Dettagli Recensione
Lucy & Olive; storie di vita
«Ma ha ragione lei. Sono storie fatte di solitudine e di amore –. Lucy passò un attimo nel cucinino minuscolo e tornò con un pezzo di carta e si piegò ad asciugare le gocce d'acqua che aveva lasciato sul pavimento con gli stivali. Poi prese la borsa e disse: – E dei piccolissimi legami che stringiamo nel mondo, se siamo fortunati.»
Un piccolo affresco antropologico è “Raccontami tutto” di Elizabeth Strout, opera che prende avvio esattamente dal dove era finito con “Lucy davanti al mare”. È bene precisare che i due titoli tra loro non sono interconnessi, dunque, l’opera precedente non è indispensabile per la lettura di quella successiva.
Allo scoppio della pandemia, Lucy Barton aveva lasciato New York insieme a William, il suo ex marito e padre delle sue figlie, trovando rifugio nella tranquilla cittadina di Crosby, nel Maine. È qui che vivono anche Bob Burgess e la moglie Margaret, figura di riferimento della comunità religiosa locale. In “Raccontami tutto” Elizabeth Strout riunisce molti dei personaggi che hanno popolato i suoi romanzi precedenti, intrecciandone nuovamente le esistenze. Adesso l’incubo del Covid-19 sembra essere giunto al termine.
Attraverso dialoghi, ricordi e confessioni, i protagonisti danno vita a un mosaico di vicende umane fatto di passioni, perdite, fragilità e rimpianti. Le storie si sovrappongono e si rincorrono, spesso sfumando il confine tra memoria e invenzione. Nel frattempo, il legame tra Lucy e Bob si approfondisce; le loro passeggiate e le loro conversazioni alimentano una complicità che sembra andare oltre la semplice amicizia. Allo stesso tempo, Bob si trova a confrontarsi con il passato quando torna nella sua vita Pam, la prima moglie, segnata da anni difficili e dalla dipendenza dall'alcol.
Sullo sfondo si sviluppa anche una vicenda giudiziaria che scuote l'intera comunità. Dopo la scomparsa di un'anziana donna, il ritrovamento del suo corpo porta all'incriminazione del figlio, Matthew Beach. Bob, un tempo avvocato, decide di assumerne la sua difesa. Matt è un personaggio eccentrico e vulnerabile, è un uomo che vive isolato, succube della madre, che rifiuta la tecnologia e dedica il suo tempo a dipingere figure femminili nude e incinte. Parallelamente, nasce una relazione singolare tra Lucy e Olive Kitteridge, ormai novantenne, sempre desiderosa di narrare e in casa di riposo. Diversissime per carattere, le due donne si avvicinano raccontandosi storie e osservando il mondo attraverso prospettive differenti. Dal loro confronto emergono racconti ora struggenti, ora sorprendenti, che diventano il cuore più autentico del romanzo.
«Ci piace credere di avere le nostre vite sotto controllo, ma forse non è proprio così. Siamo inevitabilmente influenzati da chi è venuto prima di noi.»
La Strout gioca con il tempo e gioca con i suoi personaggi. Dà vita a un vero e proprio affresco antropologico e sociologico, un ritratto in cui è facile riconoscersi e immedesimarsi. Ritroviamo la sensibilità, quella sensazione di smarrimento e di incertezza che spesso viviamo nella vita, riscopriamo rapporti tempestosi tra fratelli o ancora i difficili legami sentimentali che possono portare anche a una rottura talvolta definitiva. E se Olive rimpiange suo marito Henry, Lucy rimpiange il suo amato David; eppure entrambe hanno il coraggio di affrontare una vita rinnovata e piena di nuove possibilità. I sentimenti sono trattati con ironia, i dialoghi sono ricchi e fanno vivere al narratore la dimensione narrativa in modo tridimensionale.
«Bob Bob ha un gran cuore ma non sa di averlo; non diversamente da molti di noi, non si conosce bene come pensa, e non crederebbe mai che nella sua vita ci sia qualcosa che vale la pena di essere raccontato. Invece è così; vieni per tutti noi.»
“Raccontami tutto”, (Tell Me Everything), di Elizabeth Strout è un libro che ci insegna ad ascoltare, che ci ricorda quanto è bello farlo. È un titolo che ci invita a vivere la vita anche grazie alle storie degli altri e agli insegnamenti che sanno darci con il loro vissuto. È uno scritto che ci invita a non temere il tempo, un tempo che passa e che con sé porta esperienze e gioia di assaporare quel che è stato ma anche quel che sarà.
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Libro che mi è piaciuto molto. Trovo che l'autrice nei suoi ultimi romanzi abbia affinato ulteriormente le proprie capacità narrative.