Narrativa italiana Romanzi Benvenuti in casa Esposito
 

Benvenuti in casa Esposito Benvenuti in casa Esposito

Benvenuti in casa Esposito

Letteratura italiana

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Il rione Sanità, dove è nato il principe della risata Totò, è uno dei più affascinanti e misteriosi di Napoli. Qui vive, con la sua famiglia allargata, Tonino Esposito, orfano di un boss della camorra. Tonino riceve dal clan un sussidio mensile e potrebbe vivere di rendita. Invece si intestardisce a voler imitare le gesta paterne, senza riuscirvi. Perché è goffo, sfigato, arruffone, incapace di difendersi: un antieroe tragicomico e decadente, che tra incubi e visioni, ingenuità e imbranataggini, ne combina di tutti i colori. Uno spaccato divertente e allo stesso tempo crudele della Napoli contemporanea, città dalle mille contraddizioni e dalle tante difficoltà, capace però di non perdere mai la speranza per un futuro migliore.



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Benvenuti in casa Esposito 2021-07-20 08:48:41 FrancoAntonio
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FrancoAntonio Opinione inserita da FrancoAntonio    20 Luglio, 2021
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Quando Fantozzi voleva fare il camorrista

Tonino Esposito è il figlio di Don Gennaro, capo boss della camorra napoletana, quartiere Sanità, caduto “nell'adempimento del dovere” malavitoso un paio d’anni prima. Vive in una spaziosa palazzina con tutta la famiglia: la bella moglie Patrizia, i due figli, la madre, i suoceri, l’iguana e il coniglio “da compagna”. Non ha problemi di soldi, visto che la sua cosca gli passa una “indennità” mensile più che sufficiente a farlo vivere in completa agiatezza senza che si debba arrabattare per mantenersi. Tuttavia Tonino vorrebbe emulare le gesta criminali del padre. Ma anche gli impegni minimi (come la riscossione del pizzo mensile dai negozianti) sono al di fuori dalla sua portata: è buono e onesto nell'animo; fa sbagli di continuo e si fa fregare da chiunque. Perciò, il nuovo boss, Don Pietro de Luca, non a caso chiamato o’Tarramoto, dopo aver tollerato più sbagli di quanto solitamente è uso sopportarne, decide di correre ai ripari, perché non è possibile andare avanti a quel modo…
Comincia così, per Tonino, un difficile anno fatto di delusioni, incubi notturni e umiliazioni continue.

La penna di Pino Imperatore è sempre fonte di storie godibili e divertenti. Questo è stato il suo primo romanzo e in esso ci fa conoscere, con il garbo e l’ironia che gli sono consueti, una famiglia napoletana che potrebbe essere tipica se non fosse per il fatto che il capofamiglia appartiene alla criminalità organizzata o, per lo meno, vorrebbe esserne parte integrante e attiva. Tuttavia Tonino Esposito è il classico vaso di coccio mentre gli altri, tutti gli altri - pure coloro che dovrebbero essere da lui angariati e, quindi, dovrebbero temerlo - sono più robusti di quanto non lo sia lui e ricambiano ogni tentativo di emergere del pover'uomo con sgarbi e inganni. Dalla sera di un San Silvestro alla notte che precede quello successivo, assistiamo così alle sue peripezie, alle sue continue disfatte: angariato e umiliato da chiunque si trovi ad affrontare; costretto sempre a ingegnarsi per venire fuori dai guai in cui si ficca.
In un contesto simile le situazioni comiche (alcune davvero esilaranti, altre più melanconiche, quando non amare) si ripropongono continuamente in tutti i sedici capitoli, ognuno dei quali è un siparietto a sé stante, un raccontino che potrebbe vivere di vita autonoma. Il fatto che il romanzo, pur nella sua complessiva unitarietà cronologica, sia sostanzialmente sgranato in singoli aneddoti, può essere considerato un difetto veniale, ma la narrazione fluisce comunque scorrevole dalla prima all'ultima pagina.
Come il famoso personaggio creato da Paolo Villaggio, Tonino è pavido, ingenuo, impacciato e incapace di farsi valere, quindi ognuna di quelle storie ha già un epilogo inevitabile già scritto, con i guai che si cumuleranno ai problemi mettendo alle strette l’inetto camorrista.
Perciò con Tonino si ride, ma, spesso, si ride amaro, sia perché non è divertente veder umiliare continuamente un uomo, sia pure un delinquente (in pectore), sia perché è impossibile dimenticare che l’ambiente in cui si dibatte è quello turpe e crudele della criminalità organizzata che ammorba la splendida Napoli. Non esiste un cliché, uno stereotipo sulla napoletanità che non sia stato preso di mira e irriso da Imperatore. Talvolta l’A. esagera pure un pochettino per amore della battuta a tutti i costi, ma a un umorista si perdona questo e altro.
Come in tutti i libri successivi dell’A., non manca neanche qualche “cartolina turistica” che ci illustri angoli caratteristici e meno noti della città.
Quindi il cocktail generale è piacevole e da gustare sino in fondo. Buon esordio per l’Imperatore novelliere che conosciamo e apprezziamo.

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... a chi ama la prosa irridente, ma garbata di Imperatore.
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Benvenuti in casa Esposito 2013-08-10 12:27:45 LUCA DA CASIRATE
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LUCA DA CASIRATE Opinione inserita da LUCA DA CASIRATE    10 Agosto, 2013
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LEGGERE LE AVVERTENZE PRIMA

E' un libro che è meglio legga solo chi ha affetto (a prescindere) per Napoli.
Non basta. Chi lo legge deve conoscere Napoli, anzi ci deve tenere proprio qualche parente stretto che sia napoletano.
Altrimenti ci potrebbero essere degli effetti collaterali per i lettore: il rinforzo di alcune etichette e stereotipi da troppo tempo associati ai napoletani o, al contrario, l'impossibilità di comprendere la profonda tristezza che si cela (nemmeno tanto, però) dietro la comicità del racconto.
I personaggi sono le macchiette che rappresentano una parte della cultura e dei problemi di Napoli e, truccati da scena, salgono sul pacoscenico per coinvolgere il pubblico (che per me, lo ripeto, deve essere preferibilmente napoletano) in una seduta di autoanalisi ed autocritica come solo i napoletani si possono fare.

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Consigliato a chi ha letto...
consigliato a chi è o ha parenti napoletani
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Benvenuti in casa Esposito 2012-10-15 08:40:57 ant
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ant Opinione inserita da ant    15 Ottobre, 2012
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Napoli in agrodolce

Bell'esordio letterario x Imperatore, il libro è godibilissimo sotto tanti punti di vista.
Innanzitutto è scorrevole, poi con garbo,ironia e arguzia l'autore è capace di spaziare in tanti ambiti: si parte con la descrizione perfetta dei protagonisti tutti del rione Sanità di Napoli, si prosegue poi con la narrazione molto elegante a riguardo della città partenopea e della sua storia, e soprattutto si evince che l'autore, attraverso le parole di alcuni protagonisti del testo, manda messaggi di speranza x il futuro della città campana.
La trama:
fondamentalmente tutto ruota intorno alla figura di Tonino che vuole a tutti costi diventare un camorrista e che, fortunatamente , non ci riesce perché si rende conto di essere una persona di buon cuore incapace di poter fare del male ad alcuno.
Tra una disavventura e l'altra di Tonino , Imperatore ci racconta un anno intero vissuto con tutti i familiari del protagonista, intervallando racconti che parlano di: matrimoni molto kitsch, vacanze al mare, la scuola, tradizioni partenopee come la visita ai cimiteri e l'adorazione dei teschi abbandonati(l'anime pezzentelle), le partite del Napoli e ...lo spietato agire di alcuni personaggi di malaffare.
In questo libro si ride(esilarante il racconto dell'iguana che sbuca dallo zaino di 5° elementare di Genny, figlio di Tonino, mentre è in classe...l'insegnante, che è una suora, vedendo il rettile urla: il demonio!!! ...e inizia a scappare. Due bidelli che assistono alla scena commentano: questa adesso batte ii record indoor...l'altro : che vuole dire indoor?...Risposta: che mo va cu a capa rind a porta!!!
Ci si commuove, da rimarcare il racconto di Gaetano,suocero di Tonino, al nipote Genny, a riguardo del suo incontro con Totò, l'elemento più illustre nato nel rione Sanità:
..."Totò venne alla Sanità a vedere la casa dov'era nato, la gente lo applaudiva, lo acclamava, io ero un ragazzo mi avvicinai gli tirai la giacchetta e gli dissi: Totò te voglio bbene!!! Lui si fermò mi mise una mano sulla testa e disse: Pur'io te voglio bene , guagliò. Io voglio bene a tutti i bambini del mondo, perché rappresentano l'innocenza. Senza innocenza il sorriso muore"...disse proprio così, non lo scordare mai come non l'ho scordato io"...
Si riflette, soprattutto con Tina la figlia adolescente di Tonino,a mio avviso il personaggio positivo per eccellenza di questo testo, che con l'occhio rivolto al futuro sprona a più riprese il padre a desistere dai suoi propositi malavitosi.
E' un libro leggero questo, l'avevano proposto quasi come un Saviano, niente a che vedere assolutamente
altro stile e altri approfondimenti.
Bravo Imperatore, ottimo inizio

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libri con storie all'interno che trattano diversi argomenti, tutto però miscelato con garbo e ironia
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