Dettagli Recensione

 
I quarantuno colpi
 
I quarantuno colpi 2018-12-19 17:05:41 Martin
Voto medio 
 
3.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
4.0
Martin Opinione inserita da Martin    19 Dicembre, 2018
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Immagini dalla Cina

La Cina ha due premi Nobel per la letteratura: il primo è l’eretico Gao Xingjian, voce critica che dalla lontana Francia agita lo spettro degli eventi di piazza Tienanmen, il secondo è invece Mo Yan, romanziere esperto, esaltato in patria, il cui successo si deve anche al regista Zhang Yimou, che ha tramutato in immagini il libro più celebre di Yan, “Sorgo Rosso” (1988). Anche “I quarantuno colpi” (2003) è un romanzo che ben funzionerebbe come sceneggiatura di un film: le immagini che il romanzo evoca sono “eloquenti”, vivide, corpose, forti e talora viscide; dalla carta esala l’odore acre della carne e spesso s’alza un nugolo di mosche, assettate di morte. “Grande monaco dalle nostre parti quando i bambini fanno gli sbruffoni e raccontano bugie si dice ‘che sparano cannonate’, ma ciò che le racconterò è la verità, pura e semplice”: è così che Luo Xiatong, protagonista del romanzo, inizia il suo lungo tuffo nel passato che gli permetterà, sotto la supervisione di un silente monaco, di poter iniziare un percorso di purificazione e di affrancamento.
La storia di Xiatong è l’ennesima storia inscritta nel grande oceano dell’esistenza, il samsara, un oceano di sofferenze dove i pesci si divorano reciprocamente a piccoli morsi: vissuto nella miseria più nera, Luo subisce l’allontanamento del padre, che fugge con l’amante Ye Luozi, e gli improperi dell’arcigna madre, che lo costringe a una vita di stenti; il ricongiungimento dei genitori e l’amicizia con la sorellastra Jiaojiao si rivelano essere soltanto degli illusori momenti di tranquillità, che anticipano la completa rovina. La famiglia di Luo, infatti, si affida al capo-villaggio Lao Lan, che ha intenzione di dar vita a una vera e propria industria della carne, in grado di soppiantare le macellazioni “artigianali”, e finisce stritolata da giochi di potere, tradimenti e indifferenza. Luo Xiatong trova il balsamo di tutti i suoi mali nella carne, nonostante sia corrotta, piena d’acqua o di formaldeide; essa gli sembra vibrare, contorcersi e piangere di piacere stretta fra i suoi denti. È la sua proverbiale ingordigia a renderlo una vera e propria divinità agli occhi dei suoi compaesani. Ma quando si rende conto che persino l’amata carne è ricettacolo di sofferenza (la piccola Jiaojiao morirà per un’indigestione di carne avariata), Luo Xiatong non può che constatare che la mondanità in cui è conficcato è un cancro che dissipa e assorbe ogni energia positiva. È per questo che egli tenta (o sogna?) di distruggere il villaggio e di uccidere il temibile Lao Lan. È per questo motivo che si rivolge al monaco. Eppure il romanzo si conclude con il protagonista che, una volta terminato il racconto, non s’immerge nel vuoto buddhista, ma guarda l’orizzonte popolarsi di tutte le figure, amiche e nemiche, che hanno accompagnato la sua esistenza: una scena che non poteva non ricordarmi quel capolavoro di “Otto e mezzo” di Fellini, il cui finale è un caleidoscopico girotondo di fantasmi del passato.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
130
Segnala questa recensione ad un moderatore

Commenti

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

In tua assenza
Valutazione Redazione QLibri
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La banda dei colpevoli
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La mappa nera
Valutazione Utenti
 
5.0 (1)
La quarta profezia
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La vita paga il sabato
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
5.0 (2)
Obscuritas
Valutazione Redazione QLibri
 
3.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Gli avversari
Valutazione Utenti
 
4.5 (1)
Le sorelle Lacroix
Valutazione Redazione QLibri
 
2.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
L'ultimo figlio
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Questo post è stato rimosso
Valutazione Utenti
 
3.0 (1)
I killeri non vanno in pensione
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Voci in fuga
Valutazione Redazione QLibri
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti su QLibri

Conversazione nella Catedral
Questo post è stato rimosso
Mia diletta
L'opposto di me stessa
Il sogno di Ryosuke
Paese infinito
La piuma cadendo impara a volare
L'ultimo figlio
I miei giorni alla libreria Morisaki
Che razza di libro
L'arte di bruciare
Il figlio del dio del tuono
Come amare una figlia
La casa di Leyla
Senza toccare
L'improbabilità dell'amore