Per nessun motivo Per nessun motivo

Per nessun motivo

Letteratura italiana

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Che cosa può accadere nella vita di un uomo se una verità sconosciuta del passato irrompe all’improvviso nel suo presente sconvolgendone l’equilibrio? È quello che succede ad Antonio Bastogi, ricco industriale, che dopo essersi fatto assorbire per anni dal lavoro si è ritirato sulle colline del Chianti per dedicarsi alle proprie passioni. E a un tratto sarà costretto a scoprire che il passato non è uno scenario immobile, ma è invece dinamico, può trasformarsi in un secondo, mettendo in discussione la memoria di un’intera esistenza. In queste occasioni, per avanzare nel futuro con una nuova consapevolezza, è necessario un grande coraggio. A strappare Antonio dall’apparente quiete delle colline toscane sarà una notizia inimmaginabile, che lo porterà fino a Parigi dove un doloroso viaggio introspettivo lo costringerà a fare i conti con il proprio vissuto e con se stesso.

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Per nessun motivo 2019-08-27 10:30:34 Bruno Izzo
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Bruno Izzo Opinione inserita da Bruno Izzo    27 Agosto, 2019
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Il silenzio; il racconto delle cose non dette.

Marco Vichi è forse conosciuto dal grande pubblico solo e soltanto come autore di una serie di romanzi ambientati nella Firenze degli anni ’60 aventi a protagonista il commissario di Pubblica Sicurezza Franco Bordelli, una sorta di Montalbano ante litteram.
Una serie di romanzi gialli, quindi, come facilmente intuibile, che però è qualcosa di più di un semplice noir, trattandosi più che altro di una forma di nostalgica reminiscenza dei bei tempi andati in quel di Firenze che Vichi, fiorentino purosangue, letteralmente adora in tutti i suoi risvolti.
Ma Marco Vichi è in realtà assai di più: è un artista eclettico, un finissimo intellettuale, sensibile ed empatico, profondo e preparato, autore di romanzi e racconti, sceneggiatore teatrale e televisivo, titolare di vari laboratori di scrittura creativa e presso l’università di Firenze.
In estrema sintesi, “Per nessun motivo” non è un romanzo basato su una ricerca, come la trama potrebbe far pensare: si tratta infatti del racconto del viaggio intrapreso da un maturo professionista, ormai in pensione, sposato con figli ormai adulti , alla ricerca di una figlia sconosciuta di cui solo per caso e dopo 25 anni scopre di aver avuto da una precedente relazione giovanile.
Il vero protagonista del romanzo è invece il silenzio: è il racconto delle cose non dette, delle parole non trovate o che non si è stati capaci di pronunciare, è la storia della mancanza di chiarezza, di esposizione veritiera dei fatti e dei desideri, di quell’assurdo silenzio che permea, per vari motivi, i rapporti interpersonali di ciascuno di noi. Il silenzio è di per sé un assurdo, una contraddizione vivente: esso stimola domande, ma suggerisce anche risposte insinuanti, equivoche, talora sono perciò solo presunte vere; pertanto il silenzio fa comunque tanto rumore. Molto più costruttivo è invece il dialogo, che crea ponti e comunicazione: ma ognuno di noi non ascolta, si perde nei propri monologhi, infine è il silenzio che si impone, e ha effetti deleteri, talora devastanti. In sintesi, non serve mica gridare per attirare l’attenzione: ma nemmeno restare in silenzio. Per dire, le stelle che ispirano tanto romanticismo…le stelle stanno in silenzio, vero? E c’è chi le guarda per ore, in silenzio. Ma non è il silenzio che è bello: è fare l’amore sotto le stelle che è bello. Il silenzio non dovrebbe mai sussistere, in nessuna specie di amore, di più, per nessun motivo, appunto.

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Specialmente a chi già conosce Marco Vichi, e non solo per il suo commissario Bordelli.
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Per nessun motivo 2019-04-09 09:16:53 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    09 Aprile, 2019
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Equivocamente

Guanda ripropone in libreria “Per nessun motivo” commedia degli equivoci a firma Marco Vichi classe 2008, al tempo, Rizzoli. Tutto ha inizio con una lettera tenuta nascosta per gelosia da Loredana, la moglie di Antonio, venticinque anni prima. In quest’ultima, Christine, ex fidanzata parigina dell’uomo, confessa di esser rimasta incinta di una bellissima bambina di cui lui è il padre. Preso da mille riflessioni e considerazioni, l’industriale lascia le colline del Chianti in cui ha vissuto con la coniuge da cui ha avuto altri due figli maschi ad oggi alle redini della sua attività, per recarsi in Francia alla ricerca di questa ormai giovane donna che porta il suo sangue. Tuttavia, giunto a Parigi, egli scopre che l’ex fidanzata è venuta a mancare tre anni prima in un incidente; che fare dunque se non cercare quella figlia per tentare di instaurarvi un rapporto? Finalmente, dopo tante titubanze e incertezze, non solo individua Coco, Corinne, ma riesce anche ad intesservi un legame. Che fare, mi ripeto, però quando quella frequentazione porta a galla un differente e impensabile tipo di attrazione?
Ma attenzione! Perché se pensate che gli equivoci finiscano qui, bè vi sbagliate perché a questi primi due se ne sommano molti altri che porteranno ad un finale inatteso che sarà capace di sorprendervi. Il tutto con atmosfere ben delineate, la città dell’amore e con molte riflessioni insite. Antonio sarà chiamato a rimettersi in gioco, a far fronte a emozioni nuove e a talaltre dimenticate, a far fronte a quel senso di colpa per una paternità sfumata non per sua volontà, ad immaginare tante vite possibili che avrebbero potuto essere la sua ma che non lo sono, a un amore della tarda età che non sa spiegarsi e che lo porta a rimettere in dubbio tutta quella che sino ad ora è stata la sua esistenza, sino, appunto, a quell’epilogo chiara impronta di uno scrittore di gialli quale Vichi è.
Il risultato è una piacevole commedia erotico-dramma sentimentale dove assaporiamo un autore capace di cambiare il proprio registro a seconda delle vicende narrate, che ha voglia di dare, di mettersi alla prova e di meravigliare il suo lettore. Un elaborato che lascia storditi alla sua conclusione ma che è senza dubbio una buona prova e una piacevole scoperta.

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