Narrativa italiana Gialli, Thriller, Horror Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi di Torino
 

Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi di Torino Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi di Torino

Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi di Torino

Letteratura italiana

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Qual è il miglior locale per capire Torino? Eccolo il midollo della questione. La domanda mi stimola. Mi stimola così tanto che la estrapolo dal contesto, dal fatto che me la sta facendo lo chef più rivoluzionario di tutti i tempi a un tavolo de "La mela stregata" mentre qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi della città. Dunque ci penso davvero. Ci penso intensamente. Seriamente. Un posto che incarni la cucina torinese. Che domanda. A parte che el matador ne ha fatti già fuori alcuni molto validi, non sono poi tanti i ristoranti che raccontino questa città. «Ascultame, Fernando - dico allo spagnolo, molto compreso nel mio ruolo di esperto - io ti direi una vecchia piola.» «Que es una piola?» «Una piola es la vechia hosteria, donde se beveva barbera e se mangiavano acciughe al verdes o tomini eletricos. Una vechia piola nel cuore de la vechia ciudad, con lo vechios silenziosos, los operajos, un piatto di peperones con las anchovas y poco altro.» Silenzio. Contrazione. Poi con un suo tipico scatto si tira su e s'allarga in un sorriso: «Me gusta mucho».

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Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi di Torino 2018-03-02 15:02:59 ornella donna
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ornella donna Opinione inserita da ornella donna    02 Marzo, 2018
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Un assassino nella cucina torinese

Luca Iaccarino firma Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi di Torino, edito da EDT nella collana Allacarta. Un libro dove il giallo e le sue caratteristiche sono abilmente mescolate con la tradizione culinaria e le raffinatezze torinesi raggiungono la più alta vetta.

Torino ha un’aura misteriosa e diventa una scena ideale per un thriller, ma ora in città sta succedendo qualcosa di ancora più insolito. Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi di Torino è il titolo del libro di Luca Iaccarino, che è giornalista, scrittore, che narra con il giallo anche una città e le sue eccellenze in tavola, accompagnando il lettore tra locali e caffè storici, piazze e monumenti, mercati e posti del cuore. Sono scenari di unta trama da grande giallo d’autore. E gli ingredienti ci sono tutti: delitti, testimoni, scene del crimine, commissari, colpi di scena, e, ovvio, un assassino.

Il protagonista è lo stesso autore che diventa l’io narrante di un susseguirsi di eventi incredibili, paradossali, divertenti. Tutto inizia con l’uccisione dello chef Matteo Baronetto, anima del glorioso Ristorante Del Cambio. Commenta l’autore:

“il libro mi ha dato la possibilità di parlare del cibo che amo in modo spassoso: il giallo è l’esca giusta per raccontare diversi luoghi della città e differenti aspetti della sua incredibile ricchezza gastronomica e culinaria”.

Sicuramente con la sua scrittura rende omaggio alla città, recuperando aneddoti che la fanno rivivere la storia di strade, edifici, musei. Lo stesso fa con il cibo, citando piatti e tradizioni come acciughe al verde, agnolotti, tramezzini, bonet, finanziera. Sagace e spassosissimo lo sberleffo all’archetipo del gastronomo vecchio stampa dipinto come assetato di potere ed affamato di gloria; geniale il richiamo alla cucina spagnola, impersonificata da una figura capace di evocare grandi nomi di quella cultura gastronomica, oltre che di risollevare gli esiti dell’intera vicenda.

Ne scaturiscono pagine di alta tensione dove, in una tragica catena di omicidi, i cuochi sabaudi vengono assassinati e un uomo solo può salvarli. L’autore accompagna, in questo modo, il lettore incuriosito tra indagini, bottiglie, assaggi e misteri. Per chi vuole conoscere ed approfondire le bellezze e la cucina torinese. Per chi è affascinato dalla città sabauda, dai suoi monumenti, le sue piazze, i suoi locali storici. E per chi già la conosce un motivo in più per amarla, conquistati dal suo fascino che non conosce tempo.

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Consigliato a chi ama la cucina e i gialli in genere.Un connubio affascinante.
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