Narrativa italiana Gialli, Thriller, Horror La fragilità degli angeli
 

La fragilità degli angeli La fragilità degli angeli

La fragilità degli angeli

Letteratura italiana

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Sono giorni di angoscia per Firenze dopo la misteriosa scomparsa di un bambino di quattro anni che stava giocando nel giardino della sua casa in collina: di lui rimane solo la piccola bicicletta grigia, appoggiata a un albero. Mano a mano che passano i giorni, le speranze di ritrovare Stefano in vita si affievoliscono, e in città si torna a respirare lo stesso terrore dei tempi del "Mostro", il famigerato serial killer che uccideva e mutilava le coppiette appartate in campagna. Per il giornalista di cronaca giudiziaria Carlo Alberto Marchi e il suo collega della "nera", l'Artista, sono ore di ansia e lavoro frenetico fra la redazione, i luoghi del delitto e un Palazzo di Giustizia sempre più cupo, proprio come il suo soprannome: Gotham. Un'inchiesta serrata che non dà tregua agli inquirenti, la tenace pm Simonetta Vignali, grande amica di Marchi, e il capo della Mobile Settesanti, segnato da un passato violento che non gli concede sconti. A dare una svolta alle indagini sarà l'inaspettata confessione di uno studente di psicologia: è stato lui a uccidere Stefano, per poi abbandonarne il corpo sulle rive dell'Arno. Sta dicendo la verità? O si tratta solo di un mitomane? E mentre le sponde del fiume vengono battute a tappeto, un altro colpo di scena riaccende la paura. In una celebre basilica sulle oscure colline di Firenze viene ritrovata una lettera anonima che annuncia nuovi orrori: Stefano è stato il primo, ma non sarà l'ultimo... Poi, il caos si trasforma in silenzio, finché un'intuizione ribalta tutto, anche le storie personali, anche quella di Carlo Alberto Marchi, che si ritrova davanti a qualcosa che mai aveva visto prima.

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La fragilità degli angeli 2018-10-09 16:03:31 Chiara77
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Chiara77 Opinione inserita da Chiara77    09 Ottobre, 2018
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Un ottimo giallo

E' uscito da poche settimane il terzo romanzo di Gigi Paoli, “La fragilità degli angeli”, della serie che ha per protagonista il giornalista della cronaca giudiziaria Carlo Alberto Marchi.

Un giorno come tanti, durante un'ordinaria serata al giornale, la redazione del Nuovo viene scossa dalla sconvolgente notizia della sparizione di un bambino di soli quattro anni. Mentre la procura e la squadra mobile indagano freneticamente, il nostro protagonista Carlo Alberto dovrà scrivere notizie veritiere e possibilmente esclusive sul drammatico caso che si sta trasformando in un nuovo incubo per Firenze dai tempi del “mostro”.

Anche stavolta ci troviamo di fronte ad un romanzo ben scritto e che può vantare un narratore simpatico che, mentre ci mette a conoscenza di un interessante e scabroso caso investigativo, ci rende un pochino partecipi della sua vita, con uno stile fresco e ironico.

Potrebbe apparentemente risultare molto simile a decine di altre proposte editoriali uscite negli ultimi anni dalla penna di autori italiani: un bel protagonista che indaga a vario titolo su un caso giallo ed uno stile brillante e piacevole. Ed in effetti, non si può negare che diversi elementi in comune a questi altri ce li abbia. Perché leggere anche Gigi Paoli allora? Non ne abbiamo già abbastanza di questo filone? Ecco, secondo me, i gialli di Gigi Paoli hanno qualcosa in più: una trama molto ben strutturata. Sono dei gialli classici avvincenti, coinvolgenti ma non assurdi, affermazione che purtroppo non si può sempre ripetere per gli altri autori italiani che si sono dilettati con vari commissari, vicequestori, ghost-writer, medici legali e così via, che magari vantano protagonisti altrettanto simpatici ed affascinanti ma di solito sono carenti nella costruzione di una buona storia investigativa.

In conclusione quindi, un ottimo giallo, che consiglio a tutti gli appassionati del genere.

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La fragilità degli angeli 2018-10-08 12:20:24 ornella donna
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ornella donna Opinione inserita da ornella donna    08 Ottobre, 2018
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Un'infanzia negata a Gotham City

La fragilità degli angeli di Gigi Paoli è un libro toccante, profondo ed emozionante, capace di toccare temi particolarmente difficili e delicati, quali la compravendita di bambini, le adozioni, la pedofilia, con grande sensibilità e raffinatezza. Dopo Il rumore della pioggia e Il respiro delle anime, un terzo libro che conferma le sue innate doti di scrittore.

Protagonista indiscusso è Carlo Alberto Marchi, giornalista che si occupa di inchieste giudiziarie. E’ un uomo che colpisce, padre-single di una figlia ormai tredicenne, Donata, che promette bene, un po’ svampito, a volte, con i colleghi e con chi gli fornisce i dati per le inchieste assai rispettoso. Una moglie volata via lontano, che lo ha lasciato alle prese con le grandi difficoltà quotidiane di educare e di crescere una figlia da solo, Carlo Alberto Marchi ha una relazione con Olga, una bella avvocatessa, che trascura con infiniti sensi di colpa. Ma è sempre così occupato. Ora è alle prese con la scomparsa di un piccolo bimbo di quattro anni, a cui ne seguirà una seconda di un bambino di otto anni. Carlo cerca di saperne di più, e si aggira famelico all’interno del Palazzo di Giustizia di Firenze, detto “Gotham City”, perché:

“Il progetto era degli anni Settanta e ci avevano messo solo trentaquattro anni per tirarlo su. E per forza: era una accozzaglia enorme di vetro e cemento, con torri vertiginose e spropositate, lunga 240 metri e larga 146. Una città dentro la città, il secondo Palagiustizia più grande d’Italia dopo quello di Torino. Ma mettere nella culla del Rinascimento quell’ammasso di linee oblique e vetrate in discese ardite, quasi più alto della cupola del Duomo, aveva scatenato un vespaio. Era un futuristico, gigantesco pugno in un occhio che un sito Internet internazionale aveva inserito tra i cinque edifici più brutti del mondo.”

Le indagini al riguardo saranno serrate, molti colpi di scena, molte corse in tribunale, tra caffè e puntate in vineria, tra amici, informatori, magistrati e capi della Mobile.

Bellissimo il ritratto del rapporto tra De Marchi e la figlia Donata, adolescente alle prese con le amiche, tutta “Marghe” di qui e di là, “bella zio”, e i primi ragazzini per cui:

“Ho una figlia bella e adolescente, ma presto avrò anche una pistola, una pala e un alibi di ferro. Che si sappia.”.

Sullo sfondo Firenze, in un autunno soleggiato, dove ancora forte si sente l’influenza del Mostro e delle sue nefandezze.

Un giallo ben congegnato, una prosa mai violenta, molto scorrevole ed intrigante. I personaggi sono ben costruiti, con le loro storie, i loro timori, i loro segreti. Tematiche di grande attualità contribuiscono in modo preponderante a rendere la narrazione accattivante e di particolare pregio letterario.




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consigliato a chi ha amato Gigi Paoli, Il rumore della pioggia e Il respiro delle anime.
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