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DIFFICILE, DIRE ADDIO ....
Gyeong-Ha pubblicato da poco un libro sul massacro di Jeju avvenuto nel 1948. Gli abitanti di questa piccola isola vennero accusati di essere comunisti, il silenzio-assenso dell'Occidente portò allo sterminio di oltre 30.000 civili.
Il lavoro di documentazione, la stesura di questo libro e la sofferenza che ne deriva, porta Gyeong-Ha, reduce da un matrimonio fallito, ad un auto isolamento per cercare di ritrovare sé stessa.
Sarà l'amica foto reporter, In-Seon a distrarla da questo isolamento: è ricoverata in ospedale a Seoul dopo essersi ferita con la sega elettrica e richiede urgentemente la sua presenza a Jeju per occuparsi del suo pappagallo Ama.
Il viaggio verso la casa di montagna a Jeju sarà impervio e difficile,ma sarà soprattutto un viaggio attraverso quei fantasmi con cui Gyeong-Ha sta cercando di combattere.
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"Non Dico Addio" è un romanzo sull'amore estremo e sulla difficoltà di dire addio a qualcuno. Il viaggio che la protagonista intraprende per cercare di salvare il piccolo Ama, è un viaggio a ritroso sul passato della famiglia di In-Seon, un passato doloroso che non si può dimenticare. Una ferita mai sanata che continua a tormentare le due amiche, proprio come aveva tormentato la madre di In-seon, spettatrice diretta di quel crimine. I racconti di Gyeong-Ha si sovrappongono a quelli dell'amica, capisce così che il sogno iniziale degli alberi simboleggia l'esperienza del massacro, una sovrapposizione tra sogno e realtà che si mescola e riproduce i ricordi che non svaniscono, come il.dolore e l'impossibilità di dire addio. Ecco che questa tematica torna e ritorna costantemente.
Non è stato un romanzo semplice, non è mai facile raccontare il dolore, ma scegliere comunque di farlo, esplorando "il fondo di quel mare" rimane una forma di amore estremo.





























