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Belllezza ineffabile e transitoria
In una sospensione tra reale e immaginario il paese delle nevi, un luogo che trasuda purezza e che sa restituire una forza rassicurante, accoglie Shimamura, un uomo avvezzo a trascorrere la vita nell’ ozio, con il vizio di perdere il contatto con se stesso, un mestiere imprecisato, di certo un osservatore attento. Conoscerà Komako, giovane geisha dai toni misteriosi e selvaggi, inscenando un rapporto intriso di solitudine e dai tratti sfuggenti.
Silenzi, parole tronche, incontri fugaci, fughe impreviste, ritorni, detto e percepito, ipotesi solo accennate, costruzioni mentali, un’ attrazione respingente, in questo breve e intenso romanzo il linguaggio ellittico di Kawabata trasmette tutta l’ incertezza dell’ vivere, il misterioso contatto con il reale, la propria assenza di stupore, la percezione che le cose appaiano solo attraverso un filtro illusorio.
Quello tra Shimuro e Komako è un complesso rapporto costruito su immagini riflesse dalla propria mente, da uno specchio su un treno in movimento al crepuscolo, un percepito che nasconde sogni e desideri, l’ essenza di Shimamura, tendente al mimetismo, una propensione naturale a cogliere lo spirito dei luoghi visitati durante i suoi viaggi.
Komako, la cui freschezza supera la bellezza, sfugge a qualsiasi tratto definente, ricoprendosi della propria forza, posiiede un che di magico, e allora Shimamura si fa trasportare dalla forza dei suoi desideri e da quella musica che ne riflette l’ esistenza arricchendola smisuratamente.
Tra loro silenzi improvvisi, laddove sembrano non aver più niente da dire, persi nelle proprie fantasticherie, riflettendo su immagini che sembrano rimandare a un mondo non umano proveniente da un luogo lontano.
Un’ attrazione basata sulla lontananza, una carica erotica che allude a una misteriosa presenza, attimi di condivisione difficilmente assunti, sospesi nella vicinanza, in Shimamura la percezione sempre più pressante di non sapere vivere fino in fondo, l’ osservazione di una solitudine inaffrontabile, il mistero di una relazione a distanza e di un legame forte.
Così
…tutto di lei gli parlava ma gli sembrava che niente di se’ parlasse a lei…
La penna lirica e sofisticata di Kawabata Yasunari (1899-1972 ), premio Nobel per la letteratura nel 1968, in questo romanzo dalla lunga gestazione si erge suprema inscenando un piccolo capolavoro stilistico e contenutistico.
L’ imprevedibile corso della vita e delle relazioni, dell’ amore e dei desideri, ci rimanda, in tutta la propria fragile essenza, poesia, sogno, attesa, silenzio, una danza allegorica dentro la purezza di un candido paesaggio innevato che ricopre le turbolenze a cui siamo esposti.
Un amore che riflette angosciose presenze, un perenne stato di attesa a dipingere la percezione del reale, esposti alla propria fragile essenza, intrisa di solitudine, malinconia, imprevedibilmente sospesi nell’ attesa di un quid, quella bellezza fugace e transitoria che puntualmente si mostra.
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