Scirocco e zagara Scirocco e zagara

Scirocco e zagara

Letteratura italiana

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Mariangelo mastica amaro. Il cadavere di padre Giovanni Rossi, noto alle cronache per i suoi affari con la malavita locale e l’accoglienza dei migranti, viene trovato nella piscina della sua lussuosa villa. Mentre le alte sfere ecclesiastiche chiedono una rapida risoluzione del caso, il maresciallo Mariangelo e il brigadiere Fascia si fanno largo tra prostituzione, mafia, traffico di migranti e un progetto di accoglienza per orfani. Finiranno in una fiaba nera come la notte più buia, un inferno dal quale non vi è uscita e le nefandezze umane sono lame nel costato dei giusti. Nell’oscurità del crepuscolo le acque del lago si increspano. Una sirena, catturata nelle reti di un pescatore, è costretta a vivere lì, mentre un mostro a sei zampe la osserva, pronto a stringerla nella sua morsa. È proprio il mostro a stuzzicare la voglia di giustizia del maresciallo. Sullo sfondo della città di Barcellona Pozzo di Gotto, tra i sapori di una Sicilia che profuma di Zagare granite, mentre il sole ottunde le menti e il sangue scorre, invadendo il letto del Longano, Gianluca dovrà sfidare la sua angoscia per il mare e salvare quel che resta del suo matrimonio con Giuseppina, desiderosa di un figlio e di vivere nella sua città natale: Lipari. È proprio nel mare della paura che si nasconde la soluzione alla prima indagine del maresciallo Mariangelo.



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Scirocco e zagara 2020-06-09 12:58:52 ornella donna
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ornella donna Opinione inserita da ornella donna    09 Giugno, 2020
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Oscure ombre scuotono la chiesa cattolica


Antonino Genovese firma un giallo di gran fascino intitolato Scirocco e zagara, con un sottotitolo indicativo:
“Un giallo siciliano per il maresciallo Mariangelo”.
Una storia in cui si respira aria di mare e profumo di zagara che inebria ed intontisce.
Ambientato a Barcellona Pozzo di Gotto, di cui si descrive con perizia e senso profondo del conosciuto ambienti e persone; tratta dell’indagine di un omicidio eccellente: la morte di padre Giovanni Rosso, nella piscina della propria dimora. Chi è costui? E perché qualcuno ha voluto la sua morte? L’ambiente ecclesiastico pretende una risoluzione in tempi rapidi del caso. Ma non sarà facile. Il prete era un personaggio scomodo, colluso con la tratta e il malaffare legato agli immigrati. Non solo: si allunga su questo caso l’ombra cattiva della mafia e dei suoi traffici illeciti di droga e prostituzione. Non sarà facile ristabilire una parvenza di verità, soprattutto perché per far ciò si dovrà superare il muro impenetrabile di omertà che circonda il tutto. Per non parlare della lunga mano della Chiesa che mal tollera un’invasione nei suoi campi più stretti.
Un giallo finemente elaborato e costruito, con un finale inaspettato che ribalta l’intera narrazione. La trama ha un suo fascino indefesso, la prosa è vivace e precisa, gli ambienti e i personaggi descritti bene nel loro vivere quotidiano. Un libro che mette bene in evidenza le contraddizioni assurdi del mondo ecclesiale cattolico, dove un prete vive anziché in miseria e sacrificio, nella sfarzo di una villa con piscina, a discapito dei veramente poveri e derelitti. Un giallo nudo e crudo, di grande attualità, che non può che conquistare, in cui si respira aria sanguigna e profumo inebriante che confonde e trascina in una bella lettura.

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