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Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte
 
Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte 2016-03-20 14:55:46 FrancoAntonio
Voto medio 
 
3.8
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
3.0
FrancoAntonio Opinione inserita da FrancoAntonio    20 Marzo, 2016
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Il difficile mondo di Christopher Boone

L’incipit del libro è su una macabra scoperta: il corpo di Wellington, crudamente trapassato dai denti di un forcone tanto da inchiodarlo al terreno, è rinvenuto nel giardino della sua abitazione, al numero 40 di Randolph Street, nella cittadina inglese di Swindon, Sud dell’isola. Sembra l’inizio di una trama poliziesca se non fosse per il fatto che Wellington è il cane barbone della signora Shears e a farne il ritrovamento è Christopher John Francis Boone, un ragazzino di poco più di quindici anni affetto da una grave forma di autismo che lo rende una perfetta mente matematica, ma gli crea insormontabili problemi anche nei più semplici rapporti interpersonali.
Christopher oltre che il protagonista della storia ne è anche la voce narrante. E' attraverso i suoi occhi, le sue parole, il suoi complicati ed al tempo stesso schematici e lineari processi mentali che ci addentriamo nella sua vita e nei suoi rapporti con il padre e col mondo che lo circonda. Christopher, contravvenendo all'ordine del padre, deciderà di indagare su chi sia l’assassino e di scrivere un libro sulla sua inchiesta. All'esito della quale il ragazzino scoprirà effettivamente chi è l’uccisore, ma scoprirà anche un’altra sconcertante verità che lo spingerà a fuggire da casa e ad intraprendere un angoscioso (per lui) viaggio a Londra, lui che, da solo, non si era allontanato mai se non per raggiungere il negozio all'angolo ed acquistare i “lacci di liquirizia” di cui è goloso.
Normalmente non recensisco libri sui quali si sono espressi già in molti: ritengo che aggiungere una ulteriore opinione al coro di quelle già espresse non migliori di molto la comprensione di chi ancora non conosce un libro, ma serva solo ad aumentare il "rumore di fondo" che confonde e rende incerti . Ma con “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” avevo un conto in sospeso che era giusto chiudere. Ho incontrato per la prima volta il volume quando fu edito in italiano alcuni anni fa: faceva bella mostra di sé in libreria e, spinto dal titolo e dalla lettura frettolosa delle prime pagine, fui per acquistarlo subito. Poi, un po’ intimorito dall'argomento (l’handicap spaventa sempre e comunque) un po’ attratto da altri titoli, quel giorno, la mia scelta fu diversa. Ho incontrato nuovamente il libro pochi mesi fa, in formato elettronico, e, dimentico dell’aspetto cruciale (l’autismo di Christopher), ho cominciato a leggerlo.
L’impressione finale è ambivalente. Va sicuramente un grande plauso all'abilità dell’autore. Riesce a calare il lettore con una incredibile verosimiglianza nella mente del ragazzino, al punto da creare quasi un transfer. Non esagero affermando che ci sono stati momenti in cui, sospesa la lettura, ho dovuto impormi una sorta di “reset” mentale, per ricondizionarmi ad un ragionamento “normale” che mi consentisse di affrontare la vita reale, perché calarsi nella psicologia di chi soffre della sindrome di Asperger può essere davvero sconvolgente.
D’altra parte, forse proprio per questa ragione, il libro è tutt'altro che piacevole. Se in alcuni passaggi ci commuove e in altri ci fa sorridere, in complesso è estremamente faticoso, spesso irritante e, per quanto razionalmente ci verrebbe da deprecare, non si può, umanamente, che comprendere coloro che si infuriano o, semplicemente, si innervosiscono e deprimono a fianco del ragazzino che fa di tutto per mettere alla prova la pazienza di chi gli è vicino.
In conclusione, però, devo giudicare il libro come estremamente interessante, soprattutto perché riesce a mettere nella condizione di osservare, attraverso le lenti speciali di Christopher, come appare questo nostro pazzo, pazzo mondo all'altra metà del cielo, intesa, questa volta, come quella in cui vivono coloro che non rientrano tra i cosiddetti “normali”. Tutto sta avere la costanza di giungere sino in fondo, sino all'inevitabile e consolatoria happy end.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
E' un libro sui generis, quindi è una esperienza a sé stante. Nulla che avete letto prima vi può preparare a quanto troverete nelle pagine scritte da Christopher.
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