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Via col vento
 
Via col vento 2020-04-18 15:18:17 Bruno Izzo
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4.0
Stile 
 
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Contenuto 
 
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Bruno Izzo Opinione inserita da Bruno Izzo    18 Aprile, 2020
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Una ragazza decisa

Sebbene nell'immaginario collettivo “Via col vento” sia soprattutto “il film”, quello famosissimo con Clark Gable e Vivien Leigh, vincitore di svariati Oscar e ritenuto il “Kolossal” del cinema per eccellenza, il successo della pellicola è dovuto soprattutto alla bontà intrinseca dell’unico libro di Margaret Mitchell.
Pubblicato poco prima dell’ultimo conflitto mondiale, è divenuto in breve tempo un autentico best seller dell’epoca, ristampato e riletto ancora oggi, vincitore di un prestigioso premio Pulitzer.
E a ragione: perché si tratta in definitiva davvero di un bel romanzo, un bel tomo, di molte pagine, ma tutte ben scritte, ben curate, un ottimo lavoro, e oserei dire un vero peccato non avere altre opere di questa autrice.
Lo dico subito, può non essere un libro facile da leggere, perché la trama è risaputa, merito o colpa del film, quindi si crede di leggere qualcosa di già letto, letteralmente un film già visto, per questo serve un approccio diverso, una diversa disciplina.
L’autrice è stata brava, ha cesellato personaggi credibili e ben caratterizzati, ha inventato una bella storia, verosimile e avvincente, ha innescato un fluire del racconto secondo un filone storico logico e rigoroso, ma con un altissimo livello emozionale.
Non è, come si è soliti credere con superficialità, un polpettone melodrammatico, di per sé, non una storia smielata e sdolcinata che ruota attorno agli amori veri e presunti della protagonista, che tutto è tranne che un’oca giuliva, viziata e arrogante, che briga capricciosamente per i suoi sentimenti dettati da bieco egoismo.
Il romanzo è, prima di ogni altra cosa, una storia di determinazione, l’epopea di una gran donna, una donna decisa e determinata a vivere la propria vita secondo il proprio intendimento, ed in un tempo ed in un luogo che non glielo avrebbe mai permesso.
Poi è anche, in diretta conseguenza, una storia d’amore, ma non di amori, come potrebbe sembrare: Scarlett O’Hara è una donna che è mossa da Amore, usa gli uomini, ma non si fa usare da loro, ama ed è decisa ad amare solo chi dice lei, non quelli che usa per i suoi scopi essenzialmente pratici.
Non si creda pertanto che sia una storia con una squallida sequenza di amori di convenienza, tutt'altro, i sentimenti di Rossella sono quelli di una donna vera, una donna innamorata, anche se ancora non intravede la giusta canalizzazione del suo sentimento.
Scarlett/Rossella è una donna lasciata a sé stessa, che intraprende giovanissima la sua storia affettiva, in un’epoca difficile e disconosciuta per i sentimenti delle ragazze.
Rossella ama, e si ostina ad amare, a seguire solo i dettami del suo cuore, e non quelli convenzionali dell’epoca retriva nella parte d’America ancora più retriva, quella degli Stati del Sud di tradizione agricola e benpensante.
Solo per questo, per l’epoca e i luoghi in cui si svolgono le vicende, è una ragazza, una donna eccezionale, e da ammirare incondizionatamente.
Decisa, tosta, determinata: fuori dal suo mondo, letteralmente.
Una suffragetta ante litteram, nell’America della Guerra di Secessione; e la storia pur improntata dalla modernità della protagonista, presenta tuttavia momenti d’intensa delicatezza e sensibilità, richiama comunque i sani sapori tradizionali del mondo agricolo, quelli che erano i valori di un tempo antico, di cui si è perduto il ricordo ed è subentrata una struggente nostalgia.
Il romanzo è anche “scomodo”, non proprio politicamente corretto, ma perché è perfettamente ancorato al suo tempo.
Perciò è, ad esempio, velatamente razzista, presenta sempre in primo piano la versione femminile del buon zio Tom; per gli stati a traino economico agricolo come erano quelli del profondo Sud degli States, la mano d’opera di colore era una necessità quotidiana, neanche avvertita come un’ingiustizia dei diritti dell’uomo.
La guerra di secessione è pertanto impostata come una diatriba esclusivamente economica tra il Nord industriale, ricco e progredito, contro il Sud agricolo e retrogrado, e non anche come una lotta per i diritti civili dell’umanità, come fu in effetti.
Ancora, e questo è forse più grave, si descrive senza scandalo o levata di scudi una situazione tra coniugi alquanto fastidiosa, per non dire scabrosa e ripugnante.
Perché la donna è con vergognosa naturalezza ben situata in un’ottica soccombente a quelli che possono essere le pretese coniugali del proprio marito, anche richieste di forza.
Tutti questi particolari sono quelli che conferiscono realtà e incredibile verosimiglianza alla storia, che è quindi un affresco molto realistico di tempi, luoghi, usanze.
Sono incensati in questo libro i valori dell’epoca, della famiglia, della patria, della propria terra da difendere, della lealtà, della bontà d’animo e della cavalleria; proprio il personaggio principale, l’eroina Rossella O’Hara, è una moderna eccezione, e questo la fa personaggio originale, grazie ai suoi capricci, la sua volubilità, il suo essere dopo tutto una donna opportunista e interessata, non è che l’incarnazione del mito americano della “self made woman”.
In quel mondo arcaico dove gli uomini comandano, dispongono e decidono, Rossella s’inventa imprenditrice, manda avanti una tenuta agricola, scaccia a pistolettate gli sbandati della guerra, cura i feriti, non si perde mai d’animo, ha sempre le idee chiare, sa sempre cosa fare e dove andare a parare per quelli che sono i suoi scopi.
Della donna innamorata conserva la fedeltà di pensiero per l’uomo che crede destinato a lei; salvo ricredersi, con umiltà impensabile per una simile “ragazzaccia” volubile e capricciosa.
Corona infine il suo sogno d’amore con il suo Rhett.
Rhett Butler è la quintessenza dell’uomo intelligente, affascinante, un’adorabile canaglia, un sagace avventuriero, furbo, uomo esperto, gentiluomo di mondo, scafato delle cose della vita: ma infine, fa quanto gli dice Rossella, da lei è guidato, malgrado sembri che sia lui a curarla ed assisterla, è semplicemente lei che glielo permette.
Rhett Butler è chi potrebbe essere da subito l’uomo di Rossella, se non lo diventa, è solo per demerito suo, malgrado tutte le sue qualità vincenti.
E di fronte alle vere difficoltà personali della vita, non sa fare altro che rifugiarsi nell’alcool, andarsene, sbattersi con rabbia, rifiutare l’accettazione dei drammi dell’esistenza, che accadono, che capitano, che devi saper gestire, per te e per gli altri.
Rossella no, nonostante gli stessi dolori, lei no, lei non se ne infischia di riprendere saldamente in pugno le redini della propria esistenza, lei sa perfettamente, tutta la sua esistenza ne è una comprova, che la vita può sempre riservare altro e certo, devi volerlo, ci devi credere, il vento corre, può portarti via, ma dopo tutto, sei tu che puoi orientare le vele, decidere un decorso diverso, alla luce di un giorno nuovo.
Appunto, domani sarà un altro giorno…solo che tu lo voglia.

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
....sopratutto, a chi non ha visto il film omonimo, il romanzo è meglio, credetemi, mi darete ragione.
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Commenti

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Bello bello. Piaciuto molto anche a me letto l'estate scorsa quasi a digiuno del film (visto mezza volta e dimenticato) e ho apprezzato la scrittura della compianta autrice!
In risposta ad un precedente commento
Bruno Izzo
18 Aprile, 2020
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...io ho visto il film, ho letto il libro...meglio il secondo, secondo me. Tuttavia, il mio limite è che non mi piacciono mai le trasposizioni cinematografiche. Ciao, alla prossima!
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