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Letteratura italiana

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Nessuno vuole ammetterlo, ma a Bologna c'è un assassino seriale: è l'Iguana, che assume di volta in volta l'identità delle sue vittime, per sfuggire alle "campane dell'inferno" che gli risuonano nelle orecchie. Tocca a Grazia cercare di prenderlo, e più delle sofisticate tecnologie che usa, le servirà l'intuito e la capacità di ascolto di Simone, cieco dalla nascita. Mentre cacciatore e preda si scambiano continuamente i ruoli, vediamo la scena ora con gli occhi attenti e ansiosi di Grazia, ora con lo sguardo febbricitante e doloroso dell'Iguana, o la percepiamo come un concerto di suoni e di voci, un complicato e fantastico arabesco mentale, quando la soggettiva è di Simone.



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Almost Blue 2021-08-11 02:44:19 Clangi89
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Clangi89 Opinione inserita da Clangi89    11 Agosto, 2021
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Bologna non è quella che sembra

Primo libro di Lucarelli che leggo.
Siamo nella fine degli anni '90 a Bologna. Alcuni assassini di giovani studenti, sempre ritrovati nudi. Una unità speciale della polizia indaga perché intravede un collegamento. Potrebbe esserci un omicida seriale. Poco credibile all'epoca per le forze dell'ordine locali ma le indagini si fanno avanti.
L'ispettore Negro Grazia, giovanissima donna che si occupa di profilare assassini seriali.
Si rimarca l'ambiente di lavoro molto maschilista e la grinta della donna. Lei rappresenta un punto di vista narrativo, avvicinato al personaggio ma non troppo. Donna dalla "voce viola" per Simone.
Altro punto di vista narrativo è quello di Simone un cieco (non vuole definirsi non vedente) bolognese che passa le giornate con uno scanner a sentire conversazioni telefoniche.
Dal canto suo, le voci sono colori. Non potendo vedere le persone non ama il tatto ma l'udito. Per lui la voce è una onda di colori e sensazioni. È lui che interviene nelle indagini in punta di piedi, è lui ad essere chiuso e ad aprirsi allo stesso tempo assieme a Grazia. Interessantissimo immedesimarsi dell'autore nella situazione di Simone.
Terza e ultima voce narrante, l'iguana. L'omicida. Psicopatico, con la smaniosa ricerca di maschere da ricoprire nella vita, mediante le vittime. L'iguana ha la voce "verde" acida e misteriosa. Uccide e spoglia le vittime e se stesso.
Le tre vite si intrecciano con l'indagine e un po' di suspance. Non mancano i sentimenti ed i risvolti delle vite passate sul presente.

Scrittura pulita, dettagliata e ripetitiva. Ripetizioni utili per via dei capitoli che rimbalzano tra i 3 punti di vista narrativi.
Personaggi non approfonditi, a mio avviso questo mi ha messo un certo distacco dal racconto. Ci si avvicina talvolta a Grazia, talvolta a Simone pur con quel muro invisibile ed impermeabile.
La musica è un tema costante e purtroppo non riuscivo per questo motivo a cogliere la profondità di tale legame.
Bologna è descritta in modo impeccabile, ho amato sentire quanta passione per la città trapela dalle righe.
Rimirevole la narrazione di Simone, del suo mondo a colori di voci, davvero particolare e profondo. Tema fondamentale quello della cecità.

Nel complesso, libro che consiglio, malgrado non abbia colto fino in fondo la profondità dello stesso, ma trattasi di gusti o del momento in cui si legge ciascun libro. Il momento di vita del lettore è fondamentale per la presa nella sua mente delle parole lette.
Lo stato d'animo ci spinge ad una lettura piuttosto che ad un'altra, oppure ci fa cogliere taluni dettagli. Sempre lo stato d'animo ci rimanda a collegamenti inattesi e profondi. Il momento in cui leggiamo un libro in po' influisce rendendolo ai ns occhi, poco o molto interessante. Dipende da noi, dipende dal libro, dipende dalle aspettative ma leggere è sempre una magia.

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Almost Blue 2021-08-02 13:56:31 Lety123
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Lety123 Opinione inserita da Lety123    02 Agosto, 2021
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nuovo mondo

“Almost blue” è il primo romanzo di Carlo Lucarelli che ho avuto occasione di leggere: pubblicato il 2 maggio 1999 dalla casa editrice Einaudi – stile libero.
Carlo Lucarelli è uno scrittore, sceneggiatore e conduttore televisivo italiano anche se prima di questo libro non ne avevo mai sentito parlare.
Leggendo la vita e le opere di questo autore ho notato in particolare il suo amore verso i racconti polizieschi considerato che ha scritto molti libri ma, a parte alcuni romanzi, antologie e saggi, i restanti sono polizieschi divisi in base all’ispettore o il commissario principale per risolvere il delitto di cui tratta il libro.
Nel caso di “Almost blue” ci si trova davanti ad un libro della serie dell’ispettore Grazia Negro.
Finisco questa piccola biografia dell’autore aggiungendo che nel 2003, grazie ad “Almost blue”, ha vinto il premio Gold Dagger-Silver Dagger Award.
“Almost blue” trova al centro tre protagonisti: Grazia Negro o anche chiamata l’ispettore Negro, è il detective principale incaricato di cercare e intrappolare l’assassino: sembra che sia lei stessa l’artefice della teoria dell’esistenza di questo killer di soli studenti e inizialmente nessuno le voleva credere. Inoltre Lucarelli ci mostra anche la discriminazione delle donne in carriera di quel periodo: spesso le persone con cui parlava Grazia la consideravano una normale signora o giornalista e quando scoprivano che era l’ispettore rimanevano piuttosto sorpresi.
L’Iguana, soprannome inventato da Grazia, è l’assassino ed è molto particolare leggere un libro in cui ci sono capitoli dove si legge il punto di vista persino dell’obbiettivo del detective. Infatti questi capitoli sono molto confusi, in cui comprendi veramente poco del colpevole, capisci solo che è malato mentalmente mettendo anche a te, lettore, un senso piuttosto ampio di angoscia.
Simone, un ragazzo cieco a cui viene dedicato spesso un capitolo, quasi alternato fra quello dedicato all’ispettore e il suo. Si può considerare l’assistente del detective, un co-protagonista, ma ho trovato veramente interessante leggere senza vedere; Dopotutto, pensandoci, quando si leggono i libri normali ricchi di descrizioni dettagliate involontariamente tendi ad immaginarti l’ambiente e così ogni volta che giungi a leggere il libro, entri nel mondo che ti sei immaginato grazie a queste descrizioni. Con Simone l’ambiente lo vedevi solo con i colori “l’azzurro, per esempio, con quella zeta in mezzo è il colore dello zucchero, delle zebre e delle zanzare … e il giallo è il colore acuto di uno strillo” pagina 8, oppure “Voce rossa, grossa e piena. Bassa e grassa. Spessa. Voce viola, velata e fastidiosa, insistente come un po’ di febbre, poca, che vibra nelle ossa e non se ne va” pagina 129, mentre invece leggendo i capitoli di Grazia e dell’Iguana entri nel classico mondo della vita quotidiana di Bologna. Quando leggi i capitoli di Simone entri in un mondo buio, come se non ci fosse la luce, continuando a leggere si forma un ambiente piuttosto ambiguo, con oggetti e persone colorate, non bianco o nero ma rosso, rosa, giallo o verde: è come se per qualche minuto ti cambiasse il modo di guardarti intorno. Inoltre ciò non vale solo per gli oggetti ma anche per le persone “Aveva la pelle così trasparente che ci poteva passare attraverso con le dita, e i capelli blu” pagina 194. Sommando la piacevolezza di ognuno di questi personaggi, alla gioia di notare tre storie separate unirsi fra di loro, ci si trova davanti ad un vero amore verso la trama di questo libro: con questo intendo che è stato strabiliante il finale dove le tre persone che hai imparato a conoscere a fondo fino a quel momento, si uniscono in capitoli pieni di un confronto continuo fra loro.
In questo romanzo viene usato un lessico medio, adatto per tutti e ho trovato che si addicesse particolarmente a questo genere di romanzo: parlando di giovani ragazzi e ragazze ci si immagina anche che usino un dialetto adeguato alla loro categoria.
Grazie Lucarelli la lettura mi è sembrata anche piuttosto scorrevole e piacevole, rendendo un quasi comune romanzo poliziesco in un libro interessante e creativo che consiglierei volentieri.

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Almost Blue 2018-12-28 15:13:23 Vita93
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Vita93 Opinione inserita da Vita93    28 Dicembre, 2018
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Questa città non è quello che sembra

“Almost blue” è il primo romanzo di Carlo Lucarelli che ho avuto occasione di leggere.
È probabilmente la sua opera più celebre, o almeno quella che più ha contribuito ad ampliarne la fama di scrittore di successo, giornalista, conduttore televisivo.
Il romanzo, datato 1997, è ambientato a Bologna. Nessuno vuole ammetterlo, primo tra tutti il questore, ma tra le strade del capoluogo emiliano si aggira un assassino seriale che colpisce studenti universitari.
Soltanto l’ispettore Grazia Negro, inviata da Roma, è riuscita ad intuire collegamenti tra vari omicidi che nessuno aveva mai messo in correlazione.
Ma deve muoversi in una città a lei sconosciuta, contraddittoria, tentacolare. E grande. “Questa che lei chiama Bologna è una cosa grande che va da Parma fino a Cattolica, un pezzo di regione spiaccicato lungo la via Emilia, dove davvero la gente vive a Modena, lavora a Bologna e la sera va a ballare a Rimini. Questa è una strana metropoli di duemila chilometri quadrati e due milioni di abitanti, che si allarga a macchia d’olio tra il mare e gli Appennini e non ha un vero centro ma una periferia diffusa che si chiama Ferrara, Imola, Ravenna o la Riviera”.
Grazia cerca un killer spietato che dopo ogni assassinio si impossessa di un componente della vittima (abitudini, vestiti, oggetti personali) e che per questo viene soprannominato Iguana: si mimetizza e cambia pelle continuamente alla ricerca del vero se stesso.
Nel frattempo un ragazzo cieco di nome Simone passa le sue giornate utilizzando uno scanner radio che gli permette di ascoltare tutte le comunicazioni private e pubbliche della città.

Il romanzo contiene molte tematiche che poi saranno riprese in numerose opere e trasmissioni televisive dell’autore: una trama gialla che contiene elementi di analisi sociale, atmosfere jazz velatamente cupe e malinconiche, uno stile giornalistico incisivo ed avvincente, un’attenzione particolare rivolta alla sfera geografica.
Particolare la scelta di alternare il punto di vista dei tre protagonisti della storia, per creare un romanzo fatto di sensazioni, colori, suggestioni, odori diversi a seconda che le vicende siano raccontate attraverso le percezioni di Simone, la follia dell’assassino o la passione lavorativa testarda e selvaggia di Grazia.

“Almost blue” è un thriller efficace che in appena 190 pagine racchiude buona parte di ciò che nel genere non dovrebbe mai mancare: pochi e solidi personaggi, un intreccio riuscito, un’ambientazione suggestiva.

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Almost Blue 2015-12-31 16:39:15 Faber86
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Opinione inserita da Faber86    31 Dicembre, 2015

IL FRAGILE CONFINE TRA BENE E MALE

Bologna, 1997: una lunga scia di sangue bagna le strade e i vicoli della Dotta, vie che hanno un'anima nascosta, capaci di svelarsi solo a pochi.
In questo labirinto, un assassino massacra da qualche anno studenti universitari provenienti da ogni parte d'Italia, svanendo come un'ombra dopo aver sottratto loro volto ed identità.
Sacralità e scienza si intrecciano in un antico convento del Seicento, nelle cui celle monacali è frenetica l'attività della polizia scientifica della questura di Bologna, impegnata sui casi di omicidio tra sofisticati computer, architetture arcaiche, modem, strumenti per intercettazioni, vecchi dipinti e lettori di impronte digitali. Qui, l'ispettore Grazia Negro, tentando di rinchiudere nel suo bomber verde oliva le lune storte, si fa largo tra tecnologia, agenti, questori, magistrati e acronimi da pellicole poliziesche a stelle e strisce, uscendone fuori con un forte senso di nausea.
Lei ha un solo modus operandi: muoversi sul campo, immergersi nel caso, fiutare l'aria, con fare istintivo, cocciuto, solitario e animalesco. È una ragazza fragile, diffidente e introversa Grazia, brillante detective in un mondo non solo fatto di uomini in giacca o in divisa, ma soprattutto di uomini spesso ottusi e un po' ipocriti, capaci di sciocche battute maschiliste persino con un cadavere a terra e sangue sui muri.
Questo le rende impossibile vivere con serenità il proprio essere donna, già soffocato da quel piglio secco e deciso che la segna nei rapporti con gli altri e da quel vecchio bomber con pistola e caricatore sempre pronti, incollati al ventre. Eppure la sua voce, voce blu, è calda, morbida, rotonda, meridionale e può risuonarti dentro la testa a lungo.
Simone lo sa bene, lui di voci se ne intende, abituato com'è a colorarle e a dare consistenza e forma ai suoni captati dagli scanner sempre in funzione nella sua stanza, con Chet Baker in sottofondo, che
gli fanno sentire ciò che tanti non sanno vedere: l'anima di una Bologna onirica, reticolo di visioni e leggende, col suo perimetro netto, immaginata "come quello di un tavolo sospeso nel nulla", con la sua estensione misurata in ore, quelle che servono ad ascoltare il percorso di un camionista in viaggio per la città, e non in chilometri quadrati. Simone, di quella voce blu, quella calda e morbida dell'ispettore Negro, s'è innamorato, come gli accadde solo una volta, da piccolo, ascoltando La vie en rose, Edith Piaf, ovvero " La Donna delle erre rosa".
Poi ci sono voci rosse, gialle, viola. E verdi, come quella che un giorno Simone intercetta dallo scanner, una voce senz'anima, metallica, un mormorio indistinto, che lo fa raggelare di paura. È lui, il killer, un trasformista privato di identità da un'esplosione e in frenetica ricerca di vittime non solo da uccidere, ma da annientare, privandole della stessa pelle per potersene rivestire, assieme
all'aspetto, all'identità, in una spirale di violenza, turbe mentali, bestialità e rintocchi di campane, quelle dell'Inferno, che gli risuonano nella testa. L'Iguana.
Una telefonata anonima, quasi incomprensibile, fa capire a Grazia che là fuori, da qualche parte, a Bologna, qualcuno ha sentito. Solo la rotondità e il calore di quella voce blu convinceranno Simone a rispondere agli appelli mediatici e ad aiutare l'ispettore nella dura caccia all'Iguana.
Le loro strade si intrecciano tra la fugace e banale relazione tra Simone e Grazia e il drammatico epilogo dell'indagine, in una pensione di San Lazzaro, dove Simone vive sotto protezione e dove l'Iguana s'intrufola per farne la nuova vittima, per l'ulteriore, ultima metamorfosi, in quel ragazzo cieco, l'unico capace di guardargli dentro, nell'anima, oltre il volto, la pelle, gli occhi, il buio.

Lucarelli, con lo stile asciutto, essenziale e nervoso che lo caratterizza, riesce a dar vita a un romanzo non di altissimo livello ma comunque degno di nota, creando un'alternanza efficace tra i punti di vista di Grazia, di Simone e dell'Iguana.
Almost blue è un thriller con una fittissima trama ma segnato in profondità dalla condizione di profonda solitudine dei personaggi di Simone e dell'Iguana. Se filtrato in questa chiave, può emergere la forte vicinanza esistente tra i due; se la condizione del primo è legata alla cecità che lo ha portato ad essere
progressivamente allontanato dagli altri, e a restare legato soltanto alla madre, l'Iguana, Alessio Crotti, ha alle spalle una triste storia di abbandono familiare, rigidi metodi educativi presso scuole religiose, ricoveri in manicomi, disturbi mentali e fisici, come la sordità quasi totale di cui è affetto. Il primo trova appiglio nell'amore materno e in quello paterno, seppure quest'ultimo si spenga con la morte del genitore, che era solito esortare il piccolo Simone a scendere in cortile a giocare con gli altri, nonostante la disabilità; e trova un legame vitale con la musica, con il calore del jazz e dei suoi interpreti, Coleman Hawkins, Miles Davis, Ron Carter e soprattutto Chet Baker, il vero idolo, con la
sua magica Almost blue, quasi blu, come la voce di Grazia.
Non altrettanto fortunato, Alessio viene abbandonato dalla madre e sottoposto ai rigidi metodi educativi di istituzioni non interessate a curarne i profondi disagi psicologici e punizioni ai limiti della tortura per le sensazioni di un adolescente; che nelle sue orecchie inietta senza sosta, a volume
altissimo, musica metal, fredda, dura, come quella dei Nine Inch Nails o degli AC/DC, quelli di Hell's bells, campane dell'Inferno.
La conferma di come, molto spesso, il solco che separa bene e male sia meno profondo di quanto possa sembrare a prima vista.

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Almost Blue 2014-09-01 09:20:15 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    01 Settembre, 2014
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Parole e musica. Almost Blue

Bologna. Un assassino seriale sta mietendo vittime assumendone l’identità di volta in volta: l’iguana deve sfuggire alle “campane dell’inferno” che gli risuonano nelle orecchie. A Grazia l’increscioso fardello di fermare costui. Simone, cieco dalla nascita, entra inavvertitamente in contatto con l’omicida e saranno proprio il suo intuito e la sua capacità d’ascolto a fare la differenza per la poliziotta.
Il romanzo è narrato talvolta dagli occhi della donna, altre con lo sguardo psicotico dell’iguana, altre ancora con la percezione non visiva ma bensì di un suono o di una voce di Simone.
Asciutto ed essenziale Lucarelli ci propone un giallo all’italiana solido e ben costruito dove nulla è lasciato al caso e dove la forza delle parole risiede nell’intreccio letterario originale ed intrigante. Senza dubbio i personaggi meglio riusciti sono il Serial Killer, caratterizzato da una profondità quasi eguale a quella narrativa, e Simone che riesce con i suoi sensi a compensare la mancanza della vista permettendoci di vedere quanto egli sente e di immergersi nella sua solitudine. Il tutto arricchito dalla tromba di Che Baker. Frettoloso il finale ma comunque un buon romanzo.

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Almost Blue 2012-06-23 21:01:55 mariaangela
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mariaangela Opinione inserita da mariaangela    23 Giugno, 2012
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quando si dice... essenzialità!

Sono un po' basita...incerta...sicuramente rispecchia il Lucarelli che vediamo in tv, asciutto, essenziale, senza fronzoli nè inutili giri di parole. Insomma breve, conciso e preciso.
Ciò che più mi ha colpito, è stata la capacità di dare "occhi" al protagonista non vedente; attraverso la sua cecità riusciamo a vedere e capire tutto ciò che accade. Vediamo e sentiamo ciò che lui vede e sente. Interessante, ma non abbastanza da voler correre a casa con l'unico desiderio di riprendere in mano il racconto. E invece il libro per me deve creare dipendenza, fisica e mentale.

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Lupo mannaro, sempre di Lucarelli
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Almost Blue 2010-09-07 12:40:04 MissAbu
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MissAbu Opinione inserita da MissAbu    07 Settembre, 2010
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La scrittura accattivante e l'intreccio originale (finalmente un giallo italiano la cui trama non si dimentica) non vanno di pari passo con la profondità narrativa. L'unico ad essere ben tratteggiato è il Serial Killer, degli altri si sa poco o niente. I legami che uniscono i personaggi principali sono fragilissimi, oserei dire quasi inesistenti; dei personaggi secondari si conoscono a stento i nomi; la storia d'amore che nasce è francamente improbabile e un po' patetica; il finale è frettoloso e si compie nel giro di un paio di pagine.
Nonostante tutto mi sento di consigliarlo, non foss'altro per la strana sensazione che si prova durante la lettura: un libro che si legge con gli occhi ma che si vive davvero solo usando tutti gli altri sensi.

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Almost Blue 2010-05-20 09:21:12 Ginseng666
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Ginseng666 Opinione inserita da Ginseng666    20 Mag, 2010
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L'Ossessione del Serial Killer...

Un'insolita storia di "ordinaria follia"..
Un serial killer uccide le sue vittime per sfuggire al suono ossessivo delle campane che sente risuonare nella sua testa...
Questo omicida è "un'iguana" che assume le identità delle sue vittime e che quindi reso ancor più pericoloso da questo gioco infernale di chi non è più lui, ma sembra qualcun altro, risulta all'inizio imprevedibile e imprendibile.
Toccherà alla detective dipanare la matassa di questo mistero, facendosi aiutare da un cieco che com'è noto ha i sensi molto più sviluppati e acuti...
Bellissimo Thriller, reso piacevole anche dallo stile scorrevole ed accattivante dell'autore.
Consigliato.
Saluti.
Ginseng666

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Agli amanti del giallo-poliziesco...
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Almost Blue 2010-05-19 14:50:48 faye valentine
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faye valentine Opinione inserita da faye valentine    19 Mag, 2010
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Quasi blu

Un buon giallo davvero, originale e oscuro. Tre personaggi ben caratterizzati, i cui destini s'incrociano in una Bologna umida e solitaria. Un ragazzo cieco che vive di suoni e rumori, una poliziotta determinata e un killer metamorfico. Una lettura veloce, che cattura e a tratti ipnotizza. Una scrittura che esalta i cinque sensi. Interamente pervaso dalla musica, sembra di sentirlo Chet Baker con la sua tromba.. E' stato una felice scoperta, lo consiglio.

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