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Wintergirls
 
Wintergirls 2014-06-28 10:46:40 Niamh76
Voto medio 
 
2.8
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
3.0
Niamh76 Opinione inserita da Niamh76    28 Giugno, 2014
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WINTERGIRLS

Lia è una ragazza d'inverno... cosa vuol dire? Tante cose.

E' congelata in una dimensione di non vita: non è ancora morta, ma ha deciso di non essere viva perché gli esseri viventi si nutrono, mutano il proprio corpo e il proprio cervello, provano emozioni.

E' ibernata, emotivamente parlando: rifiuta qualsiasi sentimento positivo o negativo che non sia il senso di colpa e l'inadeguatezza, rifiuta qualsiasi legame umano (con il padre distratto che non si accorge che è ricaduta nel buco di Alice al contrario, con la madre maniaca del controllo, con la matrigna che vorrebbe aiutarla, con la sorella a cui non risparmia la devastazione del proprio corpo) e disumano (con il fantasma di Cassie che torna a trovarla in continuazione per spronarla ad arrivare fin in fondo)

Muore di freddo: Dentro e fuori. Perennemente relegata nel regno delle coperte di lana, dei maglioni e dei termosifoni accesi. Il suo corpo non brucia, così come non brucia più il suo cuore. Si stordisce a suon di ginnastica nelle nottate insonni, si sottopone alla privazione di tutto ciò che le piacerebbe mangiare e alla ingestione di cose che odia. Si ingozza d'acqua quando la pesano e di lassativi quando si vuole punire. Mente agli altri e a se stessa.

Come si può arrivare a vivere una non vita come questa? Perché due ragazze "normali" (parola assurda) dovrebbero concludere un patto di sangue e buttarsi in una folle rincorsa a chi sarà più magra. Come si diventa anoressiche come Lia o bulimiche come Cassie? Come si diventa schiavi della matematica delle calorie o dell'autolesionismo?

Questo purtroppo il libro non lo spiega. Peccato. Ci lascia solo entrare nella stanza di Lia già bella che piena di ragni, rovi, muffa, lamette e ossa. Ci muoviamo nella mente di Lia e la troviamo già bela che arredata in stile Spleen ma nulla che ci spieghi perché.

Peccato. Perché l'autrice non risparmia nessuna crudeltà e allora tanto valeva spingere fino in fondo la tavoletta dell'acceleratore e non farci sconti.

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Commenti

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L'argomento che l'autrice ha scelto di trattare è molto delicato, più che la descrizione minuziosa delle "pratiche" messe in atto dalle giovani per non assumere cibo, mi sarebbe molto piaciuto leggere che, nel libro, vengono affrontate e commentate, con riflessioni profonde le motivazioni, i contesti familiari che possono portare delle giovani ad assumente tali comportamenti.... Dal tuo commento non mi sembra che ciò sia avvenuto, quindi la storia, a mio avviso, perde di intensità ed interesse ai miei occhi....
In risposta ad un precedente commento
Niamh76
20 Luglio, 2014
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Esatto, hai colto nel segno... sembra che parli di cose per sentito dire... quindi ti lascia un po' l'amaro in bocca
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