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Mi chiamo Lucy Barton
 
Mi chiamo Lucy Barton 2016-05-11 06:55:11 lapis
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
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Contenuto 
 
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Piacevolezza 
 
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lapis Opinione inserita da lapis    11 Mag, 2016
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Questa è la storia di Lucy Barton

“Per favore, mamma. Raccontami qualcosa. Una storia qualunque”. A dire queste parole non è una bambina che chiede una favola della buonanotte ma una donna adulta, già moglie e madre. Nella solitudine e nel buio di una stanza d’ospedale, illuminata solo dai brillanti grattacieli di New York alla finestra, Lucy Barton riceve una visita inattesa, quella della madre con cui non parla da anni. Ma come si parla alla propria madre quando il silenzio ha ricoperto anni di sofferenza e miseria, quando la tua vita è piena di non detti, quando la persona che hai davanti è inscindibilmente legata alla fonte del tuo dolore e delle tue paure, ma non puoi fare a meno di amarla?

Le parole sembrano prendere il binario delle chiacchiere leggere, unica risposta possibile a un bisogno di contatto che va oltre gli sbagli del passato e rende addirittura possibile ridere insieme “Che brutta fine ha fatto Kathy Nicely. Ti ricordi la sfortunata cugina Harriet? Sta arrivando l’infermiera Maldidenti”. Gli aneddoti delle vite altrui diventano il filo che va a cucire i ricordi di Lucy e ricomporre la sua storia, la sua carriera di scrittrice, i suoi stessi errori. Perché in fondo tutti possiamo amare solo in modo imperfetto.

Leggendo questo romanzo si ha la sensazione che la sua dimensione sia l’assenza, il vuoto, le parole non dette. La trama si compone di poche cose, sfiora la vita di tanti personaggi, lascia emergere sfumature di emozioni e persino la stessa Lucy non si lascia conoscere se non per mezzo di fugaci ricordi e frammenti di esistenza. Non c’è bisogno di scandagliare il passato, basta un episodio, una frase, una sfumatura. La straordinaria capacità narrativa dell’autrice si dimostra proprio nel far percepire il tutto come una storia unitaria. Quella di Lucy, quella dell’intera umanità, di cui Elizabeth Strout sa raccontare la psiche, con grande sensibilità.

Il parlare degli altri perché il fondo del barile che siamo è proprio il bisogno di trovare qualcuno da snobbare, sulla cui inferiorità costruire un po’ di sicurezza. Il desiderio di interrogarsi su tutti perché quando vediamo gli altri incedere sicuri per la strada, come se non conoscessero per niente la paura, non possiamo fare a mano di chiederci che cos’abbiano dentro. Il sentire la famiglia come le radici profonde, di gioie e dolori, che ci tengono avvinghiati al cuore, anche quando, per difenderci, le nascondiamo sotto uno spesso strato di finta indifferenza.

Le parole sono poche ma dense, cadono come gocce limpide, da assaporare una per una. Sfiorano emozioni ed esistenze, sanno essere taglienti tanto da ferire ma anche avvolgenti tanto da confortare. Parlano di niente ma alla fine sembrano dire tutto. Arrivata all’ultima pagina, mi sento investita da così tante sensazioni e tanti interrogativi che vorrei sinceramente avere a disposizione competenze maggiori e strumenti più potenti perché sento che questo romanzo avrebbe forse molto di più da dire di quanto una semplice lettrice come me possa percepire.

«Ciascuno di voi ha una sola storia. Scriverete la vostra unica storia in molti modi diversi. Non state mai a preoccuparvi, per la storia. Tanto ne avete una sola». E questa è la storia di Lucy Barton.

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Commenti

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Mi attira molto, grazie!
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lapis
12 Mag, 2016
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Grazie a te per avermi letto, Laura!!
A me è piaciuto molto e mi sento di consigliarlo. Se lo leggerai, sono curiosissima di conoscere l'opinione di una lettrice di "spessore" come te :)
Eccellente recensione : grazie !! Dopo Olive Kitteridge è il miglior romanzo di E. Strout . Deludenti invece I ragazzi Burgess e soprattutto Resta con me.
In risposta ad un precedente commento
lapis
01 Luglio, 2017
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Grazie a te, Matelda, gentilissima!
Io ho letto solo questo e Olive Kitteridge e mi sono piaciuti molto entrambi, per scrittura ed emozioni. Mi ero ripromessa di leggere altro di questa autrice.
Posso chiederti perchè invece I ragazzi Burgess e Resta con me ti hanno deluso?
Grazie e ciao,
Manuela
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