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Il crimine va oltre il tempo. Che a uccidere sia un pugnale nella notte, il morso invisibile del veleno o un diabolico marchingegno, in duemila anni niente è cambiato se non l'arma che dà la morte. Così come, fin dalle epoche più remote, la ricerca del colpevole è per l'investigatore prima di tutto una sfida per l'intelligenza, che non ha bisogno di tecnologie sofisticate. Dall'antica Roma al Risorgimento, ecco allora un mosaico di indagini nel passato che ridisegnano la Storia, mettendo in scena il duello all'ultimo sangue tra il senso di giustizia e le crudeli storture della mente umana.



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Anno Domini 2014-12-19 14:01:08 catcarlo
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catcarlo Opinione inserita da catcarlo    19 Dicembre, 2014
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Anno Domini

Alla fine, sono i nomi ‘pesanti’ che minano un po’ l’omogeneità di questa raccolta di racconti, uscita con ‘Il giallo Mondadori’, che narrano di delitti e relative indagini attraverso i secoli (con una certa concentrazione tra Trecento e Seicento, periodo di tempo in cui sono ambientate sei delle nove storie). ‘Magdeburg. La fortezza’ di Altieri rielabora la morte di Wallenstein nel fosco universo della trilogia ambientata nella Guerra dei Trent’anni ed è l’unico che si svolge fuori dalla penisola italiana: le atmosfere angoscianti e sanguinolente rendono assai efficace il breve spin-off, grazie anche al solito linguaggio secco e tagliente (oltre che un po’ ansiogeno), ma non si può dire che si tratti di un giallo. Lo stesso si può sostenere riguardo a ‘Regina viarum’ di Manfredi che, ambientato nell’epoca degli Scipioni, apre il libro che è ordinato cronologicamente: il racconto delle insidie che può nascondere un trasporto all’apparenza innocuo lungo la via Appia sta a metà strada tra il thriller di spionaggio e quello politico e forse avrebbe trovato collocazione più logica su ‘Segretissimo’. Il risultato è discreto, ma si fa preferire la Pompei popolata di mediocri figure in cui un acciaccato ex-gladiatore risolve il mistero riguardo alla morte di un facoltoso patrizio dimostrando di saper usare il cervello con la stessa abilità con cui prima usava il gladio (‘Lode al magnifico’ di Danila Comastri Montanari). Trattandosi di giallo, mon potevano mancare Holmes e Watson ed è davvero brillante il modo in cui Giulio Leoni li rimette in scena ne ‘L’aurea regola della morte’ travestiti da Leonardo Da Vinci e Machiavelli: quello che pare un cadavere qualsiasi usato per un esperimento è invece la chiave per far luce su una sorta di spionaggio industriale. Si tratta dell’episodio più intrigante del lotto in compagnia di ‘Figlio di cortigiana, animo di re’ in cui Carlo Martigli sceglie come protagonista un Pietro Aretino che esce con stile da un’insidiosa avventura tra i complotti ecclesiastici dello stato pontificio (sempre che quello che racconta sia vero…). Alfredo Colitto e Scilla Bonfiglioli ambientano entrambi le loro storie a Bologna: ‘Cometa di sangue’ del primo sbroglia uns serie di delitti legati all’esoterismo mentre la popolazione è agitata dal passaggio dell’astro (la situazione chiave che apre le porte alla soluzione è però un po’ forzata) mentre la seconda, con ‘La corte della seta’, costruisce una storia che lega la città sopra con quella sotto terra mentre il Giambologna progetta la sua fontana. Il racconto cresce col passare delle pagine ed è il migliore dei tre affidati agli scrittori meno conosciuti: in ogni caso, benché inferiori i lavori di Fabio Ancarani (‘Il teatro delle streghe’, un delitto nella stanza chiusa dentro al castello di Novi Ligure che ha legami con il processo delle streghe di Triora) e di Lorenzo Fontana (‘Un gioiello per signori’ in cui un’affascinante prostituta viene uccisa nella Firenze ottocentesca), sono comunque assai godibili patendo solo delle conclusioni non all’altezza. Nel complesso , il volume si rivela una lettura veloce e divertente ma mai banale che unisce delle buone ricostruzioni d’epoca a piccoli misteri che, come da assunto iniziale del curatore Franco Forte, con poche differenze potrebbero essere ambientati in ogni periodo storico.

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