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L’ala cieca del labirinto
Ho aperto Abbacinante. L’ala sinistra di Mircea C?rt?rescu attratto dalla sua fama di capolavoro della letteratura contemporanea, ma devo ammettere che il viaggio in cui mi ha immerso è stato a tratti faticoso e spiazzante. Fin dalle prime pagine, il romanzo si presenta come un flusso barocco e allucinato, in cui una Bucarest degli anni Sessanta viene trasfigurata in una dimensione onirica, claustrofobica e surreale. Ho cercato a lungo un appiglio narrativo tradizionale, una trama lineare che mi aiutasse a orientarmi, ma mi sono presto reso conto che qui la storia si dissolve continuamente in visioni cosmiche, metamorfosi grottesche e dettagli entomologici ossessivi. La mia difficoltà nel seguire il filo non è dipesa da una semplice disattenzione, quanto dalla natura stessa di una scrittura torrenziale e ipnotica, che accumula immagini su immagini senza concedere tregua al lettore. Più procedevo nella lettura, più sentivo di smarrirmi in un labirinto di specchi dove i confini tra il reale, il ricordo d'infanzia e il delirio metafisico svaniscono completamente. Nonostante la frustrazione di non riuscire a dominare la narrazione e di perdere spesso l'orientamento tra i meandri di questo universo barocco, sono rimasto comunque affascinato dalla straordinaria potenza visionaria dell'autore. Non è un libro che si legge con leggerezza o distacco; è un’esperienza letteraria totalizzante e faticosa, che richiede una resa incondizionata e da cui si riemerge inevitabilmente spaesati, ma profondamente interrogati.
P.s. Mi accingo a leggere il secondo libro della trilogia: Abbacinante. Il corpo. ( una sfida con me stesso).
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