La danza del gabbiano La danza del gabbiano

La danza del gabbiano

Letteratura italiana

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Prima di morire i gabbiani agitano freneticamente le ali in una sorta di danza macabra. Montalbano sta infatti per andare in vacanza con Livia che è già giunta a Vigàta. Solo un salto al commissariato per lasciare tutto in ordine e poi finalmente partire. Giunto in ufficio Montalbano chiama i suoi a raccolta. Manca solo Fazio, il più fedele e puntuale dei suoi uomini. Non è tornato a casa, il cellulare è muto; il timore diventa allarme. Il commissario ripercorre le più recenti tracce di Fazio: è stato visto per l'ultima volta al molo. aveva appuntamento con un vecchio compagno di scuola, un ex ballerino finito nei pasticci. Qualcuno poi l'ha notato in campagna, in una zona disseminata di pozzi artesiani, forse un cimitero di mafia. E in effetti un primo cadavere affiora.



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La danza del gabbiano 2015-09-28 23:39:19 Sydbar
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Sydbar Opinione inserita da Sydbar    29 Settembre, 2015
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Insolito

Insolito questo Montalbano così come l'intero romanzo.
Questa avventura vede il commissario impegnato in una strana storia che lo proietta in un ambiente di mafia, inganni e seduzioni.
Prima nota insolita è l'assenza del più fidato collaboratore di Montalbano, l'ispettore Fazio che è vittima di carnefici spietati, ciò porterà un forte disorientamento nelle indagini ma il nostro protagonista si piega ma non si spezza.
Di tutto il romanzo l'unica vera nota davvero molto sotto tono è il finale che è forse un po' affrettato.
Comunque Camilleri sa sempre raddrizzare una trama che seppur un po' approssimata rimane sempre gradevole.
Buona lettura a tutti.
Il Syd

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I precedenti con Montalbano
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La danza del gabbiano 2011-03-16 17:38:58 phoebe1976
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phoebe1976 Opinione inserita da phoebe1976    16 Marzo, 2011
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Montalbano vs Camilleri

Che succede quando uno scrittore si autocita nel romanzo?
Non solo, cita anche eprsonaggi ed interpreti che, uscendo dalr omanzo, diventano fiction televisiva?
Ninete, rimane il solito Montalbano, solo invecchiato, scimunito (forse), ingrassato (anche), ma senmpre sarcastico e inventivo.
Abile teatrante e risolutore, palleggia sempre nel suo rpporto con Livia, ormai(troppo?) stanca epr chiedere di più.
Ma quanti libri restano a Salvo?

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...perchè Montalbano è sempre Montalbano.
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La danza del gabbiano 2010-11-16 16:42:33 Cristina V
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Cristina V Opinione inserita da Cristina V    16 Novembre, 2010
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piacevolissimo!


A parte il pessimo- secondo me- "A cena, con gli amici", Camilleri non ha mai deluso le mie aspettative!

Anche questo romanzo, iniziato in modo originale, con la morte del gabbiano che colpisce l'attenzione del nostro Montalbano..e che gli suggerirà, poi,delle risposte, mi è piaciuto moltissimo.
La descrizione di questa agonia e morte è perfetta...
Un assaggio: "....Invece di risollevarsi in aria con la preda, s'afflosciò, addivintò un immobili mucchietto di pinni cataminate a leggio dal vinticeddro di prima matina".
Pare di vederlo, quel venticello leggero che muove all'alba un mucchietto di penne...

La scomparsa del suo braccio destro Fazio è un buon argomento, su questo poi si innestano altri episodi..la scoperta dei cadaveri nei pozzi, la conoscenza con l'infermiera Angela, che dovrà sedurlo per ordini superiori...

Ci sono , in questo romanzo, particolari intriganti.
Uno è , per esempio, il dialogo fra i due Montalbani, che trovo delizioso. Quando Montalbano primo dialoga con il suo alter ego, Montalbano secunno..e discute su quale mossa o decisione sia migliore, è tenerissimo!
Poi si giudica, pure, in questo dualismo: "Un cori d'asino e uno di lioni".
Un altro particolare è il citare lo scrittore Camilleri o addirittura l'attore Zingaretti che lo impersona sullo schermo!

Ho trovato mancante la parte sentimentale- e se no che romantica donna sarei???
La storia con Livia mi sembrano "messe dette"; niente di nuovo al fuoco...
E ,sempre più tangibile, quella serpeggiante malinconia , per quello che è stato, per quello che è finito, per quello che ...ormai è tardi (un figlio, per esempio..).

Consigliatissimo.

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La danza del gabbiano 2009-06-03 23:58:02 Arcangela Cammalleri
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Arcangela Cammalleri Opinione inserita da Arcangela Cammalleri    04 Giugno, 2009
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La danza del gabbiano di Andrea Camilleri

Siamo al 15°capitolo delle storie del commissario Salvo Montalbano! Il mese di maggio ha visto fiorire ben due scritti di Camilleri, non c’è stato nemmeno il tempo di depositare la memoria del suo Renoir, per raccogliere il frutto maturo, ma sempre di stagione del nostro Commissario per antonomasia. Un ennesimo noir che si tinge di sfumature sempre più sottese, baudelairiane, lo spleen di Montalbano si carica, a 57 anni, di note dolenti come se il suo animo non potesse più sopportare i contraccolpi della vita. Camilleri in un pirandelliano gioco delle parti confonde noi lettori mettendo a colloquiare idealmente il Montalbano di carta con quello televisivo e l’autore. In questo contraltare tra i due alter ego, l’autore gioca la sua finzione letteraria e spariglia le carte e ci meraviglia. L’apertura del romanzo ricalca l’incipit degli altri, le nottati sempre più spesso agitate, con le vicchiaglie dormiri diventa faticoso e una volta arrisbigliatisi non c’era più verso d’arrinesciri a ripigliari sonno. L’immagine del gabbiano morente precorre fatti connessi sì all’indagine in corso, ma diventa metafora della morte che si diverte a inscenare una danza scenografica negli ultimi spasmi di vita. I personaggi, gli ambienti naturali e i fatti criminosi hanno le stesse connotazioni e anche certi riferimenti all’attualità, quello che è diverso è la predisposizione d’animo del commissario, da una parte più cauteloso quasi trattenuto a freno da una sensazione di assuefazione, di dejà vu, dall’altra non può sottrarsi a una sorta di meraviglia dinnanzi alla natura e annichilimento dinnanzi alle perdizioni umane. La miscellanea linguistica che contraddistingue Camilleri si alterna per diventare ora lingua italiana burocratica e tecnica ora dialetto stretto; segue percorsi sinuosi e trabocchetti vari, democratica quando è necessaria, abbassandosi a livello dell’eterogeneità degli interlocutori, umorale quando il nirbuso non la regola più e la stravolge Questo romanzo è senz’altro uno dei più belli non tanto per l’originalità della storia, anzi sono presenti tutti gli ingredienti tipici del noir alla Camilleri, ma è diverso lo spirito che anima la materia narrativa e che ci rende così vicini a Montalbano e al suo artefice. Il segno inequivocabile dello scrittore ha ancora una volta inciso la nostra anima di lettori e la godibilità della lettura raggiunge vertici sempre alti.

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Montalbano e non lo immagina come un personaggio letterario, ma come una persona famosa e conosciuta.
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