Il sogno di volare Il sogno di volare

Il sogno di volare

Letteratura italiana

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Grazia Negro, poliziotto cacciatrice di killer è diventata madre. Ragazza madre. E' più sola di prima. Intorno a lei tutto è cambiato. A cominciare da Bologna, che non è più la stessa di dieci anni fa. Per le strade, sui cantieri, facce di tutti i colori. Le organizzazioni criminali infiltrate ovunque. Nuove solitudini, nuovi crimini. Alcuni molto strani, che fanno più paura. Perché è arrivato un killer nuovo, pieno di una rabbia senza nome. E Grazia Negro non capisce. Perché, certe volte, sarebbe tentata di dargli ragione.



Recensione della Redazione QLibri

 
Il sogno di volare 2013-06-25 15:43:06 silvia71
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silvia71 Opinione inserita da silvia71    25 Giugno, 2013
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Il sogno di volare

Dopo “Almost blu” ed “Un giorno dopo l'altro”, torna in azione la detective Grazia Negro, per fermare la furia omicida di un nuovo killer seriale che funesta le strade di Bologna.

Bologna, tranquilla città di provincia poco avvezza a problematiche criminali, è oramai lontana dalla città rappresentata tra queste pagine. Lucarelli scatta una fotografia vivida e attuale del capoluogo emiliano, evidenziando il notevole flusso migratorio che abbraccia saldamente tutto il tessuto cittadino causando talvolta tensioni sociali, zone di degrado, sfruttamento. E poi la lenta e progressiva infiltrazione delle organizzazioni criminali con cui l'amministrazione locale deve convivere e combattere, sicuramente non ad armi pari.
Una città mutata, grigia e stanca, che ha perso lo smalto e la vivacità intellettuale e sociale di un tempo, in cui visi di tutti i colori si incontrano per le strade ogni giorno, in cui aleggia una sensazione di solitudine, di mancanza di aggregazione, di insoddisfazione, di rabbia.
Il volto emiliano è uno dei tanti volti dell'Italia di oggi, scelto dall'autore per raccontare una storia a tinte fosche, una storia che parla di crimine senza perdere mai di vista gli uomini siano essi cittadini o appartenenti alle forze dell'ordine.

Il racconto proposto da Lucarelli si accompagna ai versi della canzone “Il sogno di volare” del cantautore Andrea Buffa, cogliendo da essa spunti di riflessione sulle più frequenti piaghe sociali, come lo sfruttamento di manodopera in nero, le morti sul lavoro, i disagi degli immigrati.
Un richiamo importante che consolida nel lettore la sensazione che l'autore in questo romanzo abbia voluto fondere elementi noir a tematiche sociali di attualità; quasi a ricercare le scintille dell'odio in una trasformazione generalizzata che ha investito gli uomini.
E' questa la chiave di lettura con cui affrontare la storia, perchè questo romanzo di Lucarelli sembra
privilegiare la denuncia sociale alla ricerca della suspense e dell'azione, talora scivolando in situazioni poliziesche poco credibili.
Buona ed interessante la caratura psicologica femminile operata dall'autore nel disegnare la figura della poliziotta protagonista, dando prova di sapere addentrarsi nell'animo di una donna diviso tra una carriera impegnativa e il desiderio di realizzare i propri sogni.

In definitiva il sogno di volare raccontato da Lucarelli è il sogno di tanti uomini e donne, corrosi da una vita difficile, stretta, disagiata; è un sogno di evasione, di giustizia, di affetto, di realizzazione.
Molto spesso questo sogno passa attraverso canali sbagliati e l'autore ce ne racconta un esempio.

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Il sogno di volare 2013-10-08 03:15:01 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    08 Ottobre, 2013
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Colpire al cuore

Torna “l’ispettore superiore Negro”, la creatura di Carlo Lucarelli, in una nuova avventura che la vede impegnata sul fronte personale a inseguire un travagliato sogno di maternità: lei e il suo compagno, l’ipovedente Simone, ricorrono alla fecondazione assistita e affrontano difficoltà e complessità psicologiche conseguenti. Con un’aggravante: l’affascinante Grazia prende una sbandata per Pierluigi detto Pigi (ma Pierluigi è il cognome!), timido e a sua volta innamorato capitano dei CC che affianca Grazia nella nuova indagine.

Sul fronte professionale la scena è occupata da un delitto: “Senti, hanno ammazzato un ragazzo, ieri notte.”
“Lo so, l’ho sentito, uno studente. Mica è un caso nostro, è della omicidi. Che c’entra l’antimafia?”
“… è il nipote di Giannello Carmelo … nella lista dei dieci latitanti più ricercati in Italia…”
L’omicidio è orrendo: “Gli hanno strappato il naso e le orecchie e gli hanno slogato la mascella per strappargli anche la lingua…”
E presenta un particolare inquietante: “E poi quello strappo sui vestiti, all’altezza del cuore. Vorrà dire qualcosa, no? E tutta quella violenza…”
Come se l’assassino volesse strappare il cuore alle vittime!
Poi il delitto viene replicato. Nuova vittima una donna, che ha la colpa di affittare immobili ‘in nero’: “Se questa è una guerra di mafia – disse Pierluigi – è parecchio strana. Non è che la signora fosse un killer o un boss, come non lo era Enzino.”
Il serial killer prende di mira “Tutte persone che a vario livello avevano a che fare con la sfera dell’illegalità.”
Anche per questo gli inquirenti sono disorientati e prospettano un’ipotesi: “Le perquisizioni compiute nelle abitazioni di accertati, conclamati e sospettati appartenenti a gruppi eversivi e antagonisti, con particolare attenzione all’area anarco-insurrezionalista.”
Grazie a un blog e alla canzone di Andrea Buffa intitolata “Il sogno di volare”, le ricerche prendono altre direzioni. Si individua un presunto colpevole pregiudicato, che farà una brutta fine; poi si sospetta del tenente Rosario, che aveva indagato sulla morte bianca di un tunisino in un cantiere edile.

Il serial killer, per le caratteristiche dei delitti che inscena, viene chiamato “il cane”. E l’indagine viene denominata “Furia Rabbiosa”.
“Se la gente sapesse che c’è in giro un assassino che morde la gente come un cane idrofobo…”
“Vuole fare un buco. Per arrivare fino al cuore.”

Lucarelli narra, come spesso accade nei suoi romanzi, anche dal punto di vista dell’omicida: “Verrò a prendervi uno per uno, stronzi maledetti, e vi mangerò il cuore”.
Il romanzo è, come sempre, interessante anche dal punto di vista tecnico: “Negli omicidi in serie il primo è sempre quello meno accurato, il più spontaneo. Gli altri raccontano quello che il killer vuole dirci, ma il primo parla sempre un po’ di più.”
Tra i personaggi della storia, interviene anche un uomo in carne e ossa: il criminologo Massimo Picozzi, che fornisce informazioni sul disturbo della personalità multipla: la patologia dissociativa che sembra affliggere “Il cane”…

Bruno Elpis

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Il sogno di volare 2013-07-26 15:38:18 Rokiweb
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Rokiweb Opinione inserita da Rokiweb    26 Luglio, 2013
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IL CANE

“Io non cerco una soluzione. Io voglio vendetta.”

“Il sogno di volare” di Carlo Lucarelli, editore Einaudi. Sono passati 16 anni dal libro “Almost blue”, era la prima indagine dell’ispettore Grazia Negro. Personaggio che incontriamo in altri tre libri (assistente nel Lupo Mannaro, Un giorno dopo l’altro e Acqua in bocca con il commissario Montalbano di Andrea Camilleri). L’ispettore Grazia Negro è tornata con i suoi jeans, la fondina sotto la camicetta, il “ticchio” di mordersi l’interno della guancia. Con la sua determinazione ed il suo intuito, nel trovare il colpevole, trasgredendo anche alle regole. La paura di farsi coinvolgere troppo dalle indagini, è pronta a dare la caccia ad un nuovo spietato Serial Killer, soprannominato “il Cane” per la rabbia che usa nell’uccidere le sue prede, nel noir “Il sogno di volare”. Come in tutti i romanzi noir di Lucarelli, anche in questo caso abbiamo una colonna sonora che accompagna le pagine, la storia di questa opera…la canzone “Il sogno di volare” di Andrea Buffa. Ma perché è così importante questa canzone? Cosa nasconde il testo?
Ambientato in una Bologna arrabbiata, sporca, abbandonata. Una città a cui nessuno vuole più bene (come cita nel libro). Una città corrotta, di extracomunitari e morte bianca, affitti di appartamento in nero, di criminalità organizzata…e di RABBIA!
Il romanzo è suddiviso in quattro parti. Lo stile narrativo è il classico di Lucarelli, una narrazione vista da più angolazioni, tra queste anche quella del serial killer, dialoghi e pagine piene di rabbia che rendono ancora più avvincente il romanzo. Scritto in modo eccellente, scorrevole, ricco di colpi di scena con un ritmo incalzante. Un romanzo corale ci sono tanti personaggi nuovi e meno nuovi tutti ben caratterizzati. Una curiosità simpatica, tra i personaggi, è la presenza di Massimo Picozzi, criminologo, che in questo libro rappresenta se stesso.
Un libro che non ti da tregua, un libro che parla di temi sociali forti, un libro che è una denuncia a questa indifferenza da parte della gente che conta. Tutta questa “rabbia” urlata sembra quasi una richiesta di aiuto! Un altro libro bellissimo ed imperdibile di Carlo Lucarelli.

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