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L'ottava vita
 
L'ottava vita 2020-09-14 13:21:24 Bruno Izzo
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Bruno Izzo Opinione inserita da Bruno Izzo    14 Settembre, 2020
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Cioccolata a colazione

Devo dire che è stata una lieta sorpresa, questo romanzo, una gradevole e deliziosa lettura, casuale, molto dolce, a tratti struggente, un libro calorico ed eccitante, gratificante, come una buona tazza di cioccolata calda, specie se fuori imperversa una bufera, magari una rivoluzione, una Rivoluzione d’ottobre.
Questo è un romanzo bipolare, nel senso che è un racconto sospeso tra realtà e fantasia, emozionante, tenero e delicato, che sa tanto di fiaba.
Favola, o favolacce che dir si voglia, di quelle che i bambini magari gustano insieme ad una saporita cioccolata, quella che vi dicevo all’inizio, con lo stesso retrogusto dolce e amaro, così è la saga della famiglia protagonista di questo romanzo, un’epopea che si snoda lungo tutto il corso di un secolo.
Redatto in prima persona dalla giovane, ma già disillusa delle cose della vita, Niza, il cui nome in lingua georgiana significa cielo.
Mai nome fu più azzeccato per un narratore, poiché la storia della sua famiglia è una leggenda, con substrato reale, vasta come il cielo, e come il cielo soggetta ad azzurro sfavillante di luce, come a burrasche e colori plumbei talora viranti decisamente al nero.
Come tutte le cose della vita di chiunque, appunto, ma in più con l’aggravante degli anni in cui si svolge.
Anni lunghi un secolo, non un secolo qualsiasi, ma il secolo rosso per definizione, quello più duro, ostico, sanguinario e sanguinoso, eppure palpitante di vita.
Le origini della famiglia sono in Georgia, dove: “…la gente è così, affettuosa, simpatica, allegra e serena”.
Tutto il racconto va dal 1900 al 1983, quando appunto viene alla luce l’ottava generazione di tale famiglia, la giovane Brilka del titolo, e attorno alle vicissitudini delle generazioni precedenti giostra l’intera narrazione.
Ottava generazione, e mai numero fu più azzeccato, l’otto è il numero che, posto in orizzontale, è il simbolo dell’infinito.
Infinite sono le storie che costituiscono l’intreccio della trama.
Tutta la storia altro non è che come un prezioso, vecchio tappeto, cimelio di famiglia, ed ogni filo rappresenta un membro, ogni nodo rappresenta uno snodo della storia, ogni colore rappresenta tutti i diversi, controversi, conflittuali e coinvolgenti stati d’animo dei protagonisti.
Nel complesso, si costituisce un arazzo, come a dire il pezzo forte della collezione dei beni di famiglia.
Una lettura non facile, un bel tomo poderoso, e però seguibile, sostenibile, con la giusta dose di pathos, anche avvincente e coinvolgente.
Non conoscevo l’autrice, ed ero anche dubbioso che mi sarebbe riuscita gradita la lettura.
Vi dirò, non è un capolavoro, non mi ha fulminato, ma mi è piaciuto, non sono pentito della lettura, la consiglio volentieri.
Dopotutto, a chi non piace la cioccolata?

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
A chi ama "Chocolat" e simili.
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Commenti

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Mian88
14 Settembre, 2020
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Anche per me in lettura. Mi ritrovo per adesso nelle tue parole. Bravo per la tua recensione così puntuale e diretta ;-)
In risposta ad un precedente commento
Bruno Izzo
14 Settembre, 2020
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Grazie Maria! Spero ti ritrovi anche alla fine! ;-)
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