Dettagli Recensione

 
A un cerbiatto somiglia il mio amore
 
A un cerbiatto somiglia il mio amore 2014-04-11 09:05:28 annamariabalzano43
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
annamariabalzano43 Opinione inserita da annamariabalzano43    11 Aprile, 2014
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

A un cerbiatto somiglia il mio amore

Un grande romanzo d’amore, in cui l’amore è il vero protagonista, nelle sue molteplici espressioni. Significativa è la scelta del titolo da parte dell’autore: un versetto tratto dal Cantico dei Cantici, considerato da molti un inno all’amore di Dio per il popolo di Israele, che qui assume un’ ulteriore valenza nel riferimento al nome di uno dei personaggi del romanzo, Ofer, che in ebraico vuol dire “cerbiatto”.
Al centro di questa storia è certamente Orah, una donna sensibile, forte e fragile al tempo stesso, legata da un amore profondo a quelli che erano stati gli amici della sua adolescenza, un amore conflittuale e diverso, ma non meno intenso nello scorrere del tempo. Sin dall’inizio del racconto, l’accenno al doloroso episodio della vita di Orah giovanissima, che soffre per la perdita dell’amica più cara, Ada, anticipa quello che sarà il leitmotiv del romanzo, l’amore e la perdita, la gioia e la sofferenza in un’alternanza inevitabile.
Il legame profondo che unisce Orah a Avram e a Ilan genera nei tre sentimenti spesso discordanti e suscita sensi di colpa che investono la sfera dell’amicizia, della lealtà e della solidarietà. Ogni personaggio è visto nella sua umanità, senza condanne né giudizi. È Orah tuttavia a subire più di ogni altro l’abbandono. Sarà lei a cercare rifugio alternativamente nelle braccia di Ilan e di Avram. L’amicizia è ora elemento di unione ora di separazione. E l’amore di Orah altrettanto intenso per i suoi figli riesce a moltiplicarsi e dividersi, in un continuo divenire, senza mai impoverirsi. Sullo sfondo, ma con una presenza quasi ingombrante, la guerra che devasta i territori israeliani e palestinesi, le atrocità subite da Avram, la ricerca d’una patria che ancora non si sente di possedere: la stessa guerra che coinvolge Ofer e allontana Orah dalla sua casa inducendola a vagare con Avram senza meta, col solo fine di allontanare il pericolo d’una notizia luttuosa che potrebbe raggiungerla tra le mura domestiche. La casa dunque non è più il rifugio sicuro, è il luogo che non può e non deve essere testimone di tanto dolore. E il viaggio intrapreso da Orah sarà il mezzo per conoscere meglio se stessa e permettere ad Avram di vivere quella parte di vita a cui aveva rinunciato. Orah cercherà il contatto con la natura, un contatto fisico che possa permetterle di farla sentire ancora viva e di abbandonarsi all’istintiva ricerca di protezione nell’abbraccio di Avram.
Il doloroso viaggio di Orah sarà anche un modo per prendere coscienza di quei sentimenti laceranti che prova verso un nemico che assume talvolta le sembianze di Sami, il palestinese legato alla famiglia da devozione e affetto, ma il cui orgoglio lo porta a respingerla nel momento in cui deve condurre Ofer a combattere contro il suo popolo. I sentimenti di ribrezzo e orrore per una guerra interminabile che non permette tregua condanneranno Orah a esprimere giudizi severi persino sul suo amato Ofer, che non riesce ad accettare nelle vesti di soldato al fronte.
“..Il leopardo e il capretto che si sdraiano insieme e staremo a vedere cosa succede…..Forse quel particolare leopardo e quel particolare capretto riusciranno…a elevarsi, a redimersi?...”
Grossman ha il dono indiscutibile di esprimere sentimenti profondi a cui riesce a dare sostanza e vita attraverso la parola: il dolore, come l’amore, si materializza, diviene palpabile. Un’opera questa che sembra racchiudere in sé tutto il dramma umano, dalla nascita alla morte, in una perenne ricerca della felicità.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
A tutti
Trovi utile questa opinione? 
230
Segnala questa recensione ad un moderatore

Commenti

6 risultati - visualizzati 1 - 6
Ordina 
Che bel commento Annamaria. Io ho letto un solo libro dell'autore ma mi era piaciuto molto, seguiranno altri titoli di sicuro.
Grazie C.U.B. Anche per me è stato il primo, ma certamente ne leggerò altri, perchè mi è piaciuto immensamente.
E' il mio Grossman preferito :)
Bellissima Anna Maria questa tua intensa recensione. Io conosco Grossman solo dalla lettura di alcuni suoi libri per ragazzi, ma già ho avuto modo di apprezzare quella capacità introspettiva e davvero profonda e rispettosa che lui ha, associata ad una vena creativa...poi ti confido che adoro tanto il titolo di questa sua opera...mi piace tantissimo pensare ad un amore così...
Ciao, Pia.
Ciao Gracy, leggerò altri romanzi di Grossman, perchè mi ha veramente coinvolto e commosso!
Grazie Pia. Si, la capacità d'analisi dei sentimenti è eccezionale in questo scrittore! Anche a me il titolo è piaciuto in modo particolare.
6 risultati - visualizzati 1 - 6

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

La vita bugiarda degli adulti
Valutazione Utenti
 
4.5 (1)
La misura del tempo
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
4.8 (1)
Il colibrì
Valutazione Redazione QLibri
 
4.8
Valutazione Utenti
 
2.3 (1)
La seconda porta
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Lungo petalo di mare
Valutazione Redazione QLibri
 
4.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il ciarlatano
Valutazione Redazione QLibri
 
4.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
I cani di strada non ballano
Valutazione Redazione QLibri
 
2.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La spia corre sul campo
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Questione di Costanza
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Tutti i miei errori
Valutazione Utenti
 
3.5 (1)
L'ultima intervista
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
3.5 (1)
Bianco
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti su QLibri