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Nella casa del pianista
 
Nella casa del pianista 2020-04-16 19:35:54 archeomari
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5.0
Stile 
 
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Contenuto 
 
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archeomari Opinione inserita da archeomari    16 Aprile, 2020
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Vivere e poi fare musica

Ho scelto di leggere questo libro intrigata dal titolo e perché da tempo desideravo avvicinarmi a Jan Brokken, autore olandese che prima di dedicarsi ai romanzi, è stato giornalista e grande viaggiatore, oltre che musicologo.
“Nella casa del pianista” è un libro che ho letto con voracità, un libro che mi ha emozionata e toccato le corde più profonde del cuore. Una storia vera, personaggi reali, tante tematiche interessanti e di grande valore: la libertà di vivere la propria omosessualità, l’amicizia, la famiglia, il legame con la patria sovietica lontana, ma sempre nel cuore, la dipendenza dalle droghe e la malattia.
La scrittura snella, scorrevole e chiara ed una storia reale e palpitante dalla prima all’ultima pagina.
Il pianista che campeggia nella prima e nella quarta di copertina è Youri Egorov, in una foto che lo scrittore gli ha scattato in uno dei tanti momenti insieme prima della prematura morte dell’artista a soli trentatré anni, per complicanze dell’AIDS.
L’autore è narratore interno ed anche personaggio: la scrittura è lineare con pochi flashback, adatta a chi non ama particolarmente i salti temporali.
Youri è stato un artista russo fuggito, a soli ventidue anni, al regime sovietico, un apolide con passaporto di Nassen (come Stravinskij, Chagall, Aristotele Onassis) prima di ottenere la cittadinanza monegasca. Accolto in Olanda come rifugiato politico, ha incontrato l’autore e un ristretto gruppo di amici che popoleranno la sua casa aperta alle feste, alla musica, alla vita. Un giovane talentuoso che si faceva amare per la sua timidezza, la sua umiltà e il suo fascino. Un perfezionista, un virtuoso del pianoforte. È stato emozionante cercare su YouTube i suoi concerti, vederlo e sentirlo suonare e pensare che grazie a Brokken il mondo può conoscere la storia, fatta di esaltazione e di caparbietà fino alla fine, di un talento che ci ha lasciato troppo presto.
Una vita , come quelle di tante altre celebrità, che come meteore hanno incendiato il cielo della musica spegnendosi a causa di scelte sbagliate.
Il libro è interessante per i contenuti e l’ambientazione, il periodo storico preso in esame: siamo in piena guerra fredda, negli anni della cortina ferro prima e la caduta del muro di Berlino poi, gli anni della beat generation, gli anni delle band storiche.
Soprattutto tanta tanta musica classica. I passaggi che ho sottolineato e che mi hanno emozionata sono veramente tantissimi, ne scelgo giusto qualcuno:
“Da questo punto di vista, (Youri) si sentiva inferiore ai poeti della parola. Una poesia non solo continua a esistere, ma ogni generazione ci legge qualcosa di diverso. Una poesia, diceva, si fa ricordare parola per parola, un concerto solo in modo vago. Ribattevo che lui era il poeta del momento. Poteva trascinare una intera sala e dare a chiunque avesse la sensibilità la sensazione di assistere alla realizzazione qualcosa di insolito, di mai sentito. Se tutto andava bene, reinventava la musica; se tutto andava bene, dava nuova vita a note morte e interagendo con il pubblico crava qualcosa di indimenticabile”.

Ma Youri amava anche vivere. Lontano dall’Unione Sovietica poteva mostrare liberamente la propria omosessualità. Aveva un compagno di vita, ma anche tanti amanti, quando non c’erano gli impegni dei concerti era capace di incontri promiscui. Sapeva reggere bene l’alcool, faceva uso di droghe, amava le feste a base di stupefacenti. Gli servivano, dicevano, per reggere la tensione. Ma saranno la sua rovina.

Le ultime pagine sono piene di poesia, struggenti, mi hanno emozionata.

“Il sole rimase nascosto dietro le nuvole grigio chiaro. La luce era a tratti intensa, altre volte smorzata, e sembrò che Youri vi adeguasse il suo modo di suonare, come se reagisse a ciò che vedeva sulla distesa del mare. (...)
Il paradiso, il paradiso non esiste. Tranne in rari casi, nei momenti magici della musica. Quel pomeriggio il cielo scese sulla terra. Ciò che fece ascoltare non solo fu di una bellezza immortale, fu come se Youri avesse dato corpo all’eternità.”

Invito ad ascoltare

https://youtu.be/X565UtJ3BGQ


Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Consiglio di leggere tutti i libri di Brokken, nei suoi libri si parla tantissimo di musica e letteratura russa, ne fu grande conoscitore.
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Commenti

2 risultati - visualizzati 1 - 2
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Dopo aver letto "Anime baltiche" , è difficile sottrarsi ad un nuovo libro dell'autore.
Anch'io pertanto ho letto e apprezzato anche questo testo.
Trovo che il 'romanzo biografico' , nella letteratura nordica contemporanea abbia una grande vitalità e qualità letteraria, anche perché si basa su un lavoro di grande serietà nella rigorosa documentazione e nel ricorso alle fonti.
In risposta ad un precedente commento
archeomari
17 Aprile, 2020
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Io ho in libreria anche Anime baltiche. Adoro la scrittura di Brokken e mi aspetto che sia bello quanto questo se non superiore, con la lode!
2 risultati - visualizzati 1 - 2

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