla vita, perché compensi ciò che le ha strappato?.
Il libro è un racconto continuo e perpetuo di una esistenza improvvisata, che vuole restituire ad Avram una parvenza di quello che poteva, che avrebbe dovuto essere. Il lettore rimane incantato davanti alle parole della donna: ragazza prima, madre poi, e ai silenzi di Avram che, come macigni, ostruiscono il naturale fluire dello spirito.
Ma, nonostante l’inabissamento nelle tenebre più profonde di se stesso ( di noi), forse, c’è la possibilità di riemergere in superficie e, anche se per poco, respirare a pieni polmoni l’ombra di un sogno in cui si possono ancora inventare radiodrammi, ascoltare il jazz per capire il mondo, struggersi d’amore per lei, lei o quell’altra (perché se si è giovani non è importante chi, ma come si ama) e ideare nuove storie, avventure o neologismi, per dar voce a ciò che non ha nome. Bisogna, però, cercare una ragione per risalire, e Avram l’ha trovata.
Lasciate che si perda nei paesaggi dimenticati della Galilea con Hora, per ricongiungersi nuovamente. Così come era.
Il futuro è assente, il passato è ingombrante, il presente può cominciare a scorrere.
Buio.
Luce,
luce.
Da leggere con urgenza, non ci saranno vie d’uscita.

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Commenti

6 risultati - visualizzati 1 - 6
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SARY
13 Gennaio, 2014
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Bella recensione!
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Prelude
13 Gennaio, 2014
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grazie! :)
Concordo, un libro indimenticabile e struggente
In questo momento ho una pila altissima di libri sul comodino da "smaltire"...però questo Grossman non posso proprio perderlo...che male farà qualche centimetro in più?
Complimenti, bella recensione!
Ciao :-)
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Prelude
14 Gennaio, 2014
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inaspettatamente indimenticabile, aggiungerei :) non sono riuscita ad interrompere la lettura un attimo :)
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Prelude
14 Gennaio, 2014
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sì assolutamente è un libro che va letto :) è entrato nella mia top ten :)
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