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L'estate senza uomini
 
L'estate senza uomini 2015-05-20 11:45:54 giuse 1754
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giuse 1754 Opinione inserita da giuse 1754    20 Mag, 2015
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L'estate senza uomini, per noi dai sentimenti cont




"Alcuni di noi sono destinati a vivere in una scatola da cui possono uscire solo temporaneamente. Noi dallo spirito dannato, dai sentimenti contorti, dai cuori bloccati, e dai pensieri repressi, noi che vorremmo esplodere, straripare in un fiume di rabbia o gioia o persino pazzia, ma non abbiamo dove andare, non abbiamo un luogo al mondo perché nessuno ci vuole come siamo, e non c'è niente da fare se non abbracciare i piaceri segreti delle nostre sublimazioni, l'arco di una frase, il bacio di una rima, l'immagine che si forma su carta o tela, la cantata interiore, il ricamo claustrale, l'oscuro e sognante merletto dal paradiso, dall'inferno, dal purgatorio o da nessuno dei tre, ma dobbiamo pur produrre qualche urlo e furore, qualche clangore di cembali nel vuoto."
Basterebbe questo brano per rendere consigliabile la lettura di questo libro, ma vi ho trovato anche frasi come queste:
"Mi resi conto che mia madre era un luogo, oltre che una persona."
"Solo gli anziani conoscono la brevità della vita."
"Tutti puzziamo di mortalità, è un odore che non si può lavare via. Non possiamo farci niente, se non, forse, metterci a cantare."
"Una commedia dipende dal fermare la storia al momento giusto."
Avrete già capito che mi è piaciuto tantissimo questo romanzo intenso, come piacciono i bei regali inaspettati.
Siri Hustvedt racconta la storia di Mia durante un'estate a Bonden, un paesino remoto del Minnesota, e lo fa rivolgendosi apertamente ai lettori, chiedendone la complicità.
La protagonista fugge da Booklyn e dal tradimento di Boris, suo marito da trent'anni, che le ha comunicato di aver bisogno di una "pausa". La Pausa è una giovane collega francese, e a Mia non rimane altro che cercare di ricostruire il suo Sé abbandonato e umiliato, cercando di separare i pezzi che ancora rimangono attaccati al marito, uno scollamento molto doloroso quando la condivisione è durata così a lungo.
A Bonden Mia ritrova la madre, inserita nel gruppo dei cinque Cigni dell'Istituto dov'è ospite, e organizza un laboratorio poetico per sette adolescenti.
Il romanzo si sviluppa quindi tra le tematiche di questi due estremi della vita, l'adolescenza e la vecchiaia, mentre Mia, dal suo punto intermedio più vicino ai Cigni che alle aspiranti poetesse, gioca un ruolo di catalizzatore che l'aiuta a porre una giusta distanza tra il momento presente e l'immediato, traumatico, passato coniugale.
Il tempo è il vero protagonista di questo libro, il tempo che trasforma il corpo di bambine in quello di giovani donne, e che quello stesso corpo renderà fragile e a volte inconsapevole con l'avanzare degli anni. E' sempre il tempo che aggiunge disegno a disegno, ricamo a ricamo, spesso componendo "divertimenti segreti" come fa Abigail, cui si riferisce il primo brano, uno dei cinque Cigni, dalle insospettabili trasgressioni dietro l'apparente eleganza formale del suo vecchio e fragile corpo.
Su tutto s’innestano conflitti e rapporti d'amore e d'amicizia, difficili da classificare e impossibili da sciogliere.
Il libro è arricchito qua e là da piccoli disegni che mi hanno ricordato il manoscritto Ovoniche, e come quello, dà l'impressione di contenere qualcosa di diverso da ciò che è palese, e che viene voglia di indagare.

Siri Usted è nata il 19 febbraio 1955 a Northfield, U.S.A., da genitori norvegesi. É sposata con Paul Auster, da cui ha avuto la figlia Sophie.
http://sirihustvedt.net/

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Commenti

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Che coppia!
Una recensione molto bella, un'analisi dettagliata. Non conoscevo l'esistenza di questo libro, nè l'autrice , del cui celebre marito ho letto un testo interessante. Comunque, il tuo commento mi ha incuriosito.
Davvero! Io preferisco lei. La trilogia di Paul Auster mi ha lasciata indifferente.
Grazie Emilio. Secondo me è meglio del marito (come autrice). Mi piacerebbe saper come riescono a gestire la competizione tra loro...
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