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A regola d'arte

Letteratura italiana

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L'ultimo capitolo della saga di Peter McBride. La testa riversa da un lato, appoggiata alla corda ben stretta intorno al collo, la bocca aperta, contorta nella smorfia di un dolore ormai svanito, le braccia distese lungo i fianchi, i piedi inguainati in eleganti scarpe firmate, sospesi da terra. Sul pavimento, poco distante dal corpo, un biglietto: «Effetto Brexit. Suicidio di un broker». Proprio di fronte all'istallazione esposta in una galleria molto in voga della città, sfilano gli esponenti più celebri della comunità italiana a Londra. Diplomatici, imprenditori e aristocratici, presenti più per farsi vedere che per ammirare le opere. A pochi passi da lì, in un angolo nascosto, circondato da un capannello di curiosi, giace immobile un corpo, la gola squarciata da una ferita netta, gli abiti imbrattati di sangue. Apparentemente la più verosimile delle opere d'arte, in realtà si tratta del cadavere di uno degli invitati. Nel corso di pochi istanti tutto cambia, il panico si diffonde e l'elegantissima folla si trasforma in un unico organismo impazzito che per uscire da quel macabro luogo è disposta a tutto. L'indagine, affidata al detective Riddle, non è semplice: la vittima è uno dei più facoltosi e stimati imprenditori italiani espatriati a Londra, e le persone presenti alla serata, vicine a pezzi grossi della politica britannica, non amano che qualcuno si intrometta nelle loro vite. Saranno il detective McBride, ex ragazzo di strada poi riabilitato dalla polizia, e Alvaro Gerace, commissario bolognese, da anni sulle tracce di un serial killer, a collegare quella morte spettacolare a una serie di strane sparizioni di bambini che unisce Italia e Gran Bretagna.

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A regola d'arte 2018-06-28 07:48:21 cosimociraci
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cosimociraci Opinione inserita da cosimociraci    28 Giugno, 2018
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Il Clown

Da un giornalista e inviato di guerra non si può che aspettarsi un romanzo interessante. Stefano Tura ancora una volta non delude le mie aspettative con un racconto che danza tra l'Italia - con il commissario Alvaro Gerace - e la comunità italiana a Londra - con il detective Peter McBride. Uun po' c'è da aspettarselo visto che Tura è corrispondente Rai per l'Inghilterra.
Una storia più italiana che londinese quindi.

La presenza di una doppia indagine, una italiana ed una anglosassone, implica anche il raddopiarsi dei personaggi, agente e sovrintendente, commissario e detective. Tura riesce a caratterizzare diversamente ogni personaggio senza il rischio di sovrapporre le figure.

L'autore rispolvera un grande classico dell'horror. Il Clown. D’altronde la faccia completamente dipinta di bianco, la bocca rossa come se fosse piena di sangue, il loro urlare in continuazione con gli occhi completamente spalancati, fanno si che il personaggio si presti bene a questo genere letterario. Twisty, Pennywise, Joker e Krusty il clown ne sono un esempio.

Mi piace credere che tanti anni di cronaca nera abbiano contribuito ad una scrittura attenta al dettaglio e ad una conoscenza dei bassi fondi, con il conseguente aumento di suspense.

Tura ci offre un'immagine di Londra spaccata a metà. Da un lato troviamo la classe agiata nei quartieri del centro, dall'altra i poveri che abitano le periferie. Naturalmente i due mondi non sono separati e il romanzo ci svelerà tutto il marcio che si nasconde dietro l’ostentazione di ricchezza della classe dirigente anglo-italiana.

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