A proposito di Ute A proposito di Ute

A proposito di Ute

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di A proposito di Ute, romanzo di Piero Soria edito da Mondadori. Modica, il collega-avversario del commissario Lupo, è in coma. Ha un proiettile in testa. Non si sa se se la caverà. È stato trovato riverso su un barcone del Po tirato in secco ai Murazzi di Torino. È la vigilia di Natale, nevica. La questura è in subbuglio. Non sembra un delitto di malavita, piuttosto una vendetta familiare. Ma il problema è proprio questo: nessuno sa niente di Modica, né del presente, né del passato. Perché è sempre stato un sopportato: accettato per la grinta, ma mal visto per le sue inesauribili invidie. È talmente antipatico, e dunque privo di amici e sostenitori, che s'ignora persino dove abiti. Brutta matassa: Lupo trova il primo filo in Viola Camicia, ex maîtresse di un vecchio bordello trasformato negli anni nel fantasioso e stravagante Ostello Gioioso, ristorante con foresteria, gestito dalle antiche "ragazze" con nuove regole affisse in ingresso: "Se l'esimia clientela vorrà accedere alle gioie delle camere da letto dovrà prima aiutare i nostri orfani nei compiti ed esaudire le loro curiosità". Tra i piccoli adottati c'è anche Modica. Una vera rivoluzione d'affetti iniziata nel lontano 20 febbraio 1963, quinto anniversario della Legge Merlin, quando un misterioso cliente svizzero si presenta a Viola con una proposta strabiliante: "Porterò Ute a partorire qui: è una quattordicenne con la sindrome di Tourette. Lei si occuperà del bambino. In cambio, quando il ragazzo raggiungerà la maggiore età, riceverà in dote una fortuna". Ed è proprio Viola a fornire la prima traccia a Lupo: Modica, da sempre alla ricerca della vera madre, ha trovato all'improvviso una pista che, se proprio non conduce direttamente a Ute, almeno indica come punto di partenza le languide colline del Tanaro sul bordo di Langhe, Roero e Monferrato. Lupo si mette perciò sulle sue tracce e, passo dopo passo, ricostruisce una trama umana che affonda nella guerra e nella Resistenza in un vigoroso affresco contadino denso di amore e di rancore. E che prosegue, di scoperta in scoperta, nel fascinoso viaggio ad Aachen, l'antica e seducente Aquisgrana di Carlo Magno, sui sentieri di un'inquietante saga tedesca intrisa di storia, leggende e oscure vendette. Popolata da un vivido e bizzarro presepe di personaggi capaci di commuovere e turbare. Poi c'è Greta, la moglie tedesca di Lupo, a tradurre lingua e sentimenti in una sorta di indagine coniugale che sì la riporta a casa, ma finisce anche per coinvolgerla personalmente a causa di una vecchia zia con la stravagante passione per i cuochi, le bambole e le omissioni. E Modica sopravviverà? La drammatica soluzione durante un insolito brindisi in questura e un ironico Capodanno nell'ex Maison, presenti tutte le donne dei poliziotti che hanno sacrificato feste e famiglia per catturare il carnefice di uno di loro.

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A proposito di Ute 2010-01-02 16:13:19 marcello
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Opinione inserita da marcello    02 Gennaio, 2010

A proposito di Ute

L'unico commento che mi permetto è polemico, una polemica nei confronti di una polemica. Mio caro sig. Marco, del 23 ott. 2009, il presepe vivente lo definisce "straordinario" poi analizzi la frase "prolungamento fantastico dei mestieri e delle attività quotidiane" e vedrà che non è un denigrare paesi e persone, terzo il Bambinello è meglio sia in plastica, con le temperature che avete a Montaldo a dicembre. Ha fatto molto male a non finirlo.

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A chi ama il poliziesco e l'intrigo mai banale
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A proposito di Ute 2009-10-23 09:49:57 marco
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Opinione inserita da marco    23 Ottobre, 2009

una brutta lettura

prima di denigrare il piccolo paese di Montaldo Roero il "signor" Soria dovrebbe pensarci bene. In un paese di 400 anime che si prodiga ogni hanno a fare la rappresentazione del "Presepe vivente" tutto all'aperto nelle vie e nelle cantine del paese, lo scrittore lo descrive con "la Madonna ubriaca e il paese pieno di piscio in giro e il gesù bambino un bambolotto di plastica" Il resto del libro mi sono rifiutato di leggerlo... poi ho visto il signor Soria di porsona un giorno e anche "a pelle" non mi è piaciuto.

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A proposito di Ute 2009-05-11 18:14:01 PIERSANDRO
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PIERSANDRO Opinione inserita da PIERSANDRO    11 Mag, 2009
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Niente male!!!

Belli i discorsi in dialetto piemontese, forse a lungo andare ci si incasina un po' con tutti i personaggi che mano a mano entrano in scena, comunque un bel libro con un piccolo colpo di scena finale....se possiamo definirlo così.
P.S. E' stato il primo libro che ho letto di Soria sicuramente ne leggerò degli altri complimenti ancora!!!!

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