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Il lupo della steppa
 
Il lupo della steppa 2018-06-18 08:46:09 Valerio91
Voto medio 
 
4.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    18 Giugno, 2018
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Certi uomini non sanno stare al mondo

Sicuramente un libro non facile "Il lupo della steppa" di Herman Hesse, soprattutto per le persone che, in fondo, si sentono piuttosto vicine al protagonista di questa storia.
Si sente chiaramente l'influenza esistenzialista, e lo stesso autore non manca di citare più volte il nome di Nietsche; inoltre si sente una forte analogia tra il protagonista Harry Haller e Antoine Roquentin, protagonista del romanzo "La nausea" di un altro esistenzialista: Sartre. Entrambi i personaggi sono profondamente tormentati da un mondo al quale si sentono di non appartenere, un mondo troppo lontano dal proprio modo di essere e di concepire le cose.
Herman Hesse è bravo a sviscerare la psicologia di questo protagonista molto controverso, sempre in bilico tra la vita e il desiderio della morte. Il racconto in prima persona (a parte un'introduzione al protagonista fatta dal suo padrone di casa) non fa altro che farci entrare più a fondo nel personaggio.
Sono tanti i temi trattati da Hesse in questo romanzo, come la molteplicità dell'io e l'incapacità di certi uomini di stare al mondo; ma una cosa che lascia sconcertati è come Hesse abbia praticamente profetizzato lo scoppio di una Seconda guerra mondiale e la degenerazione delle intolleranze razziali. Leggendo le parole di Hesse (tramite i pensieri di Haller), il lettore ha quasi l'impressione che il libro sia stato scritto in seguito alla Seconda Guerra Mondiale, salvo scoprire che è stato scritto nel 1927. Pauroso.

Harry Haller è un uomo piuttosto controverso, diviso tra la sua personalità da uomo e quella di lupo della steppa: solitario, selvaggio. Mentre si trascina nelle sue giornate sempre uguali, tra una lettura e un'altra, la sua percezione di sentirsi estraneo al mondo lo lascia sprofondare in un'infelicità sempre più profonda, fino a fargli meditare il suicidio.
Harry Haller non comprende il mondo in cui vive: amante di Mozart, non concepisce l'orripilante musica jazz nascente, e questo è solo uno dei tanti aspetti che lo tiene lontano dalla compagnia degli altri uomini, che popolano un mondo che si concentra soltanto sulle frivolezze. Il lupo della steppa non ha fiducia nell'umanità: scottato dalle conseguenze della Prima Guerra Mondiale, intuisce che il mondo non ha imparato dai suoi errori e si prepara ad affrontarne una seconda, anzi, quasi la brama.
Viene portato al culmine della disperazione nel ritrovamento (molto surreale), di un opuscolo intitolato "Dissertazione sul Lupo della steppa", in cui si parla apertamente di lui, della sua incapacità di stare al mondo e di tutte le problematiche insite nella sua personalità; nella sua estraneità al mondo intorno a lui.
Arriva quasi alla decisione finale, quella di ricorrere al rasoio, ma proprio nel momento peggiore incontra Hermine (alter ego femminile dell'autore Hermann?). Hermine è un personaggio fortissimo, che riporta il Lupo in carreggiata e vorrà insegnargli a prendere questa vita nel modo corretto. Ma Hermine è come Harry, in fondo, e questa somiglianza si paleserà sempre di più col proseguire delle pagine.
L'atmosfera di questo romanzo è molto particolare, che oscilla continuamente tra realtà e allucinazione, raggiungendo il suo culmine nel controverso finale, molto soggetto a interpretazione personale da parte del lettore. Un libro che può essere facilmente odiato, ma che credo sia molto bello e interessante.

"Dunque: 'La maggior parte degli uomini non vuole nuotare prima di saper nuotare'. Spiritosa, vero? Certo che non vogliono nuotare. Sono nati per la terra, non per l'acqua. E naturalmente non vogliono pensare: infatti sono nati per la vita, non per il pensiero. Già, e chi pensa, chi concentra la vita nel pensiero può andare molto avanti, è vero, ma ha scambiato la terra con l'acqua e a un certo momento affogherà."

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
La nausea di Jean-Paul Sartre
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Commenti

4 risultati - visualizzati 1 - 4
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Anch'io, Valerio penso non sia un libro facile. Si tratta però di un testo interessante, anche per capire l'auaatore nel periodo della stesura.
In risposta ad un precedente commento
Valerio91
19 Giugno, 2018
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Ciao Emilio,
sono d'accordo con te... è stato uno dei libri più interessanti che ho letto negli ultimi mesi, se non il più interessante. Ci sono molte riflessioni e sentimenti che colpiscono profondamente, su cui mi soffermo anche in questo momento, a lettura finita ormai da giorni.

Vale.
Caro Valerio, ho sempre snobbato questo libro per il titolo, pensa tu senza mai leggerne neanche la sinossi, ha il merito di averlo avvicinato a me, penso possa piacermi anche se Hesse lo temo per la complessità della sua scrittura.
In risposta ad un precedente commento
Valerio91
20 Giugno, 2018
Segnala questo commento ad un moderatore
Non è sicuramente un libro facile Laura, non tanto per la scrittura, quanto per le riflessioni contenute al suo interno, che spesso non sono di immediata comprensione.
Tuttavia, credo sia proprio un gran bel libro.

Vale.
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