Il bacio della Velata Il bacio della Velata

Il bacio della Velata

Letteratura italiana

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Selene è nata senza amigdala, la sua è una rarissima patologia che le impedisce di provare qualunque tipo di paura. Per questo non si scompone quando, entrando in casa, trova il suo compagno assassinato in modo brutale: gli sono stati mozzati i piedi ed è stato lasciato morire dissanguato. Per lei non ci sono dubbi sull'identità del killer: si tratta di Varvara, la dama Velata, ovvero il fantasma di una giovane nobildonna russa arrivata a Torino alla fine del Settecento, che - come recita la leggenda che ancora oggi si racconta in città -nei secoli ha fatto prima innamorare e poi scomparire tutti gli uomini che si sono avvicinati al suo sepolcro. Il caso viene assegnato al vicequestore Andrea Castelli: precario, confuso e bipolare, è tutto quello che non dovrebbe essere un rappresentate delle Forze dell'Ordine. Il suo cuore è in perenne conflitto tra l'ortodossia sociale e l'amore per una meravigliosa transessuale di Ipanema, mentre il suo cervello, spesso alla deriva tra le malinconie e le compulsioni della sua sindrome, gli regala guizzi intuitivi attraverso brandelli di poesie studiate ai tempi della scuola. Nonostante questa sua debolezza dichiarata e amata, o forse proprio grazie a essa, riesce a tenere a bada una squadra di agenti fuori dall'ordinario. Ma se l'intuito di Castelli spesso riesce a far breccia nei misteri più intricati, le sue difese possono assai poco di fronte al fascino di una donna unica come Selene…

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Il bacio della Velata 2019-05-16 08:50:15 ornella donna
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ornella donna Opinione inserita da ornella donna    16 Mag, 2019
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Un fantasma a Torino

Fabio Girelli scrive un racconto lungo intitolato: Il bacio della velata. Ambientato in una Torino esoterica, di grande fascino, ha come protagonista il vicequestore Castelli. Un uomo singolare, affetto da un disturbo bipolare, amico di una bellissima transessuale di Ipanema, un investigatore acuto e scrupoloso. Qui è alle prese con un caso difficile: la bella Selene ritrova il corpo ammazzato bdel fidanzato Luigi Stendardo, legato ad una sedia, gli sono stati amputati i piedi ed è morto dissanguato. Lei sembra impassibile di fronte va tanta crudeltà, ma si giustifica dicendo di essere nata priva dell'amigdala, un centro cerebrale che gestisce la paura e le emozioni, privandola di qualsiasi reazione. Lei dichiara sin dall'inizio che la responsabile dell'omicidio è Varvara. Ma chi è costei? È il fantasma di una nobildonna russa morta verso la fine del '700, che si chiamava Barbara Jakovlevna Tatisjtjeva, successivamente detta Varvara, moglie dell'ambasciatore russo a Torino, morta nel 1792. Dopo la sua precoce morte, il marito fa costruire una statua che raffigura una donna velata. È sepolta in San Pietro in Vincoli e su di lei sorge presto la considetta "leggenda della velata". Divenuta un fantasma ammaliante di cui:
"Prima ti innamori, poi lei ti fa fuori".
In una Torino,
"Spettro tra gli spettri, risucchiata nella palude del tempo",
Si costituisce così un noir di grande qualità. Gli elementi di fascino sono la Torino sotterranea, cimiteri in disuso, l'aleggiare continuo del fantasma elegante della velata, e la caratterizzazione stessa dei personaggi che animano il testo. Il procedere elegante e indefesso della narrazione avviene intensamente e con celerità. Una lettura che coinvolge subito il lettore con tematiche affascinanti e di grande presa diretta. Un giallo ben costruito e ben congegnato, che espone con sapienza un tema di grande rilievo come quello dell'esoterismo che l'autore dimostra di conoscere a fondo.

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