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Ho fatto la spia
 
Ho fatto la spia 2020-06-12 09:11:07 Molly Bloom
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Molly Bloom Opinione inserita da Molly Bloom    12 Giugno, 2020
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Una Justine contemporanea

Joyce Carol Oates è una scrittrice di spicco nel panorama letterario americano, sia per la sua prolificità ma anche per la qualità della sua prosa. Questo romanzo è il secondo che leggo, dopo "Scomparsa" che mi era piaciuto molto, e le mie alte aspettative non sono state deluse. Caso vuole, sfortunatamente, che la sua uscita in Italia coincida con un periodo di intense proteste in America dovute all'uccisione di George Floyd e quindi la lettura di questo libro è stata ancor più sentita per quanto mi riguarda.
Cosi come in "Scomparsa", anche qui la protagonista è una ragazzina, Violet Rue, che rappresenta anche la voce narrante e che per buona parte del libro è quasi una Justine di De Sade. Una vittima della società, della sua famiglia, dell'ambiente che frequenta e infine del suo amante. Tutte le volte che sembra essere "al sicuro", il malvagio è dietro la porta. Allontanata dalla sua famiglia all'età di dodici anni, intraprende un percorso di sofferenze ma anche di crescita e quindi di nuove consapevolezze. Il romanzo è suddiviso in tre parti: nella prima viene descritta la situazione scatenante, la "deflagrazione della bomba", nella seconda le macerie e infine, nella terza, si cerca una ricostruzione di ciò che è rimasto. 

Dopo un bellissimo incipit che presagisce il dramma, e che verrà poi ripreso nel finale con una struttura quindi circolare, Oates riesce a delineare perfettamente una società, una famiglia e infine un individuo. I temi trattati sono molti ma nonostante ciò non si ha mai l'impressione di "troppa carne sulla brace" perché si concatenano con armonia, come se fossero un "causa-effetto". La moglie sottomessa al marito, tradita e trascurata vista quasi come se fosse solo una fabbrica di figli nonché la serva della casa; la rigida educazione cattolica ma anche la sua ipocrisia che inevitabilmente spicca fuori; i pregiudizi dei bianchi verso le persone di colore o dei bianchi più ricchi di loro, per contro, i pregiudizi delle persone di colore dei confronti dei bianchi; gli abusi sessuali, l'amore che inizia a trasformarsi in odio, il disgusto e l'indifferenza verso la propria persona, l'autopunizione, il razzismo, l'utilità e i modi riformativi delle carceri; ma, nonostante tutto e tutti, il forte richiamo delle proprie radici.
I personaggi sono tutti ben delineati e dal carattere forte e determinato, come per esempio il padre di Violet, e se possiamo leggere soltanto la voce introspettiva di lei, attraverso i suoi occhi riusciamo a distinguere bene e a capire anche i personaggi circostanti. Con uno stile di scrittura fluido e accurato, carico di flash-black e di momenti di riflessione si rivela essere un romanzo corposo ma anche movimentato, con un colpo di scena finale che, se da un lato è inaspettato, dall'altro è un confronto atteso e temuto per l'intero romanzo. 

Concludo con qualche frammento che mi è particolarmente piaciuto:

"Loro erano cattolici, i matrimoni duravano anche quando l'amore si consumava, si sfilacciava come un tessuto lavato mille volte dal quale le macchie non vanno più via. Finché morte non ci separi - cazzate come tutto ciò che riguarda la Chiesa eppure, lui e Lula stavano insieme. Ciò che li aveva tenuti insieme è stato il perdono di Lula. E ciò che permetteva a lei di perdonare era l'amore. Il punto debole della donna, l'amore a prescindere. L'amore senza dubbi. L'amore come ossigeno che aspireresti anche da una cannuccia sporca e rotta, per il quale ti metteresti in ginocchio nel fango, qualsiasi cosa pur di sopravvivere perché senza di lui non puoi vivere."

"Come sono silenziose le persone maltrattate. L'intimità del silenzio ti è naturale. Tu sai quanto possono essere aspre e abrasive le parole, per chi è ferito. Meglio restare in silenzio finché non verranno le parole giuste."

"Caldo precoce di maggio, un sole biancastro cade diritto sul mio viso, non ho ancora messo tende, veneziane. Fuori dalla finestra c'è un balcone, una ringhiera che proietta sbarre d'ombra contro i vetri, sul letto, sulla mia faccia mentre sono distesa a letto svegliata dal buffo cagnolino che vuole soltanto baciarmi."

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Commenti

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Ioana, vorrei trovare qualche libro davvero imperdibile di questa autrice che conosco pochissimo. Questo testo però non mi attrae.
In risposta ad un precedente commento
Molly Bloom
12 Giugno, 2020
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Ciao Emilio, in base alla mia esperienza, tra questo e "Scomparsa", preferisco appunto Scomparsa. Leggerò sicuramente altro di lei perché nell'insieme mi piace. Inoltre riesce sempre a creare una certa tensione nelle sue pagine oltre a curiosità e mistero.
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