Norwegian Wood
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Un delicato splendore
Quando entrai in libreria e chiesi al commesso Kafka sulla spiaggia di Murakami mi disse che era terminato, ci rimasi molto male perché avevo sentito grandi cose di questo scrittore e allora presa dalla voglia di leggere qualcosa di suo gli chiesi se aveva qualcos'altro di bello da consigliarmi dello stesso scrittore; grazie a lui ho scoperto questo magnifico libro, ricco di emozioni e di una delicatezza quasi effimera..che ti passa tra le mani e va via e l'unica cosa che vuoi è che torni: ecco cosa è successo a me.
Lo volevo con tutto il mio cuore, già dalle prime pagine, una storia incredibile sulle note dei Beatles, che come si fa a non amare? ed ecco qui che è uscito fuori questo capolavoro di Murakami. Uno romanzo senza tempo, che rimane per sempre nel tuo cuore.
Una storia commovente ( almeno per me ) e intrigante, che ti lascia un bel ricordo e un sorriso a fine libro anche dopo diversi pianti.
Che dire? E' il mio libro preferito.. è magnifico.. è spettacolare, mi rende impotente di leggere altro.
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ALCUNI SANNO VIVERE ... ALTRI NO ...
ALCUNI SANNO VIVERE ... ALTRI NO ...
Murakami è riuscito con superba mestria a legarmi a lui...e io ammaliata l'ho seguito nel suo racconto.
Toru, il protagonista del libro, un giapponese arrivato sulla quarantina che "sulle note" di Norwegian Wood dei Beatles...ripercorre a mo' di flashback le proprie esperienze di vita a partire dai sedici anni, durante gli anni sessanta.
E mentre la società viveva cambiamenti e riforme, noi possiamo seguire le vicissitudini intime e profonde di un giovane, la cui vita è segnata da alcune figure ben precise.
Due amici particolari : uno di una fragilità estrema, l'altro cinico e spregiudicato .
Due amori importanti : uno rivolto alla ragazza del primo amico morto, psicologicamente instabile e fragile; l'altro verso una ragazza segnata da forti drammi familiari, ma in grado di garantirgli serenità...Tutti comunque possono vantare nella capacità di comunicare in modo genuino e vero, in modo autentico e perciò destinati spesso alla solitudine, considerato che coloro che si pongono così nella società spesso vengono considerati "outsiders".
Toru , l'antieroe per eccellenza, segue le proprie inclinazioni con convinzione, sempre attento , con grande sensibilità, al senso del giusto. Tale atteggiamento di vita lo induce spesso ad avere dubbi e ripensamenti .
Mi fa tanta tenerezza il giovane Toru , nelle sue diatribe interne...i suoi simpatici commenti...il suo dissertare con gli amici e le ragazze; lui è così "particolarmente originale", che è facile innamorarsene.
Murakami s'introduce nell'intimo profondo dei protagonisti, destinati a vivere situazioni di vita molto difficili...ecco che ci troviamo a scontrarci con temi davvero dolorosi o toccanti come ben quattro suicidi, la solitudine e la tristezza, l'omosessualità, il rapporto tra persone d'età molto diverse (quando poi è il ragazzo molto più giovane...ancor di più), l'erotismo tra ragazzi, il cancro , la rielaborazione di un lutto, la morte vissuta come qualcosa di intrinseco alla vita...
E' per questo che invito alla lettura di questo libro, oltre per i temi affrontati, anche per le continue disquisizioni che in esso si trovano, con molte delle quali possiamo rivederci e confrontarci...e Murakami sin dall'inizio del libro dice di essere uno che , per capire le cose , ha assolutamente bisogno di scriverle, e io mi ritrovo pienamente d'accordo con lui.
Un libro di cui caldeggio la lettura...
Pia.
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Devastante ed introspettivo
Comincio dicendo che amo molto i libri di Murakami, sono intensi ed irriverenti, folli ed introspettivi, reale ed irreale, l'autore è distaccato dai suoi personaggi ma allo stesso tempo ci si rispecchia.
Norvegian Wood è una bomba, in tutti i sensi, scritto bene, articolato in modo complesso ma senza fronzoli inutili. mi ci è voluto un pò per finire questo libro, forse perchè alle volte mi ritrovavo ad avere la paura di leggerlo troppo in fretta mentre altre ero quasi immobilizzata dalla profondità del pensiero che Murakami vi cela. Diciamo che qui Murakami ha svelato la parte più profonda del suo io portando a galla un mondo mortale fatto di solitudine e sentimenti, di incertezze e di problemi, riporta a galla il male più subdolo che affligge l'uomo; la depressione. Ma il romanzo non è il solito tomo noioso, ma riesce a dare una visione reale della cosa senza essere pesante o petulante. Io credo che chiunque può innamorarsi di questo libro, ed in particolar modo delle emozioni che trasudano da ogni pagina. Di Norvegian Wood ci si innamora, velocemente e semplicemente.
Non ci sono eroi in questa storia, non ci sono personaggi cool, c'è un ragazzo afflitto dalla quotidianità e da un grandissimo lutto.
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Bello di una bellezza rara
Murakami Haruki, piacevolissima scoperta..
Il libro è appassionante, intenso, capace di trasmettere tutte sensazioni, emozioni che vivono i protagonisti.. Sembra quasi di viverla, alla fine, quella nostalgia che permea ogni pagina..
Watanabe si presenta come estremamente riflessivo, ma infine fortemente desideroso di conquistare quel suo pezzo di felicità che troppe volte gli è stato negato; Naoko è una figura eterea, sfuggente eppure pesantemente presente, lei e quel suo fermaglio fanno venir voglia di entrare nel libro e stringerla in un abbraccio... e poi Midori..semplicemente straordinaria, straordinariamente forte..E Reiko, àncora di un passato che svanirà a breve, come si percepisce dalle prime pagine del romanzo..
Libro appassionante, mai banale, profondo, nostalgico.. bello di una bellezza rara..
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Imperdibile.
Denso, molto denso. I protagonisti sopportano stati d'animo ed emozioni molto più grandi della loro età ma nonostante questo rimangono credibili, sono ben costruiti. E' un libro che viene dall'Oriente ma ricco di riferimenti bibliografici e musicali all'Occidente, mantiene alta l'attenzione del lettore. Midori è eccezionale, un personaggio come pochi. Consigliatissimo.
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I once had a girl, or should I say, she once had m
"Ci sono posti che ricorderò tutta la vita,
alcuni di questi posti sono cambiati,
alcuni per sempre e non in meglio,
alcuni sono "andati" e altri rimangono ancora.
Tutti questi posti hanno dei momenti,
con amanti e amici che ancora ricordo,
alcuni di loro sono morti, altri vivono ancora,
ma tutti queste amanti e amici non sono niente paragonate a "lei"...
... Lei aveva... "qualcosa nel modo in cui si muoveva,
che mi attirava come nessun'altra,
da qualche parte, lei sapeva che non avevo bisogno di nessun'altra,
mi chiedeva se il nostro amore sarebbe cresciuto, non lo sapevo"...
... Le dicevo...
"Chiudi gli occhi, ti bacerò, mi mancherai domani, e quando tornerò a casa ti scriverò tutti i giorni e ti manderò tutto il mio amore"...
Ma lei aveva dei problemi e cercavo di farle capire:
..."prova a vedere a modo mio, devo contnuare a ripetertelo? finchè continuerai a vedere tutto dal tuo punto di vista, corri il rischio che il nostro amore finisca presto. Pensa a quello che dici, potresti sbagliare e continuare a pensare di essere nel giusto, la vita è troppo breve per continuare a litigare e combattere, amica mia, ma ce la possiamo fare"...
Questa è la mia storia...:
...una volta avevo una ragazza, o forse dovrei dire che LEI aveva me?! Mi mostrò la sua stanza, mi disse di sedermi ovunque volessi, mi sedetti sul tappeto e aspettai bevendo il suo vino, parlammo fino alle due di notte dopodichè mi disse: "Sai, domattina devo lavorare" e io risposi che invece non avrei lavorato e ci addormentammo.
Poi mi svegliai da solo...e quell'uccellino era volato via!
Toru Watanabe
Pezzi di testi dei Beatles tratti da: "In my life", "Something", "All my loving", "We can work it out", e ovviamente la meravigliosa "Norwegian Wood".
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La vita è come una scatola di cioccolatini
Ancora una volta Murakami rergala un libro sensazionale. La cura dei dettagli, ogni minima attenzione verso l'ambiente esterno e l'impeccabile descrizione di ogni personaggio fa dell'autore un vero e proprio genio. Ho riso anche io leggendo le divertenti vicissitudini dello strambo Sturmtruppen, mi sono immedesimata un po' in Midori, e ho capito in senso largo, il protagonista. Forse è questo il dono più grande di Murakami: riuscire a trasmettere qualcosa che nessun altro scrittore riesce a ritrarre.
Anche se si è discostato dal suo solito mondo onirico, questo libro non perde quella magia, così avvolgente che ti percuote da dentro.
Un libro diviso a metá
Mi é servito piú di un mese per leggere la prima metá di questo libro. Un giorno per la seconda metá.
Sono una lettrice impaziente, ho bisogno di sentire i personaggi, e Watanabe e Naoko non riuscivano proprio a dirmi nulla. Li ho trovati troppo giovani per essere cosí profondi ed introversi, troppo 'strani' nel loro modo di essere e di relazionarsi, poco credibili. Piú quarantenni disincantati che adolescenti. Nonostante le descrizioni di luoghi e fatti, non riuscivo a capire cosa volessero, pensassero, perché agissero in un determinato modo.
Finché poi non entrano in scena Midori e Reiko, personaggi altrettanto complessi e complicati, ma vivi e carichi di cose da dire. Pur condividendo con i primi esperienze di vita difficili e traumatiche, sono in grado di utilizzare il proprio dolore per maturare e migliorarsi, invece che chiudersi in se stesse.
Ripensandoci alla fine della lettura, probabilmente non avrei potuto apprezzarli a pieno se non fosse stato per il contrasto con i primi. Ma mi é servita tanta tanta tanta pazienza.
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Ultimo aggiornamento: 01 Giugno, 2012
Midori
Questa è la seconda opera di Haruki Murakami. La storia è molto semplice e non ha colpi di scena, ma il modo di Murakami nel raccontare le cose mi affascina molto.
Ho amato molto il personaggio di Watanabe, l'ho trovato molto maturo perchè sembra che tutte le vicende che li sono successe l'abbia reso quasi inumano.
Non mi è piaciuto il personaggio di Naoko, credo che non si mai stata chiara con Watanabe (anche se è capibile perchè lei si comporta così). Reiko e Midori erano i miei personaggi preferiti anche loro con le storie particolari alle spalle ma molto carismatiche. L'autore al mio giudizio e meritevole per una buona lettura (perchè a me piace il suo modo di raccontare e nel soffermarsi nei particolari).
Ho ricercato le canzoni che cita il libro, e le ho trovate molto belle.
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Ultimo aggiornamento: 31 Mag, 2012
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Murakami Love.
Mettetevi comodi, sistemate i cuscini sul divano, accendete una candela, fumate una sigaretta in totale calma e premete play:
http://www.youtube.com/watch?v=lY5i4-rWh44
Ecco ora immaginate di non essere soli, immaginate di essere in una casetta totalmente immersa nella natura con Reiko, una signora di mezz'età con delle rughette deliziose che si formano attorno alla sua bocca quando sorride che suona per voi la chitarra, Naoko, una giovane perla, piccola, fragile, silenziosa e sensuale e Toru con la sua indecisione, le sue riflessioni e il suo continuo oscillare tra la vita e la morte.
Ora potete leggere la mia recensione con il giusto spirito...
Se volessi riassumere "Norwegian Wood" in poche parole potrei affermare che è un racconto di formazione, di crescita, di esperienza.
Un percorso che da adolescente fa diventare adulti.
Una crescita non sempre lineare, in cui non mancano i dolori, le sofferenza, le perdite ma in cui si susseguono anche passioni fugaci di una sola notte, amicizie di una vita e amori.
Amori ingenui.
Amori passionali.
Amori sofferti.
Amori spensierati.
Amori platonici.
E morte.
La morte come elemento purificatore dell'amore, che lo eleva ad obiettivo ultimo dell'esistenza di ognuno e a mezzo per superare il dolore e imparare a vivere.
"La morte non è l'opposto della vita, ma sua parte integrante. Tradotto in parole suona piuttosto banale, ma allora non era così che lo percepivo, ma come un grumo d'aria presente dentro di me. La morte era parte di quel fermacarte, parte indissolubile delle quattro palline bianche e rosse allineate sul tavolo di biliardo. E sentivo che noi vivevamo inspirandola nei polmoni come una finissima polvere. Fino ad allora io avevo sempre considerato la morte come una realtà indipendente, completamente separata dalla vita. Come a dire: 'Un giorno prima o poi la morte allungherà le sue mani su di noi. Ne consegue che fini a quando ciò non avverrà essa non potrà toccarci in nessun modo? Questo mi sembrava un ragionamento assolutamente onesto e logico. La vita di qua, la morte di là. Io sono da questa parte, e quindi non posso essere da quella. Ma a partire dalla notte in cui morì Kizuki, non riuscii più a vedere in modo così semplice la morte (e la vita). La morte non era più qualcosa di opposto alla vita. La morte era già compresa intrinsecamente nel mio essere, e questa era una verità che, per quanto mi sforzassi, non potevo dimenticare."
Un Murakami che con il suo stile limpido e semplice ci porta nella Tokyo del '68 animata da proteste giovanili e da clima rivoluzionario, ma soprattutto un Murakami che ci prende per mano e ci guida ad esplorare le corde più intime dell'animo umano, le fragilità, le insicurezze proprie di ogni uomo.
Un libro che, nonostante sia stato scritto nel 1987 non porta affatto su di sé il peso dell'età.
Un piccolo capolavoro immortale.
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Sensazioni dal Sol Levante
In Norwegian Wood, Murakami Haruki ripercorre a suon di musica l’adolescenza del protagonista, innamorato di Naoko, la ragazza del suo migliore amico morto suicida, e poi ricoverata in un ospedale psichiatrico, e di Midori, una ragazza con gravi problemi familiari. Non è la storia la cosa più importante, il quadro apparentemente semplice è allo stesso tempo complicato, ma la trama, come capita spesso nelle storie “giapponesi” è solo lo spunto.
E’ un romanzo di formazione, formazione intellettuale e sentimentale. Un faccia a faccia con la vita e con la morte, che non sono mai divise: non c’è separazione, benché sia un libro di grandi separazioni. Naoko e il protagonista, Watasabe Toru, hanno una relazione quasi esclusivamente epistolare, e, in alcuni punti, sembra che anche il rapporto di Watasabe con la vita, filtrato da musica inglese e letteratura americana, abbia le stesse caratteristiche.
Il migliore amico di Watasabe si suicida a diciassette anni. Uno dei compagni di stanza all’Università sparisce senza lasciare tracce: le Grandi Separazioni, i momenti di vuoto, le interruzioni e i ricongiungimenti, i Beatles e il Grande Gatsby e l’idea che tutto scorre, tutto continua, a nostro dispetto, che la morte e l’amore sono parte di un unico grande cerchio che continuerà a girare e girare: quello della vita.
Perciò questo romanzo, più che altri, è tipicamente “giapponese” nello stile pur non essendolo affatto nei concetti: la vita, una sorta di equilibrio instabile tra futuro e passato, è una catena di sensazioni con un presente che si riforma ogni secondo, mentre le parole cadono, dolcemente, come neve accompagnate da una colonna sonora immortale.
E i protagonisti sono sulla terra e in nessun posto, contemporaneamente. O forse sono dovunque, uniti gli uni agli altri da meravigliosi e nostalgici legami provvisori.
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nessuna opinione
Autore a me sconosciuto fino a quando una collega non mi ha parlato entusiasta di 1Q84 (che non ho ancora letto); così leggendo varie recensioni non malvagie su Norwegian Wood son partita da questo. Che dire...ecco mi risulta difficile parlarne perchè non mi ha lasciato nulla, anzi si, un senso di assoluta indifferenza per questa "qualunque" storia di personaggi "qualunque". Inoltre inutilmente prolisso, pagine e pagine praticamente uguali. Poteva almeno dilungarsi sulla narrazione degli ambienti, dei colori, degli spazi, del cibo, delle stagioni, dei sapori...insomma per poter stare un pò lì con loro...se lo ha fatto per me è stato insufficiente; e perchè mettere alla fine del libro il glossario dei termini..ma dimmi man mano che leggo ciò che mi può piacere conoscere!!! che odio andare alla fine ogni volta per leggere...uff!!!!
Non ricordo di aver mai abbandonato un libro durante la lettura ma ho faticato ad andare avanti fino alla fine.
Lo consiglio senz'altro, perchè il mondo è bello perchè è vario, e perchè non sono assolutamente dispiaciuta di averlo letto.
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Ultimo aggiornamento: 12 Aprile, 2012
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Lei giocava con il suo fermaglio per capelli...
Ho impiegato parecchio tempo a leggere questo libro, potrei dire che l'ho centellinato per godermelo pagina dopo pagina.
Tutti considerano questo il capolavoro di Murakami, avendo letto solo altri due romanzi ("Dance dance dance" e "1Q84") non sono in grado di dire se lo è oppure no, ma la domanda alla fine è: "Mi è piaciuto?"
Come gli altri suoi romanzi ti trasporta in un mondo molto particolare, un mondo quasi impalpabile anche quando tratta di cose reali (in questo romanzo non ci sono divagazioni oniriche come negli altri).
Personaggi e fatti hanno una strana consistenza, sono molto "delicati"...non so se rendo l'idea!
Lo stile è puro Murakami, con grande attenzione ai particolari.
Inizialmente ero un po' prevenuto perchè lo descrivevano come un romanzo triste, io, personalmente, non l'ho trovato così triste, piuttosto dolcemente malinconico, a tratti è anche divertente...nonostante gli argomenti trattati.
Tutto ruota intorno al protagonista, Toru, che rivive in un lungo flashback gli anni dell'università e, soprattutto, i rapporti problematici con le ragazze di allora.
(ATTENZIONE: DA QUI IN AVANTI CONTIENE SPOILER)
Lui è un personaggio piuttosto complicato, solitario, poco sicuro sul da farsi e attorno a lui ruotano, a turno, due ragazze.
Naoko era la ragazza del suo migliore amico di qualche anno prima, Kizumi, morto suicida senza dare segni premonitori a riguardo.
Naoko non si riprenderà più da quel giorno, allaccerà un forte legame con Toru, finirà in una casa di cura per malattie mentali e, alla fine, si suiciderà anche lei.
Midori, invece, è una ragazza conosciuta all'università, molto estroversa nonostante i lutti familiari, inizialmente fidanzata ma poi si affezionerà molto a Toru.
Lui si divide tra le due ragazze, si sente molto legato a Naoko anche per la sua fragilità mentale, fa molta attenzione a non ferirla ma, allo stesso tempo, si lega molto anche a Midori.
La prima rappresenta un rapporto poco legato al mondo reale, al contrario di Midori, un rapporto molto difficile da gestire anche perchè Naoko vive in una casa di cura in mezzo alle montagne.
Con Naoko è un dolce amore malinconico, puro sentimento, mentre con Midori lui si diverte molto, grazie al carattere estroverso di lei.
Il rapporto con Midori è un continuo avvicinarsi e allontanarsi determinato dal rapporto con Naoko.
Quando lei si suicida il mondo di Toru crolla, lui è assalito dai sensi di colpa e non sa più che fare nel mondo.
Sarà Reiko, la compagna di appartamento di Naoko nella casa di cura, a farlo tornare in se.
Reiko è una presenza fondamentale nel romanzo, ha quarant'anni, molto fragile mentalmente, ma diventa una sorta di grillo parlante (come si definisce lei stessa) per Toru, una confidente, un aiuto concreto per capire come comportarsi con Naoko e Midori.
Altre presenze più marginali sono Sturmtruppen, suo compagno di stanza all'università, e Nagasawa, suo unico amico all'università.
Quest'ultimo lo porta spesso in giro per locali a rimorchiare donne con cui poi vanno a letto, lui è molto abile in questo (nonostante la fidanzata) e si può definire uno che pensa unicamente al proprio interesse, eppure diventa molto amico di Toru.
Lui farà sesso più spesso con sconosciute che con Naoko e Midori.
Torniamo alla domanda iniziale: "Mi è piaciuto?"...sì, mi è piaciuto, mi son piaciute le sensazioni che mi ha dato.
Quando lui torna in città, dopo essere stato alla casa di cura tra le montagne, prova un senso di angoscia nel tornare al mondo civile, l'atmosfera di pace che si viveva in montagna era qualcosa di unico e questa angoscia te la trasmette.
Devo ammettere che ho fatto fatica a scrivere questa recensione, non sapevo che scrivere, non trovavo le parole per descrivere le sensazioni che ho provato, ho tralasciato qualcosa per non dilungarmi troppo e non sono soddisfatto di quello che ho scritto...ma forse è la sindrome di Toru.
...che strano, quando vedo un fermaglio per capelli penso subito a Naoko.
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Una piacevole scoperta
Questo è il primo libro che ho letto di Murakami, autore del quale avevo sentito parlare molto. A mio parere, lo scrittore, attraverso il suo romanzo ci vuole far riflettere su più tematiche. Credo che oltre la fatica di affrontare la vita adolescenziale riscontrata nei personaggi principali, l' autore ci lancia interessanti spunti di pensiero soprattutto sull' amore. L' amore può essere trattato come una vicenda che stravolge la vita di una persona (toru), una sofferenza struggente come quella che io leggendo, ho percepito nei confronti di naoko. Un amore che si nutre soprattutto di ricordi e speranze. Oppure esso può essere vissuto come un' amicizia intensa, sincerità, franchezza e piccoli gesti quotidiani.
Ma lo spunto più importante che l' autore mi ha trasmesso è il contrasto vita/morte. Il suicidio dei tre personaggi mi ha colpito parecchio e mi ha spinto a ragionare sui vari "perchè". Sono giunta alla conclusione che oltre ai contesto socioculturali, può influire molto la fatica di vivere il quotidiano o la debolezza emotiva o ancora la quasi ossessione per le paure della vita
A mio parere questo romanzo è straordinario soprattutto perchè parla di temi attualissimi. Mi sono piaciute moltissimo le descrizioni dei personaggi e delle situazioni delle quali, lo ammetto, a volte mi sentivo complice. Quindi credo di poterlo consigliare alle persone di tutte le età per la ricchezza e varietà dei contenuti e per il linguaggio semplice, incisivo e scorrevole.
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Indimenticabile
Ho letto questo libro sull'entusiasmo dei commenti positivi che ho trovato ovunque. Tra l'altro ho prima letto l'ultimo, 1Q84, e prima ancora di questo "After dark" sempre di Murakami. E' un piacere trovare la conferma di un certo stile e modo narrativo in tutti i suoi libri. Murakami, secondo me, è una lettura difficile che può piacere o lasciare indifferenti. A me piace, molto. Soprattuto Norwegian wood. E' una storia che entra in profondità e non ti lascia più. Mentre lo leggevo non sono riuscito ad assimilare tutti i risvolti caratteriali dei personaggi e la loro personalità in evoluzione durante un'età critica. Ma ancora oggi, a distanza di molti giorni dalla lettura, mi ritrovo a scoprire dei dettagli nuovi che mi erano sfuggiti. E mi ritrovo ancora immerso nella straordinaria atmosfera surreale creata da Haruki. La storia è molto semplice, ma il modo di narrare, benché possa sembrare poco ricercato, attrae il lettore in maniera tale che, scena accorgersene, si ritrova a sviluppare la storia come se lui stesso ne facesse parte.
Sono rimasto affascinato dal personaggio di Midori, una personalità talmente complessa e particolare da da coinvolgermi e turbarmi quasi come se fosse reale.
Il mio personale metro di giudizio sulla qualità di un libro assegna sempre il voto massimo a quei libri, e sono veramente pochi, che non riesco più a togliermi dalla testa e continuamente mi danno modo di ritornare a riflettere sulla narrazione.
Leggetelo...
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Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio, 2012
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Introspettivo, profondo, intenso
Fino ad ora, Norwegian Wood è stato il libro più bello che abbia mai letto.
I temi fondanti dell'intero romanzo credo siano quelli della morte e della vita, della solitudine e dei sentimenti verso gli altri. Per questi temi si ha la sensazione della loro apparente opposizione unita alla consapevolezza dell'importanza della loro imprescindibile correlazione.
Il protagonista è Toru, un ventenne appassionato di libri e musica, sincero, inquieto e solitario, il quale si interroga costantemente su cosa sia giusto e su cosa sia sbagliato nel suo modo di affrontare i problemi che lo riguardano come adolescente. Questi spaziano dalla sua solitudine al rapporto con gli altri, in particolare quello indissolubile nei confronti di due ragazze, Naoko e Midori, che lo attraggono entrambe in maniera irrefrenabile.
Il libro in sè mi è sembrato a tratti un pò triste, per via della storia che narra, ma ciò mi è apparso infine spiegabile considerando la sua profondità.
Una delle cose che mi è piaciuta di più è l'attenzione da parte dell'autore nella descrizione, a volte quasi simbolica, di luoghi e paesaggi, cibi e oggetti. Essi vengono presentati con un perfezionismo che entra nei particolari, anche e soprattutto quelli che riescono a completare una sorta di visualizzazione della scena da parte del lettore, che in questo modo risulta essere nitida e quasi totale.
Il libro è, a mio modo di vedere, avvincente, scorrevole e curato nei dettagli. E' consigliato se si vuole leggere un libro profondo, intenso, introspettivo e mai banale.
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felicemente triste
Subito dopo aver comprato NW, ho esplorato la rete in cerca di recensioni e commenti sul mio nuovo libro, e devo ammettere che sui primi mi sono leggermente scoraggiato, alla lettura di commenti che lo definivano triste, o pesante... ad oggi, dopo 3 giorni dall'acquisto e ore ed ore di lettura avida ed appassionata, lo posso definire come il più bel libro che abbia mai letto... Tralasciando commenti sul valore tecnico che credo sia indiscusso, ma che non sono in grado di giudicare complice anche la mia giovane età, il contenuto di questo libro è talmente grande, talmente potente, che lascia davvero qualcosa. La formazione di Toru durante tutto il romanzo, le sue esperienze, il progressivo allontanarsi dei ricordi, di ciò che lo teneva legato al passato, l'alone e la presenza dei "fantasmi" dei morti, che rappresentano i fantasmi che ognuno di noi ha e deve affrontare, sono tutti elementi che caratterizzano la crescita di noi ragazzi, presenti nella vita di chiunque perchè, seppur estremizzati in questo libro, la solitudine, o l'indecisione amorosa, sono elementi tipici della fase che tutti noi attraversiamo tra i 15 e i 20 anni, di cui io sono quasi a metà.
Lo spirito di Toru però, il suo progressivo diventare adulto, sono, almeno per me, note talmente positive da far quasi passare in secondo piano i decessi della storia, sono elementi che permeano il finale del libro di quell'allegria che caratterizza un lieto fine non necessariamente scontato e spiegato, ma solo lasciato intendere...
Ultima digressione su Nagasawa, il cui personaggio, nonostante sia egoista ed estremamente "bastardo", trovo da ammirare particolarmente, per via della sua filosofia di vita, della sua voglia di eccellere in tutto e per tutto, che lo rende un modello incredibile, il perfetto anti eroe per questa perfetta storia d'amore, anzi di crescita, felicemente triste...
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Alle origini di Murakami
Premetto che per me i romanzi di Murakami hanno sempre un'impronta particolare, per cui si fanno leggere direi quasi voracemente. Norwegian wood è il racconto di una fase del percorso di formazione che attraversa un giovane fuori dal comune fra l'adolescenza e l'età adulta.
In realtà molto è lasciato all'immaginazione del lettore, in questo Murakami conferma un supremo disisnteresse al cosiddetto "finale". La storia ti cattura, anche se manca quella capacità di ipnotizzarti che mi ha incantato in altre prove dell'autore; a mio parere, beninteso!!
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Il dolore e i ricordi...
Cos'e' Norwegian Wood? Un romanzo che affronta i temi della morte,del dolore,della loro accettazione o del loro rifiuto,ma che parla anche dei ricordi,dell'amore,quello fisico e quello cerebrale,del Giappone,così orientale eppure ormai così occidentalizzato,ma soprattutto della paura di vivere,dell'inquietudine sul proprio destino,della ricerca di una propria posizione,di uno spazio nel mondo. Murakami tesse tutto questo con una grazia e un'eleganza davvero rare,seguendo i ricordi del protagonista Watanabe attraverso gli anni universitari,impregnati di Beatles e Coca-Cola,birra e chitarra,ma soprattutto segnati dall'amore per due figure femminili straordinarie eppure così diverse tra loro,Naoko e Midori. Una finestra sul Giappone attuale e su quello che non c'è più...e su ognuno di noi,così influenzati dal passato e così timorosi del futuro...
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"La morte non è l'opposto della vita, ma una sua p
Bene.
Ho finito di leggere questo libro da poco (quasi una settimana fa) e, partendo dal fatto che io già adoro di per sé lo stile di Murakami Haruki, ho trovato questo un bellissimo libro.
è una storia che colpisce, che penetra nell'animo del lettore fino in fondo, ti riempie la mente, e, per quanto tempo passi dalla sua lettura, esso ti rimane sempre appresso, impossibile da dimenticare.
Forse il personaggio che ho apprezzato di più è stato Reiko, non so. è così complessa, la sua vita è stata così piena di difficoltà e paura, che la sua forza non può non colpirti immediatamente.
Naturalmente non meno amata Midori (di cui porto perfino il nome), una ragazza estremamente ... bhe, non so nemmeno come definirla. Lei è lei punto. Non c'è un aggettivo capace di descriverla, Midori racchiude insieme così tante cose che non è neanche lontanamente immaginabile racchiuderle insieme in una semplice parola. Perché Midori non è semplice. Lei è Midori.
E anche Sturmtruppen è un personaggio indimenticabile, così come Watanabe, Naoko e tutti gli altri (compreso Kizuki xD)...
Per concludere, posso dire che questo è assolutamente un romanzo da non perdere.
Sayonara.
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Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 2011
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Il tuo modo di parlare mi piace un sacco...
...Giro la frase che ripete a più riprese Midori al protagonista Watanabe direttamente a Murakami. Il nostro si dimostra un autentico maestro di parola e ci avvolge -tiepidamente- con una storia dalla trama apparentemente semplice ma dal contenuto "straordinariamente intenso".
"Norwegian Wood" porta con sè un gusto pieno, una sensazione mista fatta di convenzionalità e tragedia, ma sopra tutto regna incontrastato un particolare sentimento, una difficoltà costante che si riflette su ogni più piccola azione del protagonista. Paragonerei la lettura di questo romanzo all'appagamento fornito da un buon bicchiere di vino rosso di una certa consistenza, o come il conforto che riescono a dare thè caldo o cioccolata calda durante le fredde giornate invernali.
"Norwegian Wood" si fa divorare, ci si affeziona ai protagonisti e al loro rapporto in maniera istantanea. Murakami mi ha fatto adorare ogni piccolo intreccio, mi ha in qualche modo destabilizzato, catturato, sedato e adagiato su una strana ma piacevole sensazione di appagamento. E' strano leggere un libro come questo senza affezionarsi ad una ben precisa relazione, ogni riga e ogni storia sono narrate cosi bene che diventa impossibile farsi anche la più piccola delle scalette preferenziali.
Watanabe è un personaggio cardine riflessivo, un personaggio che si pone (a mio modo di vedere) in maniera giusta ed equilibrata con tutto. Sia con gli amici (sono personaggi davvero unici e particolari Nagasawa e Sturmtruppen), sia quando c'è da far galoppare i sentimenti. Modi opposti ma entrambi speciali i rapporti/dialoghi con Naoko e Midori (senza omettere un altra figura cardine come Reiko), l'uno eccezionalmente intenso e se vogliamo "ultraterreno", l'altro quasi buffo,"folle" e reale.
Elogio particolare infine per come come vengono trattati e "usati" argomenti sempre spinosi come morte e sesso, nonostante certe parole rimangano sempre le stesse bisogna tessere sperticate lodi a Murakami per come riesca a far apparire il tutto sotto una luce di candida "innocenza".
Non mi resta che lasciare una citazione e consigliare "Norwegian Wood" a chi vuole esplorare ed esplorarsi. Per chi vuole capire e capirsi, ma più semplicemente per chi vuole leggersi una bella storia drammatica, chiaro/scura narrata con lucentezza invidiabile.
"La morte non è l'opposto della vita, ma una sua parte integrante".
Sayonara.
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UN MURAKAMI DIVERSO DAL SOLITO!
E' stato il primo libro di Haruki che ho comperato, per caso oserei dire.E devo dire che è favoloso, una storia intrigante, forse non nuova e nemmeno conciliante con le solite storie di questo scrittore, cosi oniriche e strane nel loro complesso. Ma ci s'innamora dei suoi protagonisti, ognuno con la propria storia, con le proprie emeozioni e Haruki ci rende partecipe delle loro sensazioni di adolescenti!
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Gli aspetti bui della vita
Ho quasi diciotto anni e ho appena finito di leggere questo libro. Forse non ho ancora l' età per comprendere pienamente ciò che l' autore voleva comunicare ma sinceramente il libro non mi è piaciuto più di tanto. Il ritmo è lento e ho sempre atteso che succedesse qualcosa. Mi è sembrato tutto un pò troppo statico e monotono. La storia è tristissima. Ben tre personaggi si uccidono. Il protagonista, Nagasawa, influenzato da tutte queste perdite, sprofonda anche lui in momenti di profonda tristezza e, sinceramente, penso che, doppo tutto questo dolore e questo sconforto, dovrebbe esserci anche un pò di spazio per la speranza. Certo, non sempre tutto finisce bene, ma la fine del tutto mi sembra fin troppo tragica. Lascia un senso di vuoto, di smarrimento, come se la vita fosse per lo più una sofferenza. Aspettavo molto di più.
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Ultimo aggiornamento: 10 Aprile, 2011
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Il male di vivere
Ho trovato questo libro molto difficile da recensire, mi ha lasciato sensazioni anche contrastanti, alcune parti mi sono piaciute moltissimo in altre ho trovato delle forzature (il susseguirsi di suicidi è un pò inverosimile...).
In certi momenti è quasi poetico ma c'è una tristezza di fondo addirittura tangibile, che ti resta davvero addosso.
Watanabe, il protagonista, passa dalla gioventù all'essere un giovane uomo tra mille dubbi , qualche sbaglio, spesso sul filo sottile teso tra il rinchiudersi in un piccolo mondo di solitudine dove sentirsi al sicuro e le emozioni e i rischi di chi ha scelto di vivere a costo anche di soffrire.
Il suo è un lungo cammino sulla strada per costruirsi una morale, dei valori , dei sogni, un pezzo alla volta pagina dopo pagina, facendo quello che gli sembra giusto e non ciò che ci si aspetta da lui.
E' un libro sui dubbi, sulle paure di una generazione, sul male di vivere , sulla difficoltà di comunicare e di capirsi.
Ci sono personaggi troppo deboli come Naoko, impaurita dalla vita, che si rifugia in un luogo lontano e isolato e crea attorno a se un soffocante muro di dolore e solitudine che nessun affetto può sgretolare e dove nessuna luce può filtrare a rischiarare le tenebre , o egoisticamente troppo forti ed arroganti come Nagasawa .
Ma c'è anche il bellissimo il personaggio di Midori che ,ferita dal destino, si cura le ferite con coraggio ed entusiasmo e lotta per riprendere il suo posto nel mondo.
Questo romanzo è a tratti una celebrazione del valore dei ricordi, di quello che portiamo in noi vivendo, di coloro che abbiamo amato e perduto perchè , come dice Haruki riprendendo un concetto già espresso nel Paradiso Perduto di Milton , la morte non è l'antitesi della vita ma solo una sua parte intrinseca.
Mi sono sembrate eccessive le scene di sesso , quasi fuori luogo rispetto al lirismo di alcune parti del romanzo, poi ho capito il contrasto tra l'anima e la "carne". Spesso i sentimenti e la ragione non permettono agli esseri umani di raggiungersi e comprendersi, il sesso diventa un modo per entrare in contatto e comunicare dove le parole non arrivano , ma senza la passione ad alimentarlo è solo un vuoto esercizio fisico.
Una bellissima massima orientale recita : "Ieri è il passato, domani è un mistero, oggi è un dono..." , chi fa suo questo pensiero sceglie sempre di vivere per quanta paura possa fare.
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Semplicemente...bello
Ho chiesto un consiglio per un romanzo giapponese di un autore contemporaneo e mi è stato detto "...Leggi 'Norwegian Wood', tanto per cominciare." E credo che non potevo cominciare meglio....Le emozioni che mi ha suscitato sono state veramente molte ed intense.
Storie di ragazzi, perlopiù studenti universitari nel Giappone del 1968, sullo sfondo di rivolte studentesche, appena accennate per dire il vero, e vicende personali. Storia di Toru, un ragazzo che, nella sua difficoltà di crescere e scoprire il valore delle cose vere della vita, di scoprire l'amore o l'amicizia, si troverà a doversi confrontare, giovanissimo, con il dramma ed il mistero della morte di persone care. Amici o ragazzi che crescono insieme, si confrontano, si scontrano,, ognuno alla ricerca della propria strada personale, di quel "senso della vita" che è poi la ricerca di tutte le persone che sanno guardare il mondo e guardarsi dentro con coraggio e senza superficialità.
Un romanzo dove i ricordi bruciano come ferite mai guarite e che mai smetteranno di sanguinare completamente, perchè sono ricordi di persone incontrate e poi mai più riviste, perse o scomparse per sempre, in una girandola di incontri casuali,o desiderati. Di viaggi alla ricerca di Naoko, la ragazza amata ma che non può contraccambiare l'amore di Toru perchè altrimenti si "sgretolerebbe" come dice lei stessa. O i momenti vissuti con la vulcanica Midori, vera forza femminile quasi animalesca, nella sua esuberanza e voglia di sentirsi viva. Il confronto tra l'amore carnale, il sesso e l'amore spirituale, profondo e viscerale poi è un tema che assilla Toru ed al quale, in fin dei conti, non riesce a dare risposta.
Un senso di profonda nostalgia pervade tutto il racconto e fin dalle primissime pagine, l'autore ci comunica che, attraverso un pensiero di Toru ormai maturo, "...la mia mente andò a tutte le cose che avevo perduto nel corso della vita. Il tempo passato, le persone morte o mai più riviste, le emozioni che non possono rivivere."
Ogni lettore, con un pò di vissuto alle spalle, "sentirà" riaccendersi in sè le nostalgia dei propri ricordi, delle persone ormai perdute ma che continuano a "vivere" in noi come tracce indelebili di un passato che ci costituisce e ci plasma, dove, in fin dei conti, la nostra "vera identità", come quella di Toru, è forse la somma, certo non matematica ma emotiva, delle tracce che le persone importanti che abbiamo incontrato e poi perduto, hanno lasciato in noi.
Un romanzo da leggere, per incontrare personaggi indimenticabili, per ricordarci di romanzi eterni come "La montagna incantata", "Il grande Gatsby", letti dal protagonista, per riscoprire la musica dei Beatles, per fare lunghe passeggiate a Tokyo o nei boschi della clinica dove si impara a guarire dai mali della mente da soli, con le proprie forze e scoprire che il "viaggio" dentro noi stessi dobbiamo necessariamente affrontarlo sempre da soli.....
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D'amore morte e solitudine..
"Norwegian Wood" è un'opera interessante, intrisa di una poeticità descrittiva che aiuta a metabolizzare l'immensa tristezza di cui è permeata la storia.
Siamo nel Giappone di fine anni '60, nel periodo della contestazione studentesca, e i punti di riferimento dei giovani nipponici non sono così distanti da quelli dei loro coetanei europei e americani.
Toru Watanabe legge Salinger, Fitzgerald e Thomas Mann e ama i Beatles e il teatro.
Si potrebbe pensare di essere davanti a un Giovane Holden in salsa orientale, ma c'è di più: c'è il dramma della solitudine, la difficoltà di esprimere i propri sentimenti e l'incapacità di adattarsi a una società che, malgrado i fervori rivoluzionari, ribolle di ipocrisia.
Toru vive circondato dalla morte e ne accetta malvolentieri la sua onnipresenza nella storia della sua vita.
Ci sono due donne: la fragile Naoko e la vitale Midori: la prima è l'amore ideale, e proprio per questo sempre lontano, impalpabile, etereo; la seconda è l'amica del cuore, esuberante, eccentrica, incredibilmente invadente e loquace, ma proprio per questo irresistibile.
Nel continuo sforzo di costruirsi una sua etica personale, in un mondo che è sempre più caotico e incoerente, Toru parla poco e ascolta molto, si macera nelle sue amarezze e nei suoi pensieri, ma non rinuncia, finché può, a ironizzare sulla vita e a godere dei piccoli barlumi di luce che sembra offrirgli.
E' un romanzo che inquadra alla perfezione la solitudine umana e che tocca con immensa sensibilità la piaga del suicidio giovanile, ancora ora vivissima in Giappone.
Non lo consiglio a chi sta attraversando un periodo buio:
è intessuto di una malinconia tale che ti si appiccica addosso come la pece ed è difficile da mandar giù.
Tuttavia è così ben orchestrato che i picchi di drammaticità sono sempre, o quasi, controbilanciati dalle vulcaniche trovate di Midori, autentica ancora di salvezza della storia.
E' lei che consente al lettore di riprendere fiato, e il suo è uno dei ritratti femminili più riusciti e interessanti della letteratura degli ultimi decenni.
Da un punto di vista stilistico è un ottimo romanzo: scorre liscio come l'olio e non è mai superficiale, riesce sempre a incantarti con immagini suggestive e mai scontate.
Globalmente un buon romanzo, anche se psicologicamente impegnativo.
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Un percorso esistenziale alla scoperta di se stess
Il romanzo di Murakami è un’originale opera narrativa, che pone in primo piano i profondi valori dell’interiorità, senza angustiare i lettori con retoriche elucubrazioni intellettualistiche. Le pagine scorrevoli e dirette catturano e incantano, pur affrontando contenuti di grande spessore morale. Il testo può essere identificato come “l’educazione sentimentale” del giovane Watanabe, che interrogandosi continuamente sulle varie sfaccettature della sua identità e soprattutto sui sentimenti, cerca di pervenire ad una completa maturazione e scoperta di se stesso.
L’inizio del libro risulta di grande effetto psicologico: il protagonista nel sentire la canzone: “Norwegian wood” dei Beatles, si sente sconvolgere, in quanto questa gli ridesta emozioni forti di un passato non dimenticato. E noi ci rispecchiamo subito nel personaggio: quante volte nell’ascoltare un brano musicale legato ad un’esperienza significativa non del tutto sepolta nella nostra mente, sentiamo riaffiorare sentimenti, situazioni di grande impatto... Sono queste pagine veramente uniche: che cosa sono i ricordi? Perché essi scompaiono, si perdono, quando noi ci sforziamo di farli riemergere? Attraverso una ricerca di tipo proustiano, il protagonista fa di tutto, per potenziare la forza del passato. E qui con un flashback inizia il romanzo vero e proprio. Due donne molto diverse tra di loro hanno segnato Watanabe: Naoko e Midori. La prima indubbiamente così tenera, delicata, romantica, fragile rappresenta la dimensione del sogno, dell’irrealtà. La sua difficoltà di trovare “le parole” raffigura l’incapacità di riuscire a rendere tangibile il proprio mondo emotivo. Il protagonista vede in lei tutto quello che avrebbe voluto trovare nella donna ideale. Quante volte abbiamo pensato come sarebbe stato bello attualizzare ciò che fa parte della dimensione immaginaria. Le due entità, reale e fantastica, possono incontrarsi? Ed ecco arrivare l’altra donna altrettanto importante per Watanabe: Midori. Lei, pur possedendo una sensibilità straordinaria, ha vissuto esperienze dolorose e sa affrontare le difficoltà con grande energia. Il livello della realtà è costituito proprio da lei. I due riescono a stabilire una comunicazione intensa, profonda. Watanabe a questo punto deve operare una scelta…….
Nella formazione morale del giovane trova grande spazio il dubbio e non solo in riferimento alla sua vicenda amorosa. Come possiamo definire il carattere di Watanabe? Lui è un giovane che va sempre alla ricerca di ciò che è giusto, dei valori umani. Il fine di ogni condotta deve essere ispirato all’autenticità. Perché tanti giovani, sembra chiedersi, non si interrogano e si limitano ad azioni contraddistinte dall’esteriorità e dalla finzione? Un personaggio importante del romanzo è Nagasawa: in un certo qual senso rappresenta ciò che Watanabe non è, né vuole essere. Si sente superiore agli altri, ma viene attirato dalla forza morale di Watanabe. I due si frequentano, ma ciò che il nostro eroe non accetta è l’indifferenza dell’amico per i rapporti umani.
Murakami riesce anche stabilire un incontro tra cultura giapponese e occidentale: i modelli di Fitzgerald, Salinger, Dickens rendono la sua opera quanto mai completa e universale.
Indubbiamente il romanzo risulta esser profondo, chiaro nell’espressione ed emotivamente coinvolgente; molti lettori si sono identificati nella vicenda e nel percorso del protagonista, facendoli propri.
In definitiva la lettura di tale testo può rappresentare un’occasione unica per condividere l’itinerario esistenziale di Murakami... alla scoperta di se stessi.
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STRAORDINARIO
Assolutamente straordinario il romanzo, probabilmente più celebre, dello scrittore Aruki Murakami, che tra l'altro è stato anche in corsa per il nobel per la letteratura. Un libro delicato e profondo che coinvolge ed appassiona il lettore delineando con estrema chiarezza i personaggi principali, riuscendo a trasmettere quel senso altalenante di piacere e dolore dovuto al susseguirsi delle situazioni. Al termine della lettura non strappa sorrisi o felicità ma anzi lascia un forte senso di tristezza che però fa riflettere sulla vita e sulle opportunità che essa ci dà. Sinceramente uno dei migliori libri mai letti
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tokyo blues
Turu e Naoko,due ragazzi,uniti da una tragedia che ora li unisce...La fragile Naoko non riesce a lasciarsi andare per paura di "sgretolarsi"....vorrebbe aggrapparsi a Turu per sempre ma e' ben consapevole che non puo' essere possibile...ambientato in giappone nel sessantotto...ideali politici e culturali,rivolte studentesche...insieme si mescolano altri personaggi anch'essi inquieti...Una storia intensa e drammatica ma ricca di giovinezza...un libro che e' diventato un mito...l'autore affronta gli argomenti con grande stile...alcune pagine da "groppo in gola"...la triste e dolce Naoko e' una figura indimenticabile...
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indimenticabile
devo premettere che ho legame molto personale con questo libro, e' legato a una storia d'amore molto intensa che ho vissuto 10 anni fa, nessuno di noi due ha fatto una fine tragica per fortuna e siamo tutt'ora amici ed entrambi felicemente fidanzati! pero' mi ha fatto piangere c'erano dei punti che lui aveva sottolineato che ricordavano noi due insieme. a parte questo bello, forte dei personaggi straordinari. Naoko il personaggio piu' tormentato del libro, un libro non solo tragico ma anche pieno giovinezza, d'amore e d'amicizia! toccante perche' scritto con stile ci sembra di vivere la storia insieme ai personaggi! haruky murakami uno straordinario autore della letteratura giapponese!
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controverso
La trama, nella sua tristezza, è sicuramente avvolgente e fa capire una volta di più come nella terra del sol levante l'icomunicabilità nei sentimenti la faccia da padrona.
Lo stile pare a volte lento ma questo non è altro che la sensazione che lo scrittore vuole trasmetterci:attesa e sconforto.
Per chi ama la scrittura nipponica.
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Bonjour tristesse
La depressione che circonda tutti i personaggi del libro è sorprendente, ma l'autore ha scritto bene tutta la storia, densa di sentimento e di nostalgia verso una perfezione che non esiste. Tutti ingredienti per cui nutro interesse e per certi versi hanno espresso in parte qualcosa di personale.
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In compagnia delle lucciole
Ho avuto il piacere di conoscere Murakami, finalmente. Erano anni che vedevo il suo nome tra gli scaffali, anni di letture orientali certo, ma che mai aveva sfiorato il saggio Haruki. La nuova edizione dell’Einaudi mi ha attirato. In un nome, il motivo: Giorgio Amitrano. Traduttore che conosco molto bene, essendo BANANA YOSHIMOTO la dea del mio oceano di libri. Si da il caso che il caro Giorgio traduta da sempre l’amata Yoshimoto. La nuova edizione di Norwegian Wood si avvale di una sua semplice, lineare ma gustosissima introduzione. Non potevo non prenderlo.
Le pagine scorrono veloci. Scivolano quasi. Murakami mi piace sempre di più. Scorrono i suoi pensieri sulla mia lingua… ripeto le frasi del libro, cercando di dare un senso alla sua scrittura misticheggiante e meravigliosamente poetica. Molte sono le immagini che stanno restando nella mia mente. Man mano che procedo nella lettura, vedo Toru, il protagonista, sempre li, su un terrazzo, nel buio della sera, in compagnia delle lucciole. Non dice nulla, guarda il panorama, e con esso la sua vita.
Murakami… poeta meritevole. Davvero. Credo che leggerò qualcos’altro di suo. Merita.
Arriva in un momento difficile della mia vita. Momento sterile. Di vuoto e di deserto. Parole che non attaccano, che non fanno presa… Murakami è riuscito nell’impresa di farmi sorridere e sospirare. Non è poco. Per nulla.
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Ultimo aggiornamento: 22 Novembre, 2008
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Il giovane Toru
L'autore definisce il romanzo 'molto personale' e riporta, nel post scriptum: 'questo libro può piacere o non piacere proprio come posso piacere io come individuo'.
E' un libro sull'adolescenza, sulle difficoltà della vita, che parla d'amore (senza sentimentalismi ma con minuziosi particolari) e di morte.
Pur trovandolo più impegnativo rispetto al Giovane Holden e 'non affatto leggero' come scrive lo stesso autore, a tratti è divertente e ironico.
La prima metà del libro è stata scritta in Grecia, la seconda in Italia, tra Roma e la Sicilia.
Il titolo del romanzo prende il nome da una canzone dei Beatles; frequente è, infatti, il ricorso alla musica.
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Norwegian wood
Fate vostra questa storia...é uno di quei libri che non si dimenticano perchè autentici e penetranti e in cui ci rispecchiamo nelle vicende per la loro semplicità e profondità allo stesso tempo...come le vicende della vita di tutti noi d'altronde.......Consigliatissimo!!!!!!!!
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Epico, è entrato nella storia della cultura giapp
Non ci sono parole per descrivere questo capolavoro. Una pietra miliare della letteratura giapponese... Davvero non leggerlo sarebbe un errore. epico, mozzafiato, intrigante, innocente, fashion, arrogante...INDERSCRIVIBILE!!!
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memorabile
Gran bel romanzo. Giapponese? Di orientale nel libro c’è solo il cibo mentre il giovane Toru è completamente imbevuto di cultura occidentale, a partire dai Beatles . Watanabe, novello Holden,
percorre la sua giovinezza costantemente in bilico tra incanto e disincanto, vita e morte, azione e rassegnazione , nella sostanza incapace di comunicare con le due donne della sua vita, in una tensione lirica in cui manca completamente il sentimento giovanile della ribellione e della rabbia.
Watanabe, per la sua età, è un atarassico saggio ed il suo stupore è anche quello del lettore.
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imperdibile
E' il libro più conosciuto dell'autore giapponese, benché differisca notevolmente dai suoi romanzi basati soprattutto sul mistero della quotidianeità, fra realtà e sogno.
Non manca pero' l'onnipresente critica lucida nei confronti della società giapponese e dei suoi paradossi.
Qui ci troviamo dinanzi alle confessioni improvvise del protagonista che, all'ascoltare per caso una canzone durante un viaggio in aereo, si trova a rivivere nel ricordo il percorso compiuto in adolescenza : l'amore, il destino, la malattia, la maturità dei sentimenti.
Una storia molto delicata nei suoi contenuti, malgrado la volontà di raccontarli schiettamente. Un libro profondo, divertente, bello e struggente. Murakami sa come portare per mano il lettore lungo le pagine dei suoi romanzi.
Consigliato vivamente a chi vuole saperne un po' di più del Giappone e dei suoi abitanti.
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Sensazionale!
Ho scoperto questo scrittore leggendo un romanzo di uno scrittore italiano, Lorenzo Licalzi e... sono stato rapito!
Ho trovato nel suo modo di scrivere tutta la sensualità che i libri, spesso, non riescono a sprigionare. La rudezza nell'esprimere un atto d'amore, la cruda realtà della passione, del fuoco che divora. L'imperfezione dei personaggi. La loro umanità. E Murakami, non a caso, incarna in pieno il narratore ideale. Il romanzo è una storia d'amore. Una storia di folle determinazione; "amare a tutti i costi". Tradendo, impazzendo, soffrendo, combattendo. La morte, è vera protagonista della storia, che aleggia sopra ogni personaggio. Il ricordo di qualcosa perso per sempre e la perdita, sempre più densa, di ciò che si crede di possedere.
Questo libro merita di essere letto nella vita. Perchè mai nessuno, come Murakami, è riuscito ad imprimere in fatti quotidiani, condannabili e deplorevoli, il segno indelebile del sentimento più puro, e più indecente. Quello che unisce due esseri umani per sempre.









