Gialli, Thriller, Horror

La bambina senza cuore

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3.3 (1)
La bambina senza cuore
Whisperwood, 1890. Lola, dodici anni, si risveglia nella buca di neve in cui è stata sepolta. Non ricorda nulla. Sul suo petto una ferita aperta, testimone di un gesto efferato. Whisperwood, 1990. La vita di Nathan, quattordici anni, cambia la sera in cui decide di infrangere il coprifuoco che vige a Whisperwood. L'incontro con Lola, la pallida fanciulla che abita in un cimitero in rovina con un angelo di marmo, un gargoyle e un poeta dall'animo inquieto, sconvolgerà la sua esistenza per sempre. Un viaggio a ritroso nelle pieghe del tempo. Un'antica maledizione. Un tortuoso percorso verso la verità.

Letteratura italiana

L'addio

Valutazione Redazione QLibri
 
4.5
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2.1 (2)
L'addio
"Mi chiamo D'Arco e sono uno sbirro morto." Comincia così questo romanzo. Il protagonista è un uomo pieno di dolore. La città dei vivi e quella dei morti sono vicine, comunicanti. La polizia dei vivi e la polizia dei morti sono in contatto e collaborano, quando devono risolvere i casi più difficili. Ma c'è un'altra cosa, che però nessuno sa dire: quale dei due mondi venga prima. Ora D'Arco deve tornare nel mondo dei vivi, nel quale fu ucciso, per fermare un massacro di innocenti. Ma, se la morte venisse davvero prima della vita e il male prima del bene, come si potrà invertire la spirale? D'Arco ci proverà perché ha una formidabile guida: un bambino dal cranio rasato, una creatura con il collo percorso da una cicatrice prodotta da una collana di filo spinato, ma con la stessa sete di giustizia. Una coppia di eroi fragili e indistruttibili, individui solitari disposti a dare tutto per difendere chi sia stato umiliato.

Letteratura italiana

La provvidenza rossa

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3.0 (1)
La provvidenza rossa
Questo romanzo è un mistery, sono inventati il crimine che scatena la vicenda, la trama, e la soluzione finale, e sono fittizi i protagonisti; ma è pure un pezzo importante di memoria, come forse sarebbe difficile riportare con la stessa evidenza in un saggio di storia. La memoria di cosa fu un grande partito, di come funzionava la mente di dirigenti e militanti, di come si muoveva l’invisibile macchina del potere e del contropotere in una grande metropoli negli anni fine Settanta, poco prima che l’omicidio Moro scompigliasse la storia d’Italia. Milano, autunno 1977, zona Sempione. Una sventagliata di mitra ha ucciso una giovane fioraia. Accanto al corpo, nel chiosco di via Procaccini, una copia dell’«Unità», perché Bruna Calchi, la vittima, era un’iscritta al Pci, dirigente della sezione e del circolo Arci, dove si occupava di teatro e di diritti gay; bella ragazza, molto conosciuta anche per la sua spigliata esuberanza. L’inchiesta poliziesca parte con tutta la prudenza del caso delicato, affidata a un giovane funzionario, moderno e progressista ma capace di stare al mondo; e subito incorre in un primo mistero: l’arma del crimine, una Maschinenpistole, i famosi Mp 40 in uso alla Wehrmacht, riemersa chissà come dalla Seconda guerra mondiale. Contemporaneamente, «per evitare eventuali provocazioni e trappole», muove la controinchiesta del Pci. Se ne occupa il vecchio Peppe Dondi con il suo vice ingegner Cavenaghi. Peppe, un ferreo partigiano di quelli che hanno attraversato guerre civili, guerra e clandestinità, ingaggia con la polizia una corsa volta a scoprire prima la verità per occultarne un’altra.

Letteratura italiana

Rosso pompeiano

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2.3 (1)
Rosso pompeiano
Quale filo segreto unisce l'assassinio della bellissima figlia di un notabile, una sconcertante "presidentessa dei tintori", una splendida meretrice, un giovane schiavo greco e l'erudito Plinio il Vecchio, capo dela flotta romana a Miseno? Storia di un'indagine su un caso di omicidio, Rosso pompeiano è anche il riflesso dell'eterno contrasto tra legge e sentimento, diritto e crimine in un insolito e coinvolgente mystery che la dislocazione in un altro millennio rende più struggente e più lancinante.

Letteratura italiana

Noi che gridammo al vento

Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
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Noi che gridammo al vento
Aprile 1980. Stella lascia Basilea, dove lavora all'Università, e parte all'improvviso per Piana degli Albanesi, in provincia di Palermo. Appena arrivata, fa amicizia con Eva, Ditria e Vito. Ma forse non è la prima volta che li incontra. Forse doveva tornare in quella terra per scoprire l'origine degli incubi che la tormentano. Anche George, 'u miricanu, arriva a Palermo dagli Stati Uniti. Ha una missione: parlare con chi comanda - in Sicilia e non solo - di alcuni misteriosi documenti che potrebbero far vacillare la stabilità della Repubblica. Poi c'è Francesca, Ceschina per gli amici. Si aggira per i feudi attorno a Piana con una mitraglietta nello zaino, e se il primo maggio sale sempre a Portella non è per partecipare alle celebrazioni. Loriano Macchiavelli scava ancora una volta in uno dei nodi oscuri e irrisolti della nostra storia, rievocando la madre di tutte le stragi italiane.

Letteratura italiana

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