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"Stava ridendo di me"
“Io non ho, come avrete notato, grande amore per i miei simili. Non condivido facilmente manie e stranezze altrui, non sopporto pazientemente le persone moleste, conversando, sembra sia capace unicamente di punzecchiare o essere punzecchiato.”
Sir Hugo Coal, intrappolato nel suo deformante corpo racconta la sua natura “grottesca”
L’arrivo a Crook nella brughiera inglese del maggiordomo Fledge e di sua moglie Doris, segna l’inizio di tutte le sue sventure. Da sempre allergico al genere umano, sospetta che Fledge voglia prendere il suo posto, studia ogni sua mossa cercando di coglierlo in fallo e scoprire la sua vera natura. Paleontologo, una vita spesa con “le sue ossa” nel fienile della sua casa dorme lo scheletro di un dinosauro a cui lui tiene particolarmente, l’evento scatenante come la scomparsa di Sydney “amico” della figlia Cleo, getta ancora più ombre e sospetti su Fledge.
Sir Hugo è vittima di un disegno sinistro messo in atto per distruggerlo o semplicemente la figura di Fledge non è soltanto che il suo alter ego? È sua abitudine accompagnare il racconto con una bella bevuta, non nasconde la sua inclinazione all’alcool. Dopo il suo incidente “ontologicamente morto” secondo i medici, ma in realtà capace di pensare e capire ogni cosa che lo circonda, ammette il dubbio del ricordo stesso.
“Vi ho mai parlato dell’inattendibilità della memoria guardarle a posteriori dà senz’altro un ordine alle cose, nessuno lo mette in dubbio, ma io mi domando se, in realtà, tale ordine non si consegua unicamente in quanto della mente che ricorda, la quale per sua stessa natura tende a riordinare i fatti.”
Siamo difronte ad un personaggio elusivo, difficile da interpretare ma che a sua volta scruta e analizza le persone che lo circondano al limite dell’ossessivo, portando il lettore a dubitare dell’autenticità del racconto e a diverse interpretazioni, in questo Patrick McGranth è maestro.





























