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Addio fantasmi Addio fantasmi

Addio fantasmi

Letteratura italiana

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Una casa tra due mari, il luogo del ritorno. Dentro quelle stanze si è incagliata l'esistenza di una donna. Che solo riattraversando la propria storia potrà davvero liberarsene. Nadia Terranova racconta l'ossessione di una perdita, quel corpo a corpo con il passato che ci rende tutti dei sopravvissuti, ciascuno alla propria battaglia. Ida è appena sbarcata a Messina, la sua città natale: la madre l'ha richiamata in vista della ristrutturazione dell'appartamento di famiglia, che vuole mettere in vendita. Circondata di nuovo dagli oggetti di sempre, di fronte ai quali deve scegliere cosa tenere e cosa buttare, è costretta a fare i conti con il trauma che l'ha segnata quando era solo una ragazzina. Ventitre anni prima suo padre è scomparso. Non è morto: semplicemente una mattina è andato via e non è più tornato. Sulla mancanza di quel padre si sono imperniati i silenzi feroci con la madre, il senso di un'identità fondata sull'anomalia, persino il rapporto con il marito, salvezza e naufragio insieme. Specchiandosi nell'assenza del corpo paterno, Ida è diventata donna nel dominio della paura e nel sospetto verso ogni forma di desiderio. Ma ora che la casa d'infanzia la assedia con i suoi fantasmi, lei deve trovare un modo per spezzare il sortilegio e far uscire il padre di scena.

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Addio fantasmi 2019-03-06 04:33:56 evelyn73
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evelyn73 Opinione inserita da evelyn73    06 Marzo, 2019
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la scatola rossa

Attirata da recensioni positive e apprezzando il romanzo introspettivo/psicologico, ho iniziato questa lettura con entusiasmo. La narrazione si è rivelata pesante, noiosa, ripetitiva, prolissa, ridondante .... Vi si narra il percorso catartico di Ida (oggi voce narrante di donna adulta, che vive un matrimonio freddo con Pietro, a Roma), che circa vent'anni prima, all'età di 13, anni ha vissuto la sparizione misteriosa ed improvvisa di suo padre Sebastiano. Questo, colpito da depressione, un giorno sceglie di andarsene, abbandonando moglie e figlia nella loro casa di Messina. Circa vent'anni dopo, con la solita motivazione della madre anziana che decide di vendere la casa, Ida torna in quella casa d'infanzia a Messina per portare un aiuto pratico alla madre: la casa dev'essere ristrutturata prima di essere venduta e occorre decidere quali oggetti tenere e quali oggetti buttare. Questo breve soggiorno offre a Ida l'occasione di ripensare a tutta la sua vita, che è tutta imperniata sull'episodio della scomparsa del padre. Ora donna, rievoca il suo passato, intriso di dolore e angoscia; si riaffacciano ricordi prepotenti e Ida rinfaccia alla madre, in un dialogo fra le due stentato anche molti anni dopo, come non si sia mai data voce al loro dolore, ma si sia sempre cercato di soffocare tutto, impedendo una rielaborazione della scomparsa del padre (e del marito) e lasciando che il fantasma del padre, il suo pervasivo ricordo, la impigliasse, trattenendola in una gabbia devastante di ricordi, bloccando il suo percorso di crescita e costringendola a rimanere sempre ancorata al passato, incapace di sganciarsene in maniera sana.
Ida, tuffandosi nel passato e rievocandolo, rivedendo oggetti dell'infanzia e incontrando l'amica di un tempo - Sara - compie un viaggio a ritroso nella sua memoria, rievoca la sua storia e si libera infine da fardelli e macigni mai elaborati che hanno segnato la sua vita fin lì e che hanno compromesso anche il suo modo di relazionarsi agli altri. Questa liberazione avviene attraverso un gesto simbolico purificatorio, descritto verso la fine della vicenda, quando Ida si affranca dai suoi tormenti devastanti e laceranti, dando finalmente una sepoltura simbolica al padre; ora può iniziare a respirare e guardare oltre.

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Addio fantasmi 2018-10-03 18:01:51 ornella donna
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ornella donna Opinione inserita da ornella donna    03 Ottobre, 2018
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Un lutto impossibile da elaborare

Addio fantasmi di Nadia Terranova è un libro profondo ed intenso, scritto con una prosa incantevole ed affascinante, che racconta di una donna dalla vita segnata da un lutto, la cui elaborazione è impossibile da elaborare. E’ il racconto di un’assenza, di
“una famiglia monca e colma di silenzi.”.
E’ la storia di Ida che, a tredici anni, vede scomparire nel nulla il proprio padre, che, professore di liceo, sprofonda in una depressione, in un vuoto senza fondo, che lo porta a stare tutto il giorno in casa a letto, con le persiane chiuse, sprofondato nel suo dolore senza fine. Da quel momento Ida rimane impigliata in quell’assenza, che è, al contempo, una presenza asfissiante e dolorosa. E’ un lutto che però non riesce ad accettare, non riesce a elaborare. Non ha una tomba a cui fare riferimento, su cui piangere, non ha un corpo, è evanescente. E’ un tutto e un nulla. E’ un tormento non sapere neppure se è vivo oppure no. E’ un fantasma, da cui fuggire. E lei con quell’assenza ci convive da allora, ma lo fa da lontano, da Roma, dove si è sposata con Piero. Ma:
“Per tutta la vita era stata la figlia dell’assenza”,
è una colpa che le grava addosso, annullandola. Fino a quando la madre la richiama a Messina, perché vuole ristrutturare la loro casa, per poi venderla. Per lei è una tragedia. Ritorna nella sua vecchia stanza, che:
“ora è satura di speranza inutilizzata.”.
Solo un oggetto si sottrae dall’oblio:una scatoletta rossa. Sarà proprio questa scatoletta, di cui è necessario liberarsi, a simboleggiare il cambiamento, il distacco, la separazione netta che costa dolore e fatica, ma necessaria. La scatola è il passato, poi c’è un presente tutto da vivere e da ricostruire. E così tra le acque tra Cariddi e Scilla che il padre ha degna sepoltura virtuale, e finalmente assume i connotati
“del fantasma che esce di scena.”.
Il libro è bellissimo nella sua tragedia intima, nel suo profondo dolore e nella sua sofferenza. Una sofferenza che segna la vita di una donna, che si libra alta nel cielo, fiera e sicura della sua esistenza. Intensi i sentimenti vissuti e descritti con perizia: i ricordi, la morte nel cuore, i rimproveri, i sensi di colpa, i dolori, l’addio. E’ la storia di un commiato vissuto e sentito con intensità, un non dimenticare mai in vista, però, della ricerca per ristabilire un ordine prestabilito, che doni sicurezza e un barlume di serenità.

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Consigliato a chi ha Letto Daniel Mendelsohn, Un'Odissea. Un padre, un figlio. con la differenza che qui, in questo libro, il lutto è da elaborare. Nella Terranova è un percorso alla ricerca dell'elaborazione.
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